I TENTACOLI DELLA ‘NDRANGHETA ANCHE SULL’ ASP DI REGGIO CALABRIA. DISPOSTO IL COMMISSARIAMENTO

DI MARINA NERI

Sul sito dell’Asp di Reggio Calabria, alla voce” chi siamo” è dato leggere:” Compito istituzionale è di assicurare i livelli essenziali di assistenza definiti dal Piano sanitario regionale, secondo i principi fondamentali di uguaglianza, imparzialità, continuità, diritto di scelta, partecipazione, efficienza ed efficacia.”

Una presentazione che qualsiasi cittadino intervistato a riguardo troverebbe per usare un eufemismo, inadeguata e irrispettosa e reagirebbe con indignazione e rabbia .

Una sanità pubblica quella calabrese, fatte salve le dovute eccezioni che confermano la regola, e quella reggina in particolar modo, in cui il divario con le altre regioni é macroscopico, in cui il diritto alla salute diviene spesso un favore mercificato.

Annose vicende che hanno sempre messo in evidenza le lacune manageriali e le omissioni spesso dolose della politica.

Voragini di bilancio, il pozzo senza fondo delle spese sanitarie cui non corrisponde adeguata erogazione di servizi in base a una domanda crescente, il fenomeno inarrestabile delle migrazioni verso le eccellenze del nord e i viaggi della speranza onerosi e rabbiosi.

Le inchieste giornalistiche degli ultimi mesi hanno messo alla berlina dirigenti e funzionari irridendo un governo regionale non esente da enormi responsabilità, sebbene esautorato già da tempo dalla gestione sanitaria, in quanto la sanità in Calabria era sub commissario sin dal governo Renzi.

Gli ultimi anni hanno rappresentato per la regione un vero e proprio supplizio con provvedimenti commisariali tesi al contenimento di una spesa che nel rapporto utente/ servizio non trova corrispondenti esempi neppure nella piu’ popolosa Lombardia.

Tagli alle spese e ai servizi che hanno portato a diatribe sfociate in vere e proprie querelle giudiziarie. Emblematica l’ultima che ha visto protagonisti in giudizi al Tar gli istituti convenzionati e il Commissario nominato per la Sanità calabrese, Massimo Scura.

L’avvento del governo giallo_verde ha portato un mutamento al vertice commissariale, sostituendo Scura con il generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli.

La situazione critica emersa con le inchieste giornalistiche ha portato persino il Ministro della Salute , Giulia Grillo, in riva allo Stretto.

Da mesi era in atto un’ inchiesta ispettiva atta a rinvenire eventuali infiltrazioni ‘ndranghetiste all’interno dell’Asp.

Una commissione d’accesso antimafia era stata nominata dal prefetto per esaminare i bilanci e i documenti dell’Azienda sanitaria.

Gare, appalti e personale dipendente erano stati messi sotto la lente d’ ingrandimento degli ispettori .

Sarebbe emersa una situazione disastrata: appalti senza gara, stipendi per condannati, bilanci inverosimili e illegittimi, una contabilità allegra e senza alcun criterio per entrate e uscite, fatture smarrite.

Tutte queste problematiche irrisolte avrebbero impedito ai vari dirigenti e commissari che si sono succeduti nel tempo, di apportare un effettivo risanamento all’Asp. Un buco economico enorme.

Sarebbero stati ravvisati
“doppi e tripli pagamenti” di fatture a creditori che, sguazzando nella confusione contabile dell’azienda, avallati da funzionari compiacenti avrebbero presentato più volte decreti ingiuntivi, iscritto pignoramenti per farsi pagare reiteratamente lo stesso servizio o bene.

Molti di questi illegittimi pagamenti sarebbero stati denunciati alla locale procura della Repubblica dall’ex Direttore Generale, dott. Brancati.

Lo stesso Brancati controllando le carte avrebbe scoperto che alcuni dipendenti nei confronti dei quali si sarebbe dovuta applicare la sanzione disciplinare della sospensione del pagamento dello stipendio, perché soggetti a processo penale o addirittura a condanna, continuavano a percepirlo.

Come il caso ad esempio di colui, Marciano’ che era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere il mandante dell’ omicidio del Presidente del Consiglio Regionale dott. Fortugno nel 2005 che avrebbe continuato a percepire emolumenti da parte dell’Asp di cui era dipendente.

Erano partite, sulla scorta della segnalazione dell’ex dg alla locale Procura della Repubblica, inchieste giudiziarie che avevano visto inquisiti molti dirigenti e funzionari Asp.

Dalla relazione ispettiva degli ultimi mesi sarebbero emerse, invece, delle vere proprie interferenze illecite nella gestione amministrativa dell’Ente.

Appalti senza gara, reiterati oltre la loro normale durata o affidati sempre alle medesime società appaltatrici.

Non si conosce ancora il contenuto della relazione dei commissari ma, secondo indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa “nelle intercettazioni registrate nell’ambito dell’inchiesta “Mamma Santissima”, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e i carabinieri del Ros hanno sentito due massoni (un grosso imprenditore di Reggio e un docente universitario di Roma) che, nel 2014, hanno cercato di avvicinare un senatore calabrese con l’obiettivo di “mantenere invariata la linea di condizionamento della citata Azienda Sanitaria”.(cfr. Il Fatto Quotidiano)

La sanità reggina, quindi, vista come un rubinetto da aprire e chiudere a piacimento dei boss.

Il ministro della Sanità in visita alla città all’indomani della messa in onda della trasmissione delle Iene sugli ospedali della Piana di Gioia Tauro e di Locri aveva dichiarato sconsolatamente : “Allarmante il quadro sanità in Calabria, urgente un decreto”.

Il Consiglio dei ministri, convinto che i clan abbiano messo le mani anche sulla sanità, ( sebbene da tempo se ne discuta e non è un segreto che la ‘ndrangheta segua e orienti i flussi di denaro) nella seduta del 7 marzo scorso ha deliberato di commissariare l’Asp di Reggio Calabria azzerandone la dirigenza.

Nelle more del perfezionamento della procedura di scioglimento, con la firma del Presidente della Repubblica – é detto in un comunicato della Prefettura reggina _”il Prefetto, Michele di Bari, con proprio provvedimento, ha disposto la sospensione dell’organo di Direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale, ai sensi dell’art. 143, comma 12 del decreto legislativo 18 agosto 267, ed ha incaricato della gestione provvisoria dell’ente la Commissione straordinaria composta dal prefetto Giovanni Meloni e dai dirigenti del ministero dell’Interno Maria Carolina Ippolito e Domenico Giordano”.

È una regione che lesina diritti, in cui il cittadino viene lasciato spesso solo nel momento della malattia in cui si avverte maggiormente il bisogno di assistenza e vicinanza delle strutture preposte a garantire il sollievo dalla sofferenza, in cui i medici e gli infermieri,ligi al loro giuramento, nella stragrande maggioranza dei casi, con spirito di abnegazione e sacrificio sopperiscono a mancanze di mezzi, incapacità amministrative e negligenze politiche, in cui il malato diviene profitto per pochi.

È una regione in cui lo stato di indigenza e di necessità dei molti genera l’asservimento e la conseguente ricattabilita’.

È una regione che guarda silente a questo ennesimo commissariamento, tacendo per le troppe disillusioni e non per apatia, sognando ad ogni colpo messo a segno dalla legge di trovare finalmente il riscatto smarcandosi per sempre dall’onta dell’atavico ricatto.