DECRETO PROTEGGITALIA PER LA PROTEZIONE IDROGEOLOGICA?LA PARTE DEL LEONE AL VENETO. AL SUD LE SOLITE BRICIOLE

DI RAFFAELE VESCERA

 

Il decreto Preteggitalia, varato dal governo Conte per la protezione idrogeologica del territorio italiano, su un totale di 11 miliardi di Euro per il prossimo triennio, stanzia 3,124 miliardi sul triennio 2019-2021, per le 16 Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano colpite dal maltempo nei mesi di ottobre e novembre 2018 e per le quali è stato decretato lo stato di emergenza, di cui 2,6 miliardi previsti nella legge di bilancio 2019, e 524 milioni previsti nel decreto fiscale. Se della ripartizione per regioni dell’intero importo di 11 miliardi e della distribuzione territoriale dei 524 milioni del decreto fiscale non abbiamo i numeri, abbiamo quelli della legge di bilancio, i quali ci dicono che, come si evince dalla tabella pubblicata dal governo, sul totale di 2,6 miliardi destinati alle emergenze, ancora una volta il Nord fa la parte del leone, quello di Venezia, per intenderci. Visto che il Veneto da solo assorbe ben 755,9 milioni di euro, ovvero il 30% dei 2,6 miliardi, mentre all’intero Nordest, con il Friuli e il Trentino Alto Adige, andranno quasi 1,3 miliardi di euro, la metà del totale, seguito dal Nordovest dalla Liguria fino all’Emilia per un totale delle 7 regioni del Nord di ben 1,8 miliardi su 2,6. Prossimo al 70% dello stanziamento totale, per un’estensione territoriale inferiore a quella del Sud che riceve meno del solo Veneto, appena 561 milioni, ovvero circa il 20 % dei 2,6 miliardi, pur occupando il 40% del territorio nazionale. Dal provvedimento sono escluse grandi regioni quali la Campania e la Puglia, che pur posseggono vaste aree di territorio franoso da mettere in sicurezza.
Il 20% è meno del 28% che i passati governi hanno destinato al Mezzogiorno nella ripartizione della spesa pubblica, ed è ancora meno del 34% della spesa per il Sud che il governo sarebbe obbligato a stanziare in rapporto alla popolazione, ma è molto meno del 40% previsto da legge dello Stato in rapporto al territorio. Non che il Centro vada molto meglio, ma così va l’Italia da sempre al grido di “Prima il Nord”.

Certo, ora, i difensori dell’iniquità nazionale, chiamata Questione meridionale, diranno che i soliti meridionali piagnoni non capiscono che si tratta di un provvedimento che affronta le recenti emergenze del maltempo che, più di tutto, ha colpito il Nordest del paese. Vero, ma, a memoria umana, mai nessuna emergenza sopraggiunta al Sud ha mosso a pietà i governi italiani, più di tutto da un trentennio in qua, governi guidati dal cosiddetto Partito Unico del Nord, al quale con la Lega sono iscritti tutti i partiti nazionali italiani, partito unico del Nord cui il M5s a quanto pare si è rapidamente adeguato. Se l’intera spesa degli 11 miliardi seguirà gli stessi criteri, il Sud sarà bello e servito.
Se messa in sicurezza idrogeologica del territorio significa intervenire sui punti di crisi, al governo Conte, oltre le recentissime emergenze del Sud, vogliamo ricordare che esistono ataviche emergenze che lo affliggono da decenni, mai affrontate. Venite a vedere i tanti paesi isolati per frane dall’Appennino di Capitanata in Puglia, ai monti campani, alla Basilicata, alla Calabria, alla Sicilia. Anche paesi giudicati tra i cento borghi più belli d’Italia, ben cinque nella sola Capitanata, quasi irraggiungibili per via della condizione pietosa delle strade poste su terreni disastrati. Non è forse questa una condizione rovinosa per l’economia del Sud ridotta allo stremo dalla legge del “Prima il Nord”? Sud che, pur possedendo gran parte dei beni paesaggistici e artistici nazionali, assorbe appena il 15% del turismo internazionale.
“Venite a vedere i morti sulle strade” per dirla con Pablo Neruda, ma se i morti cileni erano vittime di un colpo di stato, quelli del Sud, per esempio sulla Statale jonica 106 detta “della morte”, sono vittime di una colpevole amnesia di Stato.

Questa la ripartizione regionale dei 2,6 miliardi di euro prevista dalla legge di bilancio:

BOLZANO € 81.600.988,97
TRENTO € 133.264.320,41
VENETO € 755.912.355,61
FRIULI V G € 277.680.104,41
LOMBARDIA € 96.798.337,18
PIEMONTE € 4.789.474,18
LIGURIA € 333.689.792,31
EMILIA- R. € 135.011.054,78
TOTALE NORD 1.818.746.427,85

TOSCANA € 68.086.015,48
UMBRIA € 3.052.323,83
LAZIO € 82.965.061,83
SARDEGNA € 65.859.246,98
MARCHE € 0
TOTALE CENTRO 219.962.648,12

CALABRIA € 115.831.372,17
SICILIA € 221.477.754,53
BASILICATA € 10.936.491,69
MOLISE € 9.862.485,28
ABRUZZO € 202.891.933,61
CAMPANIA € 0
PUGLIA € 0
TOTALE SUD € 561.000.037,28