UN PIANO SHOCK PER LA RIPRESA DELL’ECONOMIA ITALIANA CON LA MONETA FISCALE

DI STEFANO SYLOS LABINI

Il governo emette titoli trasferibili e negoziabili che i possessori potranno usare, a partire da due anni dopo l’emissione, per conseguire sconti fiscali. Questi titoli avranno immediatamente valore in quanto incorporano diritti certi a risparmi d’imposta futuri e potranno essere immediatamente scambiati contro euro o utilizzati come strumenti di pagamento (in parallelo all’euro) per acquistare beni e servizi.

Questi titoli fiscali possono essere usati per:

1. Il finanziamento di opere pubbliche di piccola taglia che non richiedono bandi internazionali
2. L’integrazione di redditi e pensioni basse su carte elettroniche di debito fiscale
3. La riduzione del cuneo fiscale
4. Il pagamento dei debiti della PA con le imprese
5. L’erogazione di fidi bancari (i titoli funzionano come garanzia)

In questo modo possiamo finanziare la ripresa dell’economia italiana senza chiedere soldi sui mercati e possiamo guadagnare due anni di crescita prima di avere un impatto sul bilancio pubblico.

Assegnazioni dei CCF

Si parte con 30 miliardi di euro di assegnazioni all’anno che si accrescono gradualmente a 100. I CCF sono utilizzabili come sgravi fiscali due anni dopo l’emissione: gli utilizzi resteranno quindi inferiori alle assegnazioni per quattro anni.

Investimenti pubblici

In particolare, con gli sconti fiscali a scadenza (CCF) si potrebbe finanziare un piano consistente di investimenti e lavori pubblici senza chiedere soldi in prestito sul mercato. I CCF andrebbero a realizzare la cosiddetta “golden rule” (lo scomputo degli investimenti nel calcolo del deficit) garantendo un moltiplicatore abbastanza elevato.

Dunque i pagamenti alle imprese avverrebbero in parte con i CCF e per questo bisognerebbe fare un patto con le imprese che accettano di essere pagate con i CCF in rapporto di 1 a 1 con l’euro. Del resto uno sconto fiscale è più sicuro di una cambiale perché alla scadenza lo Stato potrebbe non avere i soldi in cassa per rimborsare la cambiale mentre arriverà sempre il giorno in cui bisognerà pagare le tasse e con lo sconto fiscale si potrà pagarne di meno.

In sintesi dobbiamo semplicemente raddoppiare gli investimenti pubblici da 35 a 70 miliardi di euro (4% del Pil).

Moltiplicatore

Simulazioni effettuate su un orizzonte di breve-medio periodo con il modello econometrico trimestrale della Banca d’Italia indicano che nello scenario più favorevole il moltiplicatore è superiore all’unità e l’aumento del prodotto ottenuto con i maggiori investimenti determina una riduzione del rapporto tra debito pubblico e PIL nell’arco di un quinquennio.

https://www.bancaditalia.it/…/integov2018/Visco_22_09_2018_…

Sulla base di ipotesi prudenti (ad esempio, moltiplicatore fiscale pari a 0,7 e ripresa degli investimenti privati sufficiente per recuperare metà del calo degli stessi dal 2007), il recupero del PIL in un periodo di due anni genererebbe entrate fiscali aggiuntive sufficienti a compensare gli sconti fiscali. Le proiezioni mostrano che tali picchi si attesterebbero intorno ai 100 miliardi di euro all’anno, che si confrontano con gli oltre 800 miliardi di euro delle entrate pubbliche totali dell’Italia. Pertanto, il rapporto di copertura (ossia il rapporto tra le entrate lorde del governo e i rimborsi fiscali in scadenza ogni anno) sarebbe sufficientemente ampio da tener conto di eventuali carenze di entrate dovute a future recessioni.

Circuito Commerciale e accordi con le imprese per pagamenti con i CCF

I CCF verranno inoltre accettati come corrispettivo per operazioni di compravendita di beni e servizi, per esempio da operatori di grande distribuzione, utilities ecc. Potrà essere costituito un circuito commerciale, partendo dall’accettazione dei CCF come mezzo di pagamento da parte di grandi imprese a controllo pubblico quali ENI, ENEL, Poste, Ferrovie dello Stato, aziende municipalizzate, ecc.. Circuiti commerciali di questo tipo già esistono e se ben organizzati funzionano (vedi il caso del Sardex). L’accettazione del CCF come mezzo di pagamento complementare all’euro in rapporto di 1 a 1 con l’euro sarà tuttavia enormemente più rapida e intensa, grazie alla garanzia data dall’utilizzabilità (decorsi i due anni) a fini di sconto fiscale.

Clausole di salvaguardia

In ogni caso, misure di salvaguardia sarebbero previste nell’ambito della legge che disciplina i CCF per garantire la piena conformità dell’Italia alle norme fiscali dell’UE in presenza di contingenze sfavorevoli. Tali misure consisterebbero in tagli alla spesa e / o aumenti della tassazione che sarebbero attivati automaticamente in caso di sotto-performance fiscale, compensati da ulteriori emissioni di CCF a favore delle categorie soggette all’aggiustamento fiscale