CANILE DELLA MURATELLA, UNO SCEMPIO NEL SILENZIO

DI MARIO PIAZZA

L’ispezione al canile della Muratella effettuata nei giorni scorsi da Andrea De Priamo (capogruppo in Campidoglio) e Francesco Figliomeni (vice presidente Assemblea Capitolina), entrambi di Fratelli d’Italia, poteva sembrare un attacco politico alla giunta Raggi camuffato da sentimenti animalisti, e invece no. Praticamente tutte le associazioni attive nella difesa di cani e gatti (Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Leal, Leidaa, Lndc e Oipa) si stanno finalmente mobilitando per porre fine ad un disastro che era sotto gli occhi di chiunque si fosse preso la briga di guardare.

Norme igieniche inesistenti, assistenza veterinaria approssimativa e affidamenti irresponsabili segnalati e documentati da più parti dimostrano lo stato di incuria in cui la struttura versa fin da quando all’inizio del 2017 la sindaca Raggi affidò la gestione del canile alla Agro Aversano Srl, società a scopo di lucro già incappata in disavventure giudiziarie nella gestione di altri canili.

Inutile sottolineare come il taglio di costi dai 4 milioni annui di quello che veniva definito “feudo della Cirinnà” al 1,9 milioni della gara europea al massimo ribasso indetta dal commissario Tronca sia soltanto apparente, sono infatti più di un terzo gli ospiti del canile che vengono dirottati verso altre strutture private sia per l’alloggio che per le cure veterinarie.

E mentre Giunta, ASL e quant’altro si palleggiano le responsabilità cani e gatti continuano a crepare di incuria.