EUROPA LEAGUE: INTER SCONFITTA ED ELIMINATA DALL’EINTRACHT A SAN SIRO 0-1

Di VANNI PUZZOLO

 

Passano, con merito, i tedeschi che si dimostrano più forti, e più pronti dal punto di vista fisico, tecnico, tattico, nulla da fare per gli uomini di Spalletti, in formazione rimaneggiatissima.

Finisce la corsa europea dell’Inter che dopo lo 0-0 dell’andata, rimedia una giusta sconfitta a Milano.
Un errore banale di De Vrji, dopo cinque minuti, causa il gol decisivo di Jovic, poi per i tedeschi il resto è tutta discesa.

Una premessa doverosa: Spalletti ha dovuto schierare una formazione sperimentale, e negli 11 titolari ha dovuto inserire Keita, fermo da tre mesi, Perisic, mezzo infortunato, e Candreva che ormai ha il passo da scapoli ammogliati.

Senza una punta di ruolo, senza i cambi necessari in panchina, ( Ranocchia e 4 primavera ) era già una missione difficile, se poi sbaglia pure De Vrji, di solito impeccabile, e la squadra intera sbaglia approccio, atteggiamento, oltre che una serie infinita di scelte tecniche, si capisce che la missione diventava impossibile.

L’Eintracht, squadra imbattuta da 19 partite in trasferta in Europa, è giunta a San Siro, oltre che con 14 mila tifosi al seguito, anche con una condizioni mentale e fisica ottimale, ha faticato poco nulla, e, una volta messo a segno il gol che gli avrebbe evitato i supplementari, ha continuato a gestire e dominare a suo piacimento, rischiando quasi mai di prendere gol, visto anche l’assoluta sterilità offensiva dell’Inter, e ringraziando Handanovic se i gol di scarto, alla fine, è stato solo uno.

Mettiamoci anche, fra le attenuanti, il rigore sbagliato a Francoforte da Brozovic, e gli assurdi paletti del Fpf che impongono all’Inter una lista di soli 18 giocatori utilizzabili : ecco che il quadro diventa completo.

Premessa doverosa e fine, però, degli alibi, per il resto ci sono solo demeriti, e tanti, dei neroazzurri, che non hanno mai dato l’idea di giocare con il cuore e il temperamento necessario per poter essere spinti da loro pubblico che è rimasto alquanto deluso.

Giocatori spesso pigri, svagati, con zero iniziative, timidi, che non hanno mai avuto il coraggio di provare duelli individuali, che sui contrasti, sulle palle sporche, o sulle seconde palle, non l’hanno proprio mai presa, insomma non proprio caratteristiche da grande squadra.

Spalletti ha cambiato modulo più volte, iniziando con un 4-3-3, per poi passare con una difesa a tre, e nel secondo tempo, spostando anche Skriniar a centrocampo, e facendo esordire anche due ragazzini della primavera, Esposito e Merola, ma tutto diventa velleitario quando oltre alla qualità, manca anche il necessario temperamento.

Giusto così, difficile, con questi limiti, già lottare per il mantenimento del preziosissimo posto Champions, impossibile essere competitivi in Europa, soprattutto se nel momento decisivo della stagione, per un motivo o per altri, ai più inspiegabili , devi rinunciare a giocatori come Brozovic, Peresic, Nainggolan, Icardi e Martinez.

Rimane a Spalletti di cercare di arrivare nei primi quattro, e il derby già domenica sarà, se non decisivo, sicuramente importante, perché se l’Inter dovesse fallire anche questo primario obiettivo, diventerebbe impossibile per lui rimanere nella panchina neroazzura il prossimo anno.

Un esame dovrà farlo pure la Società e il Direttore Generale che, appena arrivato all’Inter, si è ritrovato da sbrogliare il caso Icardi, e che, nonostante la sua grande esperienza, non è riuscito a trovare soluzione alcuna.

Sicuramente Icardi e signora, hanno le loro colpe, però, noi crediamo che la situazione che si è verificata all’Inter sia veramente tragicomiche, una Società forte, crediamo, avrebbe preso Icardi per le orecchie, portato dentro lo spogliatoio, chiuso a chiave e imposto a tutti dei chiarimenti, invece si è proseguito con carezze, frasi diplomatiche, buone intenzioni che hanno fruttato zero risultati, fossimo la proprietà, a qualcuno, chiederemmo spiegazioni.

All’Inter accadono cose surreali.