DUE DISEGNI DI LEGGE IN DISCUSSIONE SUL SALARIO MINIMO ORARIO

DI MARIA PIA PIZZOLANTE

Oggi per TILT e con Ylenia Daniello siamo state in audizione in Senato nella Commissione Lavoro per dire la nostra sui due disegni di legge in discussione sul salario minimo orario.

Innanzitutto abbiamo detto che è per noi necessario e urgente, a maggior ragione in affiancamento alla misura del reddito di cittadinanza. Perchè 4 milioni e 200 mila persone che sono sotto la soglia di povertà pur lavorando sono uno scandalo che il nostro Paese non si può permettere nel 2019.

Nei paesi dell’area Ocse hanno una misura di salario minimo 29 su 37 Paesi. Noi siamo tra quelli che non ce l’hanno naturalmente ed è sacrosanto colmare questo gap, a maggior ragione con la precarietà che non accenna a diminuire checchè ne dicano i vari governi.

Le due proposte di legge in discussione sono di PD e M5S e nel confronto che ne è scaturito sembrava possibile una convergenza, anche perchè le differenze sono minime e si può lavorare per portare in aula una proposta condivisa e immediata, come ho tenuto a sottolineare.

Le obiezioni venivano prevalentemente dal centrodestra. Capite perchè penso sia una misura di sinistra e sacrosanta da provare a portare a casa, nonostante capisca che la strada di una riforma complessiva della contrattazione nazionale che eviti il proliferare di sindacati pirata e contratti che indeboliscono le parti sociali più rappresentative sia più lunga ma ugualmente necessaria. Come ho detto in audizione, per noi, meglio l’uovo oggi, che con la gallina di domani ci hanno fatto fessi già troppe volte.