CASO SARTI, UNA COSA VECCHIA MA NEMMENO TANTO

DI ALESSANDRO GILIOLI

Della attuale vicenda Sarti-video non mi interessa parlare, per vari motivi compresa la sgomitante pruderie maschile che la circonda etc. Mi auguro che non escano mai, ovviamente, e che ognuno giri in casa sua i video che più gli piacciono, se con partner consenzienti.

Voglio invece ricordare un fatto giornalistico-politico connesso che risale al 2013, quando quelle immagini furono messe per la prima volta in giro da un sedicente hacker e una nostra brava collega di allora (Carola Frediani) ne trovò traccia in Rete, e sul nostro sito ne diede notizia.
(vedere questo link: http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/04/24/news/hacker-pubblicano-le-mail-dei-parlamentari-m5s-1.53590)

Allora fummo violentemente accusati dal mondo grillino di essere stati noi a diffondere quelle foto (al contrario, avevamo scoperto che qualcuno aveva violato le caselle di parlamentari M5s e stava giocando molto sporco su una neodeputata) oppure che ci eravamo proprio inventati tutto, cioè che quei file non esistevano (questa fu l’accusa che ci rivolse Sarti stessa, annunciando querele poi naturalmente mai arrivate).

Lo shitstorm montò così tanto che fummo costretti a difenderci e a spiegare punto per punto come erano andate le cose, e ricordo che scrivemmo questo: http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/04/24/news/m5sleaks-come-si-e-comportato-l-espresso-1.53538

Ora, ripeto, dei contorni di questa vicenda oggi mi interessa poco. Quello che non abbiamo ancora ricevuto sono le scuse di chi ci accusò di tutto all’epoca.