AMBRA ANGIOLINI: “IO DEBUTTANTE A 41 ANNI. MA CHE BELLEZZA LAVORARE COSI’ TANTO

DI CINZIA MARONGIU

Tosta, tostissima. Proprio come il suo commissario della squadra omicidi. E visibilmente orgogliosa di sé. Ambra Angiolini debutta a 41 anni nella fiction ma è costretta a ripeterlo più volte ai giornalisti, tutti increduli e intenti a controllare su Google, tanto è grande la percezione di lei come onnipresente sul piccolo schermo fin dai tempi dell’auricolare, di Boncompagni e di “Non è la Rai”.

In realtà da anni Ambra ha abbracciato, con buon successo di critica e di pubblico, il cinema e il teatro e la recitazione è diventata il suo mestiere principale anche se lei, con sfoggio di umiltà, più che attrice si considera “una fantasista”. Ma nel mondo delle serie tv è davvero una debuttante, costretta, tra l’altro, a fare pure il provino prima di ottenere la parte. Lei, schiettezza d’ordinanza, un po’ confessa di essercisi pure arrabbiata, un po’ lo rivendica visto che ha fatto tutto “come si deve”. Di certo è felice dell’esordio in “Il silenzio nell’acqua”, un thriller psicologico davvero avvincente che andrà in onda su Canale 5 per quattro prime serate a partire da venerdì 8 marzo e che sembra in linea con il rilancio nella serialità inseguito da Mediaset da quando nello scalino più alto delle fiction si è seduto Daniele Cesarano.

Tra i protagonisti anche Giorgio Pasotti, Carlotta Natoli, Giorgio Trabacchi

“Sono nata con la tv, sono pop, eppure non ho mai fatto la parte da protagonista in una fiction. Io volevo fare le serie perché sono una malata di serie tv. Mi piacciono tantissimo. Non avete idea di quante volte ci abbia provato ma non è mai andata in porto. Così quando ho ottenuto questo ruolo sono stata davvero felice”. Sempre attenta alle discriminazioni di genere ma anche agli eccessi opposti, sottolinea: “Interpreto un vicequestore. Punto. Non è un vicequestore donna, ma solo un vicequestore bravo. Tutto qui”. E confessa che pur di ottenere la parte sia andata al poligono “per imparare a tenere in mano la pistola e a sparare”.

Con lei, in un’alchimia che evidentemente funziona sul set ma anche fuori, Giorgio Pasotti, vecchia conoscenza della fiction Mediaset fin dai tempi gloriosi di “Distretto di polizia” e del suo Paolo Libero che quando fu ucciso fece disperare i tanti affezionati fan della serie, al punto da deciderne qualche stagione dopo un breve e inquietante ritorno.

La storia, ambientata a Castel Marciano, un tranquillo paesino vicino a Trieste, prende avvio dalla drammatica scomparsa di una bella sedicenne, che si chiama Laura in un evidente omaggio a “Twin Peaks”. A occuparsi delle indagini è il vicequestore del posto, Andrea Baldini, interpretato appunto da Giorgio Pasotti, che da subito si trova nell’imbarazzo di dover indagare su persone che conosce da sempre e perfino di dover scegliere se dare prevalenza al padre o al poliziotto in un crescendo di tormenti psicologici. “Il mio personaggio è come se fosse un equilibrista che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Le indagini, inoltre, si trasformano anche in un affare familiare. Ho cercato di dare vita a questo personaggio con fermezza. Il tipo di conflitto di questo personaggio è facile da comprendere”. Conflitti che appartengono anche al personaggio di Ambra Angiolini, il vicequestore Luisa Ferrari che dietro ai suoi modi assai spicci nasconde dei traumi che hanno sconvolto la sua esistenza. Nella videointervista che Ambra ha concesso a Tiscali.it parla di questi tormenti ma anche di ciò che le ha regalato la frequentazione di un personaggio del genere nel corso di tre mesi di riprese. E anticipa perché vorrebbe continuare a interpretarla.

La serie diretta da Pier Belloni è interpretata anche da Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Camilla Filippi, Fausto Sciarappa, Mario Sgueglia e Caterina Biasol. La produzione è Rti e VelaFilm in associazione con Garbo Produzioni e il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film commission e Mibac A farle da sfondo gli stupendi paesaggi intorno a Trieste, Duino e Muggia.

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