NOVE MESI DI GOVERNO: TANTI RISULTATI PER M5S, NESSUNO PER LA LEGA

DI MICHELE PIZZOLATO

Le ragioni di un voto serio, non infantile, al M5S. Se guardiamo quello che il M5S ha portato a casa in questo primo anno di governo è impressionante:

– Lotta alla povertà: il reddito di cittadinanza: il più pesante intervento contro la povertà della storia repubblicana italiana; essenziale per i più di 5 milioni di cittadini in povertà assoluta frutto delle disastrose politiche di centrodestra e centrosinistra. Un intervento contro cui vergognosamente si scagliano ogni giorno i poteri forti, gli industriali, il PD, FI e parte della Lega;
– Giustizia: se oggi politici – come Formigoni – vanno in carcere e non a godersi la vita ai domiciliari lo si deve allo spazza corrotti del M5S. Se finalmente la prescrizione viene cancellata dopo il primo grado rendendo la giustizia davvero uguale per tutti lo si deve al M5S. Tutti da qui in avanti sanno che se colpevoli in galera ci finiranno…
– Lavoro: la riforma del decreto dignità: la prima inversione a favore dei lavoratori dopo decenni di licenziamenti facili, Jobs Act e riforme contro i lavoratori. E i dati dimostrano di una impennata dei contratti stabili;
– Immigrazione: se il tema della necessaria condivisione europea dell’accoglienza è di nuovo al centro dell’agenda politica, lo si deve alle iniziative del M5S di questo governo.

Al confronto le iniziative leghiste? Nulla. Quel nulla che piace molto ai poteri forti e ai loro partiti di rifermento. Siamo di fronte all’idea della formica, il M5S, che si svena per i cittadini, bastonata quotidianamente dai poteri forti, e della cicala, la Lega, che canta allegra sui social, osannata dai poteri forti e dai loro media.

Un voto serio, non infantile, al M5S non fa chiudere gli occhi sugli errori due, secondo me:
– la mancata autorizzazione a procedere su Salvini. E’ passata l’idea, errata, di una sudditanza del M5S alla Lega. E una lega sbiadita non piace agli elettori, preferiscono l’originale.
– una selezione della classe politica difficoltosa sul territorio che ha provocato rovesci elettorali non drammatici, ma innegabili, in Abruzzo e Sardegna.

E ora? Come procedere? Dagli errori si impara, si guarda in faccia la realtà e si reagisce. Va riequilibrato il rapporto con la Lega. E sono tre le battaglie immediate:
– “NO Tav”. Che è un SI alle opere utili e un sonoro NO alle opere inutili e faraoniche. In un paese in cui da Bergamo a Milano in treno ci si mette più di un’ora la TAV è opera prima secondaria poi inutile (analisi costi – benefici). Piace solo ai poteri forti degli appalti;
– NO alla secessione dei ricchi. Deve essere chiaro che nel percorso di autonomia, il Sud verrà tutelato dal M5S anche a costo di bloccare sta assurdità di Lombardia, Veneto ed Emilia;
– politica industriale: contrasto alle invasioni di campo leghista: cosa ci faceva Salvini – ministro interni – protagonista in una vertenza economica come il prezzo del latte dei pastori sardi?

Le Europee sono il passaggio essenziale. Se vincono ancora socialisti e popolari gli italiani affonderanno nella melma di austerità e recessione che vediamo. Se vince il M5S e le forze che vogliono cancellare e rivedere i trattati, si potrà tornare a fare politiche serie e keynesiane di espansione economica, dei diritti di cittadini e lavoratori, di ricostruzione del welfare.