MA QUALI TEMPESTE E TURBAMENTI, E’ OMICIDIO

DI MARIO PIAZZA

Quella della “tempesta emotiva” che ha concorso a ridurre drasticamente la pena ad un assassino è per tutti noi un’aberrazione legislativa, eppure concettualmente non è affatto diversa da quel “grave turbamento” che con l’ampliamento della legittima difesa renderà non punibile l’esecuzione sommaria di un ladruncolo sorpreso nel nostro spazio.

Di nuovo, la differenza sta tutta nella nostra percezione e non ha nulla di oggettivo, perchè se ci è quasi impossibile vederci nei panni di un uxoricida ci viene invece molto facile immedesimarci nel derubato spaventato o peggio nel giustiziere.

La verità è una sola: non esistono stati di alterazione mentale che possano giustificare l’annientamento di una vita umana, l’unico parametro oggettivo e legittimo è l’effettivo pericolo per l’incolumità propria e dei propri cari, ed ovviamente le circostanze vanno accertate dagli inquirenti sulla base di prove reali e di testimonianze credibili.

Abbassare le difese contro il peggiore e più irreparabile dei delitti porta inevitabilmente alla barbarie, il terreno è fertile ed abbondantemente concimato a letame.