I SONDAGGI PER LE EUROPEE DELLA PRIMA SETTIMANA DI MARZO

SIMONE BONZANO

 

Mancano 2 mesi alle elezioni europee. Al contrario della vulgata popolare, non sta arrivando l’armageddon populista e questa piccola serie, Road to Europe, è qui per dimostrarlo pubblicando ogni sabato l’aggiornamento dei sondaggi sia per i paesi più sensibili, sia per la plenaria di Bruxelles. La notizia della settimana e la possibile espulsione dal PPE degli ungheresi di Fidesz (il partito di Orban) a causa della ribellione dei partiti popolari nordici dopi la campagna anti-Juncker (già ritirata) portata avanti nel mese di febbraio dal Governo di Budapest.

Fidesz, vale 12 seggi che potrebbero finire per rimpolpare le file dei conservatori di ECR piuttosto che dell’estrema destra di ENF.

Ecco alcuni dati basati sulla media dei recenti sondaggi nazionali (seggi – percentuali – variazione su 2014) presi dalla rivista POLITICO. Ricordiamo che PPE=popolari; S&D=socialisti e democratici; ALDE=liberaldemocratici; EELV=verdi; EUL/NGL=sinistra; ENF=Europa delle Nazioni; ECR=Conservatori; EFDD=Democrazia Diretta.

Ungheria – 21 seggi

Fidesz & Partito Popolare Cristiano Democratico (PPE): 14 seggi (52.96%) + 2

Jobbik (Indipendente): 3 seggi (13,52%) –

Socialisti (S&D): 3 seggi (11,58%) –

Democratici (S&D): 1 seggi (6,02%) –

In caso di espulsione dal PPE, il giornale POLITICO evidenzia come Orban potrebbe cercare asilo non nel gruppo ENF di Salvini/Le Pen, bensì nell’ECR a guida polacca. Fidesz da solo vale 12 seggi.

Francia – 79 seggi

LREM (Indipendente/ALDE?): 22 seggi (23,03%) + 22

RM (ENF): 21 seggi (21,55%) – 3

Repubblicani (PPE): 12 seggi (12,87%) – 8

Verdi (EELV): 7 seggi (7,6%) + 1

FI (EUL/NGL): 7 seggi (7,26%) + 3

Debout la France (ECR): 5 seggi (5,48%) + 5

Socialisti (S&D): 5 seggi (5,23%) – 8

Rispetto al 2014, Marine Le Pen perderebbe 3 seggi, tutti a favore di Debout la France, il partito scissionista dal vecchio Front National. Macron è di nuovo in testa nei sondaggi e il leader europeo più attivo in quest’inizio campagna elettorale. Il suo orizzonte dovrebbe essere quello di un gruppo europeo nuovo il cui scopo – notano i giornali francesi – dovrebbe inglobare l’ALDE e parte delle forze non socialiste di S&D.

Germania – 96 seggi

CDU/CSU (PPE): 28 seggi (29,52%) – 6

Verdi (EELV): 17 seggi (17,17%) + 4

SPD (S&D): 16 seggi (16,9%) – 11

AfD (EFDD): 13 seggi (13,24%) + 6

FDP (ALDE): 9 seggi (9,32%) + 5

Die Linke (EUL/NGL): 9 seggi (9,14%) + 1

Rispetto ai sondaggi 2018, la CDU appare in crescita, anche se perde 6 seggi rispetto al 2014. Crolla la SPD, quasi totalmente a favore di Verdi, Linke e FDP. Interessante capire che farà AfD visto che EFDD, al momento, sembra un gruppo destinato a sparire per la sparizione dell’UKIP di Farage e il tentativo del M5S di dar vita ad un altro gruppo. AfD potrebbe entrare in ENF, ma non c’è da escludere il passaggio a ECR.

Spagna – 59 seggi

PSOE (S&D): 18 seggi (26,77%) + 4

PP (PPE): 13 seggi (20,52%) – 3

Cs (ALDE): 10 seggi (16,16%) + 1

Vox (Nuovo): 8 seggi (12,14%) + 8

Podemos (UEL/NGL): 8 seggi (11,96%) – 4

Ahora Republicas (EELV): 2 seggi (4,29%) – 1

Particolare la situazione spagnola dove le europee si terranno un mese dopo le nuove elezioni politiche. Sanchez, nonostante la caduta del proprio governo rimane in testa prendendo voti, sembra, da Podemos. Per quanto riguarda Vox, sembra scontata l’adesione del partito all’estrema destra di ENF.

