ACCORDI CON LA CINA: MANCA IL NULLA OSTA

DI MARIO PIAZZA

Era il 3 settembre del 1943 quando in uno sperduto borgo della Sicilia chiamato Cassibile fu firmata la nostra resa incondizionata agli Americani.

Grazie al “fascismo che ha fatto anche cose buone” da quel lontano giorno ci siamo trasformati in una nazione a sovranità limitata, e solo chi oggi ha più di 34 anni può vantarsi di aver vissuto da cittadino libero di una nazione indipendente almeno un giorno.

Fu il giorno in cui a Sigonella, curiosamente un’altra sperduta landa siciliana trasformata in base militare, i nostri soldati puntarono le loro antiquate mitragliette MAB contro i blindatissimi petti della “Delta Force” americana inviata da Ronald Reagan per consumare l’ennesimo sopruso a casa nostra.

Studiare la storia, soprattutto quella recente tutta a stelle e strisce fatta di servizi segreti, di basi militari, di colpi di stato, di interferenze elettorali, di insabbiamenti, di attentati, di rapimenti, di salvataggi e soprattutto di montagne di dollari avrebbe dovuto spingere il giulivo governo in carica a chiedere regolare nulla-osta all’Ambasciata Americana di via Veneto anche solo prima di pronunciare la parola “Cina”.