LO STATO ISLAMICO CHIAMA A RAPPORTO I SIMPATIZZANTI

DI GUIDO OLIMPIO

Un audio di un minuto e mezzo. Quindi un video abbastanza breve. Lo Stato Islamico chiama a raccolta mentre centinaia di affiliati, insieme alle loro famiglie, si arrendono ai curdi. I militanti, usando il web, invitano i simpatizzanti a colpire nei paesi occidentali.

Tattica consueta
E’ già avvenuto in passato, l’Isis ha spesso bilanciato le sconfitte militari in Medio Oriente con gli attentati. Tattica non sempre coordinata dalle gerarchie fluide della fazione, però incoraggiata usando il megafono della propaganda sulla rete. In un breve messaggio registrato una voce anonima ha affermato che “donne e bambini sono vittime di un olocausto” a Baghouz, la piccola località nella Siria orientale, assediata dai guerriglieri curdi e dalla coalizione a guida USA. Per questo, lo Stato Islamico esorta ad attaccare i “crociati” in Europa e ovunque sia possibile. In sottofondo – secondo il centro di ricerche Site che ha rivelato il contenuto – si sentono risuonare esplosioni e raffiche. Ovviamente è impossibile verificare l’autenticità del post che ricorda quelli diffusi dai dirigenti Isis, interventi spesso seguiti da attacchi condotti su base individuale.

Voce anonima
E’ comunque significativo che in una fase così delicata, con le immagini della resa dei combattenti, il Califfato si affidi ad un presunto membro senza nome per serrare i ranghi. Molti dei quadri più importanti sono stati eliminati e altri sono caduti sotto il fuoco proprio a Baghouz, compresi alcuni che si erano distinti nel rivendicare stragi nelle città europee o avevano svolto le funzioni di ispiratori, come i fratelli francesi Clain. Vedremo se l’appello provocherà reazioni. Per lo Stato Islamico anche un’azione con un pugnale, a bordo di un veicolo-ariete o qualsiasi tipo di arma è sufficiente. Può far vittime comunque e tiene viva l’attenzione.

Fase critica
Sul piano operativo il movimento celebrerà comunque la sconfitta di Baghouz esaltando la resistenza di pochi contro gli “atei curdi” e gli “aerei dei crociati”. Un rovescio che rappresenta per molti uno spartiacque. Per le seguenti ragioni. 1) L’Isis privilegerà di nuovo guerriglia e attacchi dietro le linee, disperderà i suoi uomini nel deserto, attiverà cellule lasciate nelle zone liberate dagli avversari. Le conseguenze sono già visibili in Siria e in Iraq. 2) I paesi occidentali (e non solo) dovranno risolvere il nodo dei prigionieri nelle mani dei curdi: estremisti europei che nessuno vuole riprendersi, anche perché spesso non sono soli ma hanno moglie e figli piccoli al seguito. Ad oggi tutti procedono in ordine sparso, con veti al rientro, proposte di tribunali internazionali e l’auspicio che siano gli alleati locali a farsene carico.
Guido Olimpio Corriere.it