LA DESTRA SI ARRENDE, SI DIMETTE IL SINDACO DELL’AQUILA

DI LUCA SOLDI

 

 

 

L’Aquila perde il sindaco che da 20 mesi aveva tentato di farla ripartire, perde soprattutto le aspettative, le speranze create da una destra che aveva fatto della promessa alla ricostruzione, ad un decisionismo totale, il suo cavallo di battaglia.

È una vera e propria resa senza condizioni.

A dirlo il sindaco dell’Aquila che ha formalizzato nel pomeriggio di ieri le dimissioni davanti al segretario generale, “ben conscio della forza dirompente, ma convinto che la città non può subire la vaghezza del governo nè l’immaturità di alcune espressioni della politica locale”.
È una resa senza condizioni di fronte alla incapacità di tenere in piedi una giunta che sembrava volesse rispondere alle aspettative di una popolazione devastata da una ricostruzione ancora da venire.
Ed invece Pierluigi Biondi sindaco della città devastata dal terremoto, ha dovuto affermare amareggiato che “il governo nazionale, ma anche le forze politiche locali, sembrano non dare la dovuta attenzione all’Aquila e al suo territorio, nonostante il decennale del sisma sia alle porte”.
Dopo aver tracciato un bilancio “positivo” dei poco più di 20 mesi di amministrazione, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, si è dimesso dall’incarico in seguito alla crisi in seno alla maggioranza di centrodestra. La spaccatura è diventata ufficiale ieri quando tutti i consiglieri della coalizione, eccezion fatta del consigliere di FI, Maria Luisa Ianni, hanno disertato la seduta del Consiglio comunale in aperta polemica con il primo cittadino che il giorno prima ha nominato nel ruolo di vicesindaco il consigliere comunale dell’Udc, Raffaele Daniele, senza coinvolgere la maggioranza. Ora Biondi ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni. Il sindaco ha nominato il solo vicesindaco, nonostante dallo scorso mese di dicembre siano stati cinque gli assessori non più presenti tra revoche e dimissioni di amministratori eletti in Regione. Il capogruppo di FdI, Giorgio De Matteis, ha chiesto l’azzeramento della giunta e un rimpasto di uomini e deleghe.

Nel concludere la conferenza stampa convocata in fretta e furia ha dunque toccato il tasto dolente : “Alcune componenti politiche che, insieme a me, sono state chiamate ad amministrare la città nel giugno del 2017, sembrano aver smarrito la forza propositiva e l’entusiasmo di quei giorni. E’ come se avessero dimenticato che l’obiettivo unico e primario è la ricomposizione comunitaria della città e del suo territorio, attraverso politiche e interventi efficaci, che abbiano come fine ultimo la crescita e il benessere dei cittadini”.