LA GLOBALIZZAZIONE C’É, NON SI PUÓ IGNORARE

DI NELLO BALZANO

I cinesi che spaventano gli americani.
Un piccolo esempio che dovrebbe aiutare per valutare accordi commerciali, ovviamente ogni singola situazione deve essere seguita con attenzione, senza sottovalutare , però, cosa è successo nello stabilimento di Termini Imerese ex FCA, ceduto agli italianissimi della Bluetec, arrestati per la distrazione di 15 milioni di euro di fondi pubblici, con l’effetto ben più drammatico di rendere nero il futuro per circa 1000 lavoratori tra diretti e indotto.

Nel 2017 la Ford dopo aver detenuto la svedese VOLVO per qualche anno, comprata per 6,4 miliardi di dollari, non ebbe ragione economicamente, le strategie industriali furono sbagliate, l’effetto fu un trascinamento al limite del fallimento.
Un imprenditore cinese Geely, nato nel 1963 laureato in scienze, con la passione per la produzione di automobili, non si fece sfuggire la ghiotta occasione di acquisirla per un terzo della cifra pagata dagli americani.
Non stravolse la tradizione di auto affidabile, robusta, in grado di resistere alle terribili condizioni imposte dal clima gelido scandinavo, non peggiorò le condizioni dei dipendenti, né impose delocalizzazioni, in breve portò la VOLVO ad una presenza massiccia nel mercato cinese, di seguito una parte di un articolo del Sole 24 ore del 18 agosto 2017, interessante per trarre alcuni dati:

“… Geely ha ridato indipendenza a Volvo che durante gli anni della Ford era diventata una succursale della casa americana lasciando massima libertà nel definire i modelli. Ha investito in nuovi impianti produttivi. Con un’iniezione di nuove tecnologie made in China sulla sicurezza, la guida assistita. Così negli anni “cinesi”, Volvo ha rinnovato totalmente la gamma con nuove berline, station wagon e suv. E il mercato le ha dato ragione.

Da quattro anni consecutivi Volvo continua a ritoccare il suo primato annuale di immatricolazioni. Grazie alla crescita delle quote in Europa e negli Usa e all’ottimo andamento delle vendite in Cina, che è diventato il primo mercato con oltre 80mila auto vendute all’anno. I conti, di risulta, vanno bene nell’ultimo anno fiscale Volvo ha registrato utili netti per 880 milioni di dollari, con un incremento a doppia cifra (+67%) sull’anno precedente. Fino all’ultimo recente annuncio: dal 2019 – cioè dopodomani – Volvo produrrà solo auto elettriche e ibride. La fine di un’era: è la prima storica casa automobilistica che decide una conversione totale verso le nuove tecnologie e che non investirà più nello sviluppo dei motori a combustione. La cura cinese sta decisamente funzionando.”