LA FELICITÀ SECONDO PIF, AL CINEMA NELLA COMMEDIA DI LUCHETTI

DI COSTANZA OGNIBENI


Esce il 14 Marzo la nuova fiaba con Pif “Momenti di trascurabile felicità”, la commedia di Daniele Luchetti ispirata a due besteseller di Francesco Piccolo e prodotta da Rai Cinema insieme con Beppe Caschetto. Commedia il cui protagonista è Paolo, un ingegnere mediocre che, dopo una morte precoce, viene rispedito sulla terra per godere di un’ora e mezzo di vita in più.
Errori, disattenzioni, egoismi. Piccole scorrettezze, pochi scrupoli, tanti imbrogli. Paolo è impersonato da Pif che, a onor del vero, non indulge minimamente nei confronti del suo personaggio. “Sono un moralista bacchettone”, dichiara in un’intervista a Coming Soon, “Poi è vero che alla fine non lo condanni del tutto perché ti rendi conto che quello che fa non lo fa con cattiveria, ma ammetto che, almeno inizialmente, ho avuto un po’ di difficoltà nell’identificarmi in un personaggio così antitetico rispetto a come sono io”. Severo, intransigente “Sono molto rigido”, continua, “soprattutto quando dirigo me stesso perché se dai un minimo di spago al tuo ego è finita!”.
Definito in passato un “raccomandato di talento”, sulla sua carta d’identità graverà sempre il peso di chiamarsi Diliberto di cognome e di aver avuto come padre un regista famoso; e forse non è un caso che all’età di soli 27 anni già assisteva Franco Zeffirelli nel film “Un tè con Mussolini” e successivamente Marco Tullio Giordana ne “I cento passi”. Ma quel “di talento” racconta tutto il resto, ed effettivamente si può dire che quella di Pif è una fortuna che ha saputo sfruttare. “Se i miei sogni si sono realizzati è perché nessuno mi ha mai chiesto di chi fossi figlio. Tutto è successo perché ho incontrato persone che hanno creduto in me”, dichiara in un’intervista a “Io Donna” “E ho avuto l’opportunità di mostrare quello che avevo in mente. Dunque c’è speranza per tutti”, conclude in un moto di ottimismo.
Classe 1972, la passione per il cinema lo accompagna sin da quando era bambino e, conclusi gli studi al liceo scientifico, decide di non iscriversi all’università e di andare a Londra a studiare Media Practise. Zeffirelli e Tullio Giordana segnano certamente il suo debutto dietro la macchina da presa, mentre la qualifica di autore televisivo deriva da un concorso vinto con Mediaset. I primi passi in questo senso li muove negli studi di “Candid & Video Show” su Italia 1, per poi passare a “Le iene”, dove partecipa molto più attivamente. È qui che gli viene dato per la prima volta il nome “Pif” dalla iena Marco Berry durante un viaggio di lavoro.
Lavoro a parte, sul povero Pif i paparazzi si sono particolarmente accaniti per la sua relazione con Giulia Innocenzi, durata fino al 2016. Dopodiché, tanto per stuzzicare l’animo dei lettori di Gossip, si è cominciato a vociferare di una probabile relazione con Miriam Leone; relazione da lei stessa smentita e su cui è stata posta una bella pietra tombale dopo l’intervista a Grazia, dove era lo stesso Pif a dichiarare di avere una vita sentimentale piuttosto triste perché troppo dedito al lavoro. Ma visto che in questa sede del gossip interessa fino a un certo punto, quello che invece può far chiudere la lettura di questo articolo con qualcosa in più nel proprio bagaglio è l’esempio di determinazione e chiarezza di idee che Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, mostra continuamente, narrando di una chiarezza di idee che non lo ha mai fatto scendere a compromessi:
“Ringrazio sempre mia zia Graziella che mi ha aiutato presto a capire alcune cose quando mi offrì un posto fisso in una compagnia di assicurazione di Frosinone. Dissi no, perché non puoi fare l’assicuratore e il regista. Al massimo, a quel punto, puoi andare al cinema.
La precarietà nel mondo artistico è vitale. Non puoi avere la pancia sazia del posto fisso se vuoi metterti in gioco. Non dico che precario è bello, anche perché ora io sono un precario di lusso. Ma il benessere è pericolosissimo”. (Intervista di Chiara Maffioletti per “Io Donna”.)