EDITORIA. È FINITA L’EPOCA DELLE VACCHE GRASSE

DI GABRIELE BOJANO

Non è un periodo particolarmente positivo per il giornalismo a Salerno: l’incredibile diaspora de La Città e tutta una serie di situazioni lavorative in bilico consegnano un mestiere che ormai è allo sbando. I tempi delle vacche grasse sono finiti, ora ci tocca, quando si è fortunati, una dignitosa sopravvivenza. Andando a ritroso nel tempo, c’è stato un periodo in cui Salerno si preparava ad essere all’avanguardia nel mondo della carta stampata. Anno di grazia 1986: nei salotti della Salerno-bene si vocifera di una grande operazione editoriale, un quotidiano per la città, il primo in assoluto dal dopoguerra. Il Giornale di Salerno nasceva con la presunzione di essere il migliore: il suo direttore, Goffredo Locatelli, non faceva sconti a nessuno e aveva un carattere insopportabile. Io ci ero finito in mezzo perché all’epoca collaboravo al periodico di Nocera La Città (niente a che vedere con l’attuale) diretto dal fratello di Goffredo, Giuliano Locatelli. Entrambi si erano avventurati in un progetto più grande di loro all’insegna di un’ambizione dai piedi d’argilla. Io ero sicuro che avrei svoltato, mi avevano promesso l’assunzione e giorno dopo giorno vedevo che il progetto prendeva consistenza. L’accordo con Orazio Boccia, che avrebbe stampato il quotidiano, sotto l’ala protettiva di Carmelo Conte e Paolo Del Mese, all’epoca i potenti Dioscuri della politica salernitana, era un lasciapassare degno di rispetto. Così cominciammo a pensare ai numeri zero, nella elegante redazione di corso Garibaldi dove io già andavo ogni mattina. Ricordo che il direttore Locatelli passò in rassegna tutti i giornalisti del territorio da lui convocati o autoconvocati per formare la redazione. Io dall’alto del mio ruolo già deciso mi sentivo quasi un predestinato e trattavo tutti con un’odiosa spocchia che proprio non mi apparteneva e non mi appartiene. Tant’è che una volta, intercettando una telefonata di Gianfranco Coppola, non gli dissi chi ero e lui, che mi aveva riconosciuto, ci rimase molto male. Eravamo a un passo dalla pubblicazione del numero zero quando svanì tutto. Il quotidiano mori’ ancor prima di nascere ucciso, così mi spiegarono in seguito i Locatelli, dalla politica che preferì farne a meno. Ma forse il ripensamento principale venne da Boccia e soprattutto dalle banche che dovevano sostenere l’iniziativa. Bisognerà aspettare il 1994 per vedere in edicola il primo quotidiano di Salerno e provincia: il Mezzogiorno diretto dall’attuale onorevole Gigi Casciello. Ma questa è tutta un’altra storia .