LA LEGITTIMA DIFESA ESISTE GIÀ DAL 2006. QUELLA DI SALVINI È SOLO PROPAGANDA

DI EMILIO MOLA

Ma davvero in Italia non esiste la legittima difesa? Davvero se un malintenzionato ti entra in casa non puoi difenderti, fino a ucciderlo se temi per l’incolumità tua o dei tuoi cari?

Ovviamente no.
La legge (del 2006) e la Giustizia già tutelano chi è costretto a uccidere il malintenzionato che entra in casa o nel negozio: perfino se non ha armi con sé.

E infatti la stragrande maggioranza dei procedimenti penali che si aprono in Italia in casi simili, si conclude sempre con l’assoluzione di chi ha dovuto uccidere per difendersi, se non addirittura con l’archiviazione del caso, senza nemmeno passare dal processo.

E’ il caso di Graziano Stacchio, il benzinaio che ammazzò un rapinatore vicino al suo distributore: caso archiviato e processo nemmeno iniziato perché fu legittima difesa.

E’ il caso di Francesco Sicignano, pensionato di Vaprio d’Adda, che nel 2015 sparò e uccise un ladro che si introdusse in casa sua di notte. Ladro che non era nemmeno armato: caso archiviato e processo nemmeno iniziato, perché fu legittima difesa.

E’ il caso di Rodolfo Corazzo, che il 24 novembre 2015 a Rodano sparò e uccise un rapinatore entrato nella sua casa con due complici: caso archiviato e processo nemmeno iniziato, perché fu legittima difesa.

E così via. Quindi in Italia il cittadino che si trova in casa o in negozio il malintenzionato – pensate un po’ – può già difendersi e ammazzarlo, e non essere nemmeno processato. Perfino se il malintenzionato è disarmato.

Tutta propaganda fatta fino a oggi da Salvini e leghisti sui giudici che si accaniscono su chi si è difeso non sono state altro che balle. E basta.

Ovvio che se il malintenzionato ti vede e scappa, ma tu lo insegui, spari e l’ammazzi, ovviamente non si può più parlare di legittima difesa. Non si può nel senso proprio del termine “difesa”. E’ reazione, è vendetta, è punizione, è rappresaglia, e quello che si vuole, ma non è “difesa”.

Quindi, se si vuole legittimare il proprietario di casa che insegue e ammazza il ladro che scappa, perché “se l’è cercata che invece di entrare in casa della gente poteva starsene al bar a bersi una birra”, ok, facciamolo pure. Ma intanto chiamiamo quella cosa con il suo nome, che ovviamente non può essere “legittima difesa”, ma “legittima rappresaglia”, o “legittima punizione”, o fate voi.

Ciò che la Lega oggi vuol fare non è quindi legittimare la difesa, che è già legittima in Italia, perfino se il ladro è disarmato; ma legittimare l’omicidio in casa o nel negozio, a prescindere dalle reali intenzioni di chi è entrato.

La proposta di legge infatti dice: “in caso di eccesso colposo nella legittima difesa, NON è punibile (…) chi ha agito in condizioni di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

Qualcuno ti entra in casa e lo ammazzi anche se non era necessario (cioè viene riconosciuto che non c’era pericolo per la tua incolumità)? Non sei punibile.

E finalmente potremo ammazzare la gente per il reato di furto o di violazione di domicilio. I’Isis si limita al taglio della mano. Ma noi siamo quelli civili e per il furto fuciliamo sul posto senza processo.

Ovviamente state attenti a non far accettare ai vostri figli inviti a cena da gente a cui potrebbero stare sul cazzo. Metti mai che il loro ingresso crei “uno stato di grave turbamento” al padrone di casa.

E un’altra cosa: di indagato sarai indagato sempre e comunque. Anche con la nuova legge. Proprio come già avviene ora. Lo dico nel caso in cui qualcuno dovesse credere a Salvini che dice “basta indagare chi si difende a casa propria!”. Un mondo in cui davanti a un omicidio non si aprono indagini esiste solo nella fantasia della propaganda. La realtà è una cosa seria.