FRIDAYS FOR FUTURE: IL FUTURO PARTE DA TUTTI NOI, NON SOLO DAI RAGAZZINI

SIMONE BONZANO

 

Oggi, 15 marzo, in 95 paesi del mondo ci saranno manifestazioni per il clima indette e organizzate soprattutto da giovani e studenti. Solo in Italia saranno 109 gi appuntamenti.

Oggi, di conseguenza, è una bellissima giornata che nasce dall’impegno della studentessa svedese Greta Thunberg, la fondatrice dello sciopero scolastico per il clima e della sua evoluzione nel Fridays for Future, il venerdì per il futuro.

Solo che mi tocca guastarvi la festa e chiedere agli over 25, agli over 30, over 40 e over 50 etc., come state? Avete la coscienza apposto?

Spero di no, e lo dico col cuore.

Greta ha 16 anni, ha tanto coraggio ed è sicuramente un esempio. Con questo, però, finiscono le buone notizie.

Perché Greta ha 16 anni e voi – io – ne avete un po’ di più. Lei è una studentessa all’inizio di un percorso formativo, voi siete adulti, consumatori, elettori, politici, lavoratori o imprenditori. Siete, nei fatti, la classe dirigente di questo paese e, insieme ai vostri coetanei, lo siete del mondo occidentale.

Avete un potere decisionale immenso, fosse solo di pressione politica ed economica, eppure avete bisogno di una ragazzina di 16 anni per ricordarvi che il mondo è sull’orlo di una catastrofe?

Non vi bastavano gli appelli dell’ONU, dell’OMS, i vari COP, i rapporti degli scienziati sull’aumento delle temperature e dell’inquinamento? Non vi basta la semplice osservazione terra-terra che qualcosa nel nostro clima non quadri più o notare l’immenso livello di inquinamento osservabile con una semplice passeggiata lungo un fiume?
Evidentemente no, se avete bisogno che a ricordarvelo sia una sedicenne. Sicuramente no, se la risposta deve essere la sempiterna retorica “ponziopilatesca” de “il futuro è il loro”: una frase che sento dire da quando io avevo 16 anni e che, oggi come allora, rimane vuota.

Il “loro” futuro è anche il vostro – nostro – futuro, come il presente è il futuro di questo nostro pianeta. La deadline che gli scienziati ci indicano per cambiare strada non è fra 50 anni, ma fra 12 anni, se non prima.
Fra 12 anni io ne avrò circa 52: è anche il mio futuro, com’è il vostro.

Siamo noi, non i ragazzi che oggi – giustamente – protestano, che deteniamo il potere decisionale e possiamo esercitarlo da subito, senza per forza nascondersi dietro il classico “ma io non conto nulla”.

Voi contate e contate quando fate la spesa, quando prendete la macchina per fare 1 kilometro, quando decidete di nascondere la cicca di sigarette sotto la sabbia o di buttare in mare o dal finestrino la confezione della merendina che avete mangiato. Contate quando educate i vostri di figli, contate quando decidete di buttare vie le cose o di riciclarle. Contate in ogni respiro che fate.

Avete – abbiamo – un potere che non si può ridurre alla semplice pressione politica per soluzioni – spesso – solo tampone o decidendo di prendere la bici, car sharing e i mezzi pubbici.

Tutto questo aiuta, ma potete fare ancora di più usando proprio il mercato a vostro vantaggio: creando una domanda per prodotti e soluzioni sostenibili.

Potreste cominciare a fare pressione al vostro condominio per migliorare l’efficienza energetica del palazzo, potete cercare di acquistare prodotti di filiere realmente sostenibili aumentandone, quindi, l’offerta oltre a informarvi sul come ridurre al minimo la vostra impronta ambientale. Si chiama mercato proprio per questo, perché se nasce una domanda, qualcuno arriverà con l’offerta, sia essa un’impresa che un organo regolatore come lo Stato.

Un potere che avete VOI – noi – che siamo il mercato molto più dei ragazzini come Greta.

Mai invece no, preferite rimanere addormentati, destandovi ogni tanto per votare chi vi promette “grandi soluzioni”, “grandi cambiamenti” e “rivoluzioni” per avere il vostro voto mentre rimanete sul divano, senza indicarvi, però, come agire durante la transizione fra l’oggi e il mondo eco-sostenibile.
Senza, quindi, indicarvi cosa fare e cosa sacrificare.

Perché per voi, l’importante è mettere la coscienza apposto, nascondere la testa sotto la sabbia, delegare a qualcuno la risoluzione dei problemi.

Per questo dico: viva il Climate Strike e viva il Fridays for Future, ma ricordate che non possono essere i ragazzini a salvare il pianeta.

Non sono loro che possono salvare il futuro: siete voi.