UN IMPONENTE NO AL RAZZISMO

DI LUCIO GIORDANO

Cosa ci dice People, prima le persone,  l’imponente corteo di Milano contro il razzismo? Innanzitutto che serviva una risposta decisa da parte dell’Italia civile, che per troppi mesi ha subito imbelle gli attacchi dell’attuale ministro dell’interno. E questa risposta per fortuna  c’è  stata. 200- 250 mila persone , ieri sono scese pacificamente in piazza  per protestare contro la xenofobia  instillata settimana dopo settimana dalle truppe dell’odio.  Sapevamo che  non poteva essere quella delle svastiche sui muri, degli insulti agli extra comunitari , delle violenze alla gente di colore,  la nostra amata Italia. Ma la deriva presa in quest’ ultimo anno  lasciava temere che avessero avuto  il sopravvento  la rassegnazione, il disinteresse o finanche  contaminazioni di segno xenofobo.

Il corteo che si è snodato nelle vie centrali di Milano, da Corso Venezia a Piazza Duomo,  ha voluto dire basta alla rabbia: senza bandiere di partito e con la partecipazione di  1400 associazioni cattoliche e di sinistra. Confusi tra la folla c’erano uomini politici e personaggi dello spettacolo,  da claudio Bisio a Nicola Zingaretti, da Nicola Fratoianni a Maurizio Martina. Notate bene. Mentre le prime linee  dell ‘interminabile serpentone arrivavano a destinazione, i ritardatari dovevano ancora partire dal luogo di partenza della manifestazione,  e questo la dice lunga sul fiume di persone che c’era.

Certo, ed è il secondo punto,  ora non si può e non si deve abbassare la guardia. Riposte le bandiere della pace bisogna restare vigili. Perchè sul tema, la strategia politica sovranista è chiara, lucida, senza mezzi termini  cinica. Altri episodi di violenza arriveranno a breve giro, uno già nella nottata di oggi, vittima un pakistano. Però è altrettanto ovvio che da ieri a Milano è finalmente partita la resistenza civile contro un Paese che in tanti cominciavano a non riconoscere più. Quella vista a Milano è desisamente l ‘Italia migliore. Un’Italia più bella, più buona. La destra la può definire anche spregiativamente buonista. Ma sappia, questa destra sovranista e reazionaria, che i buonisti non si offendono se li definisci così. Anzi, sono fieri di esserlo.