OTTO MARZO. LETTERA AGLI UOMINI CHE ANCORA NON HANNO CAPITO

DI CLAUDIA SABA

Oggi è la festa della donna.
È scritto dappertutto a caratteri cubitali.
Nei ristoranti, nei pub, nei cartoncini colorati dei bistrot.
Non è stato scritto però, nel cuore di chi, le donne, le uccide.
E nemmeno tra le mani di chi le massacra di botte.
Non è stato scritto nulla neppure sulle labbra di chi le offende e le umilia.
E non è scritto nemmeno sui volti delle donne stuprate fino a ieri.
Donne che saranno violentate, uccise e umiliate anche domani quando si saranno spente le luci della “festa”.
La festa di una donna non sarà la mimosa che le regalerai imbellettata da un fiocco o da un regalo importante.
Non sarà la macchina nuova, il gioiello costoso, il completino intimo o il vestito all’ultima moda.
Il regalo più bello sarà il tuo sorriso al posto di uno schiaffo.
Sarà il tuo abbraccio sincero, la tua lealtà, il tuo esserci quando lei non te lo chiederà.
Sarà il rispetto che imparerai a donarle non per obbligo ma per scelta, perché lo merita.
Sarà camminare, piangere e ridere con lei.
Sarà metterla al tuo pari in ogni situazione.
Apprezzarla senza farla vergognare mai di se stessa.
Caro uomo, la festa di una donna arriverà quando imparerai a considerarla una persona invece che un oggetto.
Quando potrai guardarla negli occhi e le uniche “tempeste emotive” che la attraverseranno,
arriveranno da una tua carezza, non da un coltello.
Caro uomo, nell’attesa, ti ricordiamo che il freddo “dentro”, non potrà mai essere una giustificazione per usarci.
Siamo noi donne oggi ad augurare a voi di diventare finalmente “grandi”, di cercare una donna da amare, non una mamma a tutti costi.