FAIDE

DI GIUDO OLIMPIO

Faide
«Frank Boy» era l’astro nascente della famiglia Gambino. Mercoledì sera, alle 21.20, è diventato un cadavere, assassinato davanti alla porta di casa, a Todt Hill, New York. A sparargli un uomo forse fuggito a bordo di un pick up. Almeno sei i colpi che hanno freddato Francesco Calì, questo il vero nome del presunto capo del clan.

Nato a New York 53 anni fa, Calì era stato coinvolto in numerose inchieste finendo anche in prigione per oltre un anno. Per alcuni era una figura opaca, cauta, ma secondo gli specialisti aveva le carte in regola per essere un capo.

E ai primi d’ottobre erano trapelate indiscrezioni sul fatto che «Frank Boy» fosse diventato un leader grazie anche all’appoggio delle famiglie in Sicilia. Proprio il legame con la terra d’origine dei suoi genitori, i rapporti con il network tradizionale e l’ambizione gli avrebbero permesso di salire in alto. Forse troppo. E qualcuno ha deciso di fermarlo con i vecchi metodi, poco usati ma pur sempre parte del modus operandi del crimine organizzato statunitense.

Imparentato con gli Inzerillo di Palermo, personaggio sempre discreto al punto che qualche investigatore americano lo definiva “invisibile”, è stato spesso presentato come l’ambasciatore della Mafia negli Stati Uniti, l’uomo di fiducia attraverso il quale passare per concludere affari e muovere “cose”. Dicevano che sopra di lui ci fosse solo Domenico Cefalù, con Frank disposto ad accettare una posizione importante ma defilata per non attirare l’attenzione di avversari e FBI. Solo che il quadro sarebbe mutato negli ultimi tempi, con Calì indicato come colui che dirige in Gambino. Chissà che la “notorietà” non gli sia stata fatale, con i rivali interni o esterni alla famiglia pronti a stroncarne la “carriera”.

L’omicidio – che potrebbe innescare vendette e rappresaglie – arriva in una fase piuttosto fluida, dove non sono mancati altri agguati. Pochi mesi fa, Sylvester Zottola, un membro dei Bonanno, è stato eliminato nel Bronx: era al volante del suo Suv in attesa di ritirare un panino ad un fast food. Attacco preceduto dal tentato omicidio del figlio, Salvatore Zottola, rimasto ferito in modo grave dalle pistolettate di un sicario. E poi di recente è deceduto, per cause naturali in prigione, Carmine Persico, padrino dei Colombo. Senza dimenticare il brutale assassinio, in carcere, a fine ottobre di James Bulger, per anni un feroce esecutore dei clan. Eliminazione che ha suscitato tanti sospetti per la mancanza di protezione di un personaggio segnato, un target vivente. Tutte vittime di una guerra di mafia che si è estesa anche in Canada (Hamilton), dove – in gennaio – hanno freddato Cece Luppino, esponente di una «fazione» attiva nello stato di New York.
Da Corriere.it