I SOCIALISTI A CONGRESSO

DI BOBO CRAXI

Infine i Socialisti a Straordinario Congresso.
E’ un bene che in una fase così convulsa e difficile della vita politica e sociale del paese l’organizzazione erede del Partito Socialista si riunisca a Congresso per parlare non solo di sé stessi ma anche per cercare le vie più idonee per ridare fiato e slancio ad una politica democratica che ha lasciato troppi margini di manovra alle avventure del populismo inconcludente ed ad una destra reazionaria che ha avuto in questi mesi il vento nelle vele mietendo successi e speranze ma col passar delle settimane preoccupazione e disillusione.
Il CentroSinistra sta gradualmente chiudendo la pagina del Renzismo che è stata una parentesi costituita da luci ed ombre.
Le luci corrispondenti alla volontà di cambiamento con il corollario di un frettoloso dinamismo che ha portato abbastanza rapidamente quella esperienza politica da un grande successo ad un altrettanto grande capitombolo politico.
In esso non tutti i Socialisti si sono riconosciuti, in particolare coloro che provenivano da un’esperienza politica nel PSI, come chi scrive.
Troppe le distanze culturali e di stile nella lotta politica, essendo assenti molti dei fondamentali che hanno costituito la ragione stessa della storia Socialista che è la nostra Storia.
Essa costituisce ancora per molti di noi non solo un feticcio identitario ma un bisogno ancora da esprimere che possa restare in vita adattandola ai nostri tempi. Da qui il bisogno di un impegno politico nel Partito Socialista Italiano. La Sinistra o mantiene il suo carattere plurale o non è; Ritenere che abbiano cittadinanza nelle diverse sfumature solo gli eredi della tradizione comunista è una pretesa storica che non può essere accettata. L’approdo al Socialismo europeo senza assumerne l’identità piena resta uno dei fattori fondamentali che obbliga, seppur nelle forme minoritarie in cui essa è ridotta, il mantenimento di una forza politica di segno socialista.
Essa deve però nel suo tentativo di rilancio mantenere saldo il principio dell’autonomia, non lasciarsi suggestionare o peggio assorbire da forze più grandi anch’esse peraltro vistosamente in crisi.
Ci sono due giovani dirigenti che si contengono la segreteria; questo è un buon segno. Conosco entrambi, e li stimo, e ciascuno ha maturato delle esperienze pregevoli in forme differenti dell’azione politica.
Ad una lettura rapida delle loro proposte mi sono fatto un’idea. Certamente vi sono fattori politici convergenti, buoni propositi di rilancio. Sostanzialmente qualcuno più dell’altro sviluppa una chiara tendenza ai canoni autonomi dell’iniziativa Socialista che d’altronde è stata la chiave del successo socialista per oltre quindici anni.
In essa mi riconosco di più. Ma ne riparleremo.