TRA VERITA’, PREGIUDIZI E FAKE NEWS, ECCO COSA PENSANO GLI ITALIANI DELLA TAV

DI GUIDO RUOTOLO

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Deve essere rimasto di stucco il professore Pierluigi Coppola, uno dei componenti della commissione costi/benefici del ministero delle Infrastrutture e trasporti sulla Tav (lui non ha approvato la relazione). La sua intervista ha provocato reazioni polemiche molto forti. Aveva spiegato che Milano-Parigi con la Tav si percorrerà in cinque ore. Apriti cielo. Per Decio Cavallo è inaccettabile: «L’importante è che da aroma in giù e isole si continui a morire di arretratezza. FC voi e il Tav». Certe volte il pregiudizio si trasforma in affermazioni false. La rete è anarchica, sa essere violenta, ma ė anche ignorante. E quando irrompe come un fiume in piena con una certezza, anche se di una fake si tratta, quella informazione diventa verbo.

La tav non contempla il trasporto di passeggeri ma solo delle merci? Una bufala. Alle pagina 45 e 46 dell’analisi costi-benefici del professore Ponti ci sono le stime del traffico passeggeri sulla nuova linea Torino-Lione: 3,8 milioni all’anno nel 2035 (che diventano 4,6 milioni. nel 2053) di soli passeggeri di lunga percorrenza, cioè quelli che vanno da Milano/Torino verso Lione/Parigi per intenderci. Inoltre, costruendo la nuova linea, si libera spazio (capacità) sulla linea storica che si traduce nell’aumento del numero dei treni per i pendolari della Val di Susa: si stima che i flussi di pendolari regionali siano altri 4 milioni all’anno.

Lo studio costi/benefici ė pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture e trasporti. È pubblico e tutti possono andare alle pagine 45 e 46 per leggere le stime sul traffico passeggeri. Speriamo che Cosimo Bagorda legga questa previsione. Su Facebook scrive: «Il professore sarà il primo a inaugurare il nuovo tav rinchiuso in un container merci visto che quel nuovo buco così indispensabile ai suoi occhi e alla massa di ignoranti che se ne fregano allegramente di tutti gli studi negativi fatti, è previsto esclusivamente per le merci».

Luigi Pone si scandalizza: «Qualcuno dica a questo giovanotto che da Napoli a Paola, in Calabria, ci vogliono più di quattro ore. Non è assurdo che tra stazioni italiane, del sud Italia, occorre più o meno lo stesso tempo da Milano a Parigi?». Margherita Lo Faso: «Un po’ come percorrere la Sassari a Cagliari, 216 km, in quattro ore, ma vergognatevi va’!». Che mal di pancia, frustrazione, delusione. La rete è cattiva e spietata. Ma racconta anche un pezzo di verità a modo suo. Bisogna saper intercettare i messaggi sottintesi. C’è un pezzo del Paese che chiede di modernizzarsi. La questione settentrionale da quasi trent’anni, con la Lega, ha conquistato l’agenda politica. Il Mezzogiorno soffre. E aspetta.

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