QUEI SOSPETTI SUL BLACKOUT IN VENEZUELA

DI GIULIETTO CHIESA

-La sai l’ultima? Qualcuno della NSA (National Security Agency) ha “spento” il Venezuela l’altro ieri per oltre 23 ore.
-Chi te l’ha detto?
-Nessuno. L’ho visto al cinema.
-Ma che dici?
-L’ho visto nel film “Snowden” di Oliver Stone, due anni fa. Dove lo stesso Snowden racconta che, un certo giorno, qualcuno della sua squadra di super hacker fece un errorino e spense la Siria. Accadde nel 2012. Sembrava fantascienza, anche se Snowden non scherzava affatto.
– Come fai a essere così sicuro? Non sarà mica una fake news?
-Guarda, io abito a Roma, ma da qui si vede bene. Leggo su twitter che Marco Rubio, uno che poteva diventare presidente degli USA, senatore repubblicano, ha twittato, 3 minuti dopo il black out, “Le mie scuse al popolo venezuelano. Devo aver premuto qualcosa di sbagliato sulla app <attacco elettronico> che ho scaricato su Apple. Colpa mia”. Una battutina di spirito, dirai. Invece a me pare che sia una dichiarazione esplicita di responsabilità. No, non è stato lui a schiacciare il pulsante. Ma lui era al corrente. Possono farlo contro la Siria, contro il Venezuela, se sarà necessario anche contro l’Italia.(fine del dialogo).

Sono già morte dodici persone, pazienti sotto operazione in qualche ospedale. Di fatto assassinati. E gli USA vogliono che si sappia, che tutti sappiano, che loro possono farlo; che loro hanno il pulsante per “spegnere” chiunque osi ribellarsi a loro.
Ascolto la tv italiana. La conduttrice comunica che Guaidò e Maduro “si scambiano accuse”. Così mentono e mentiranno tutti i canali tv e, domani, tutti i giornali. Loro non vanno al cinema. Meno che mai vanno a vedere i film di Oliver Stone. Dunque fanno il loro mestiere di bugiardi di regime, e accuseranno Maduro di “essersi fatto” il blackout.