BOEING 737. LE SCATOLE NERE IN EUROPA

DI GIUDO OLIMPIO

Le scatole nere del Boeing 737 etiope sono danneggiate, Addis Abeba non dispone di mezzi adeguati per analizzarle e dunque sarà costretta a mandarle all’estero. Dove? In un centro europeo. Secondo il Wall Street Journal iI governo intendeva farle esaminare nei laboratori britannici – ossia da un paese terzo – mentre gli Usa hanno esercitato forti pressioni perché fossero analizzate dall’NTSB statunitense. Alla fine sarebbe prevalsa la prima opzione.
La scelta
La scelta su dove “aprire” i dispositivi ha evidenti implicazioni. L’Etiopia chiede un giudizio indipendente, forse teme che la casa produttrice possa condizionare le indagini. Un timore accresciuto dalle polemiche e rivelazioni sul Max 8, protagonista di due gravi incidenti nell’arco di pochi mesi. Dagli Stati Uniti rispondono offrendo garanzie professionali, basate sulla lunga esperienza dei loro investigatori e sugli apparati a disposizione. Un confronto non inedito, emerso anche in altri disastri dove le cause non erano troppo chiare. Nella vicenda Lion Air – coinvolto sempre un 737 Max 8 – gli indonesiani sono stati assistiti dagli australiani, protagonisti anche dell’inchiesta nel mistero del volo MH370 malese (Boeing 777).

Le liti
La distruzione di un Airbus russo nei cieli del Sinai, il 31 ottobre 2015, è stata al centro di una battaglia dura. Gli egiziani, all’inizio, hanno puntato sull’ipotesi di un’avaria catastrofica mentre Mosca – appoggiata da Londra e Washington – ha privilegiato la pista terroristica. E, in effetti, è poi arrivata una rivendicazione dello Stato Islamico, con il Cairo che ha finito per accettare la versione dell’atto criminale. Anche se non mancano dei dubbi. Il secondo episodio ha riguardato il jet dell’Airbus egiziano precipitato nel Mediterraneo il 19 maggio 2016. Qui le posizioni si sono invertite. L’Egitto ha sostenuto di aver trovato tracce d’esplosivo sui rottami, gli esperti francesi hanno negato. Secondo gli esperti di Parigi è probabile che all’origine dell’incidente vi si stato un incendio nella cabina di comando. E se vogliamo andare ancora più indietro c’è la vicenda di un altro aereo egiziano, il volo 990, caduto nell’Atlantico il 31 ottobre 1999. Gli americani hanno sempre sostenuto che sia stato il pilota a far schiantare il Boeing 767 in mare – un suicidio – e si basati sull’analisi del voice recorder. Scenario contestato dal Cairo.

Da (Corriere.it)