Grecia – 21 seggi

ND (PPE): 10 seggi (36,07%) + 5

SYRIZA (UEL/NGL): 7 (24,94%) + 1

Alba Dorata (Indipendente): 2 (8,26%) – 2

KA (S&D): 1 (7,09%) – 3

In Grecia sono in testa i popolari che raddoppieranno voti e seggi, un dato importante in vista delle prossime elezioni politica. SYRIZA del Premier Tsipras regge, mentre si eclissano i socialisti di KA. In calo anche l’estrema destra di Alba Dorata, vicina a CasaPound.

Italia – 76 seggi

Lega (EFN): 28 seggi (32,97%) + 23

M5s (EFDD): 19 seggi (22,41%) + 2

PD (S&D): 16 seggi (19,15%) – 15

FI (PPE): 9 seggi (9,96%) – 8

FdI (ECR): 4 seggi (4,45) + 4

Rispetto al 2014 sparirebbe la compagine UEL/NGL italiana, mentre si andrebbe a dimezzare quella di S&D. Cresce, ovviamente, la Lega, mentre il M5S (dato in uscita dal gruppo EFDD), per la prima volta nel 2019 viene dato sotto i 20 seggi. Sono sempre 2 in più rispetto al 2014, ma a metà 2018 era dato fra i 28 e i 29 seggi.

Polonia – 52 seggi

PiS (ECR): 25 seggi (40,27%) + 6

PO (PPE): 14 seggi (24,08%) – 6

Wiosna (nuovo): 6 seggi (11,03%): + 6

Kukiz’15 (alleato Movimento 5 Stelle): 4 seggi (6,9%) + 4

PSL (PPE): 3 seggi (5,56%) –

Il voto polacco è molto importante in ottica nazionale. Il PiS, che diventerà il partito guida di ECR, è in crescita, ma l’opposizione, guidata da PO-Wiosna-PSL appare pronta a contendere il governo. Interessante capire il posizionamento in Europa di Wiosna, dato vicino sia a EELV che all’ALDE.

Negli altri paesi spicca la totale supremazia dei partiti di S&D e UEL/NGL in Portagallo, la crescita di ANO (ALDE) in Repubblica Ceca come quella dei partiti legati a EELV in Olanda e Belgio. Per il resto, rimangono molto forti, nei paesi dell’Est e nei nordici, i partiti del PPE e di S&D.

TOTALE – 705 seggi

PPE: 177 seggi, – 42 (PPE – Fidesz = 165 seggi, – 54)

S&D: 132 seggi, – 56 (pesano le debacle dei socialisti francesi e del PD che nel 2014 raggiunse 31 seggi)

ALDE: 72 seggi, + 4 (ALDE + LREM = 94 seggi, + 26)

ENF: 60 seggi, + 25 (quasi tutti portati dalla Lega)

ECR: 56 seggi, – 17 (sconta l’uscita dei Conservatori britannici a causa delle Brexit)

UEL/EGL: 52 seggi, + 1

EELV: 42 seggi, – 10

Gruppo M5S: 25 Seggi

Indipendenti: 8 seggi, – 15

Rimane da comprender il ruolo che giocheranno i 15 seggi dei partiti rimanenti all’interno di EFDD, 13 di AfD e 2 degli svedesi di SD probabilmente in partenza per ENF e ECR, e i 44 seggi dei partiti non presenti in Europa nel 2014. Attualmente PPE, S&D e ALDE, anche senza i voti di Macron, avrebbero la maggioranza dei voti nel nuovo Europarlamento e potrebbero nominare il Presidente della Commisione. Favorito il tedesco della CSU Manfred Weber, ma non si esclude che la nuova alleanza possa portare convergere su outsider come la danese dell’ALDE Verstager o il caponegoziatore per la Brexit il francese Michel Barnier (PPE).

Pubblicato in origine su il Caffè e l’Opinione