NO TAV. PER I 5 STELLE ULTIMO BRANDELLO DI DIGNITA’

DI GIOVANNI PAGLIA

Ho sempre pensato che la sinistra abbia seppellito il suo cuore al Dal Molin di Vicenza.
Prodi ci aveva promesso che avrebbe bloccato il raddoppio dell’aeroporto militare, si rimangió la promessa, Vicenza fu attraversata da un corteo imponente, ma i lavori nonostante tutto partirono.
Noi non facemmo cadere il Governo, che comunque finì di lì a poco, si votó e rimanemmo fuori dal Parlamento.
La politica è l’arte del compromesso, ma esistono alcune cose su cui è impossibile mediare.
La TAV, come il Dal Molin, è una di queste: si fa o non si fa, e nella scelta entra in gioco l’anima di una forza politica.
Fossi nei 5s eviterei di perdere la propria, costi quel che costi.