I GRANDI EVENTI A CINQUESTELLE

DI SANDRO MEDICI

 

 

Non è che si voglia alludere al sottilissimo spessore intellettuale di un assessore comunale, uno tra i tanti, poiché non troppo dissimili tra loro, ma a Roma ormai si ha a che fare con un’amministrazione talmente ridicola che si stenta perfino a ritenere veritieri i suoi comunicati. E confesso che mi è effettivamente capitato leggendo una dichiarazione di Daniele Frongia, che nella giunta Raggi ha l’incarico di gestire quelli che lui considera grandi eventi.
Sostiene Frongia che l’albero dello scorso Natale eretto in Piazza Venezia ha avuto “un successo senza pari”, suscitando un non meglio precisato “clamore”. Prova ne sia, continua Frongia, il fatto che più di duecentomila persone hanno ivi transitato e di queste ben 2.400 non hanno esitato a scattarsi l’apposito selfie; il tutto testimoniato dai 43.000 post registrati su svariate piattaforme informatiche. Ma all’assessore ancora non basta e minaccia che “si è già al lavoro per l’edizione del 2019”.
Al di là di un resoconto numerico vistosamente esiguo, a fronte di una città di oltre tre milioni di abitanti e di un altro milione di turisti natalizi, quel che davvero imbarazza (o dovrebbe imbarazzare) è l’immotivata soddisfazione, l’esultanza grottesca, il giubilo pacchiano. Con i cinquestelle Roma ha assunto una dimensione parrocchiale, dove ogni tanto c’è una festa di paese che i vari Frongia che si aggirano in Campidoglio definiscono “grande evento”.
Pensavamo d’aver toccato il fondo con le sgraziate spaghettate in piazza del sindaco Alemanno. E invece quel fondo s’è spostato, anzi non c’è proprio più, quel fondo, non c’è proprio più nulla.