VOGLIA DI SINISTRA

DI MARIO PIAZZA

E’ faticoso distogliere l’attenzione dalle smargiassate di Salvini e dall’agonia di Di Maio, ma alla vigilia delle primarie del PD un’occhiata a cosa sta succedendo da quelle parti bisogna pur darla. Non che queste primarie siano diverse dalle precedenti zuffe tra correnti, ma da esse potrebbe nascere l’unica vera barriera al dilagare delle destre.

Le regionali di Abruzzo e Sardegna pur nei loro nefasti risultati un segnale positivo lo hanno inviato. Nel nostro maltrattato Paese la voglia di sinistra c’è, ed è tanta. Ce lo dimostrano i successi personali di Legnini in Abruzzo e di Zedda in Sardegna, entrambi sopra il 30%.

Potrebbe essere il momento della ripartenza se non fosse che il PD, schematizzando al massimo tra i manifesti di Calenda ed il ventriloquismo di Renzi, ha davanti tre possibili rotte:
La rotta-Richetti che chiude a sinistra aprendosi a destra.
La rotta-Zingaretti che chiude a destra e si apre a sinistra.
La rotta-Martina che in un ecumenismo d’altri tempi apre a tutti, da Lupi a Cremaschi, per ritornare al punto di partenza.

E’ il momento di decidere se la xylella che colpì l’Ulivo negli anni 90 ne imponga l’abbattimento o se la profondità delle radici e qualche verde fogliolina possano far sperare in un superamento della malattia.

Altro che politologhi, ci vorrebbe un bravo botanico.