BEL COLPO, FAZIO. DOMENICA TRE MARZO, IL CONDUTTORE INTERVISTA MACRON A CHE TEMPO CHE FA

DI LUCIO GIORDANO

L’unica cosa che si può obiettare è che Fabio Fazio non sia un giornalista professionista . Anche se giornalista pubblicista, fino a tre anni fa, lo è stato.

Per il resto, l’intervista esclusiva che il presidente della Repubblica Francese Emmanuel MAcron ha rilasciato per Rai uno a Fazio, e che andrà in onda domani sera, domenica tre marzo, all’interno del programma Che tempo che fa, è un grande colpo giornalistico. Poche storie. Un colpo giornalistico, tra l’altro,  che fa onore alla tv di stato. Chi protesta, dunque,  è probabilmente invidioso dell’opportunità offerta a Fazio. Del resto, al netto dell’antipatia caratteriale di Macron, di alcune sue dichiarazioni non proprio condivisibili, quanti giornalisti avrebbero fatto carte false per intervistare il presidente della repubblica francese? Tutti. E chi dice di no, è un bugiardo.

Tanto più all’indomani di una crisi diplomatica che Salvini e i suoi hanno portato alle estreme conseguenze. Il ritiro dell’ambasciatore francese in Italia non capitava dallo scoppio della seconda guerra mondiale. E dobbiamo solo ai buoni uffici di Mattarella e alla sua telefonata a MAcron, se le relazioni tra i due Paesi sono riprese. Evidentemente però l’estrema destra di governo e quella appena un passo fuori, non ha ancora preso coscienza della gravità della crisi diplomatica  esplosa qualche settimana fa e , come se niente fosse,  ha protestato per lo scoop messo a segno da Fazio. Insomma invece di ringraziarlo per aver contribuito a ricucire  i rapporti con i cugini d’oltralpe, gli hanno dato addosso.

Vergonia, con i nostri soldi, ma la pakkia è finita:  quanto sarà costata quella trasferta? I sovranisti della porta accanto  si sono fatti ingrossare la giugulare aggrappandosi al nulla, pur di attaccare Fazio. Senza capire che la politica internazionale passa anche attraverso questi incontri televisivi.  Che poi, senza gli attacchi sciagurati della Lega e dei suoi alleati, forse l’incontro MAcron- Fazio non rivestirebbe questa importanza e rimarrebbe solo un gran colpo giornalistico. Sia ben chiaro, lo stesso varrebbe se Fazio avesse intervistato la Merkel o la MAy o il Trump. Si chiama giornalismo televisivo. Consentito  anche alla Venier o alla D’urso, che sono nella stessa condizione professionale del conduttore ligure: nessun tesserino da giornalista professionista e nessuna polemica per aver intervistato il politico di turno, da Renzi a Salvini, da Berlusconi a Di MAio. Qualcuno nella destra italiana riuscirà almeno una volta ad essere obiettivo?

C’è chi addirittura  ha polemizzato anche sulle domande e sulle risposte che darà Macron a Fazio. Pare troppo. E meno male che non hanno polemizzato sulla cravatta indossata da Macron sulla montatura degli occhiali da vista di Fazio. Un consiglio, allora: per una volta evitate di andare al bar a parlare di SUV, moto enduro,   di juve  Milan, o magari di donne che devono aprire le gambe. Chiudete con il paletto la porta di casa, sedetevi comodi in poltrona e ascoltate. Dopo, solo dopo semmai  potrete protestare. In democrazia  si fa così.  E noi siamo ancora in democrazia, vero?