IN MADAGASCAR I BAMBINI MUOIONO DI MORBILLO. SALVINI INVECE…

DI EMILIANO RUBBI

In Madagascar, dallo scorso ottobre risultano morte più di mille persone, principalmente bambini, a causa di un’epidemia di morbillo.

Ma probabilmente i decessi reali sono molti di più, come fa notare la responsabile del’OMS per il programma di prevenzione vaccinale locale, così come i malati, che ufficialmente risultano essere circa 66.000.

Tutto questo perché, sull’isola africana, mancano i vaccini.
E spesso, se si riesce a vaccinare un bambino, non ci sono i fondi per il richiamo.
Così i bambini seguitano a morire, uccisi da una malattia esantematica e dalla estrema povertà del paese in cui vivono.

Da noi, invece, a diverse migliaia di km di distanza, il Ministro dell’Interno, noto epidemiologo in felpa, tuona che bisogna assolutamente far sì che i bambini non vaccinati possano tranquillamente andare a scuola assieme agli altri.
E sticazzi se questo significa precludere la possibilità di frequentare le lezioni a quelli immunodepressi, tanto sono sicuramente meno di quelli con i genitori no vax, in termini di voti non hanno voce in capitolo.

C’è chi nasce in un paese povero e deve forzatamente vivere certi drammi sulla sua pelle e chi, invece, si batte per riaverli indietro.

Abbiamo deciso di chiamare “libertà di scelta” il medioevo.