LA FIORENTINA DISTRUTTA DAL CAGLIARI: 2-1 MA NON RENDE L’IDEA

DI- STEFANO ALGERINI

Di venerdì sera ti possono venire un milione di idee su cosa fare, sempre a patto di avere tempo e soldi naturalmente. Difficilmente però ti può venire voglia di vedere una partita di calcio tra due squadre di metà classifica, come Cagliari e Fiorentina, con obbiettivi molto più virtuali che reali. Questo per dire che ancora una volta resta il mistero gaudioso su quale mente geniale partorisca il calendario e seguendo quali traiettorie impercettibili (come avrebbe detto Battiato). Complimenti dunque, prima di tutto, al pubblico cagliaritano che ha riempito alla grande il Sant’Elia in una ventosa serata certo non ancora primaverile. E una virtuale medaglia al valore ai duecento eroi arrivati da Firenze, affrontando un viaggio sicuramente parecchio movimentato (che sia stato in aereo o ancora di più in nave). E comunque alla fine i tifosi rossoblu saranno tornati a casa congelati ma contenti, mentre quelli viola avranno consentito al traghetto di risparmiare sul carburante grazie al vorticoso giramento delle parti basse. Vince il Cagliari per 2-1 infatti, ma il risultato inganna: sa di partita lottata. No, non è andata così. E’ stata una Caporetto per la Fiorentina.

Difficile commentare il primo tempo senza cadere nella più trita banalità: “partita condizionata dal vento”; “idee poche ma confuse”; “partita equilibrata ma senza squilli”; insomma scegliete un po’ voi, tanto il senso lo avete capito: non proprio una noia mortale, ma qualcosa lì nei paraggi. E mica per cattiva volontà, no le due squadre si sono sbattute, però il cocktail tra vento, scarsa forma dei giocatori migliori e difese robuste ha generato due tiri in porta (due) in tutti i primi quarantacinque minuti. Uno per parte ed entrambi abbastanza pericolosi, ma prima Terracciano e poi Cragno hanno confermato di attraversare (loro due sì) un ottimo momento ed hanno detto no a Cacciatore e Mirallas. Fine. O meglio grandi corse di qua e di là, ma venendo da una settimana di Champions la sensazione che si è avvertita netta è stata quella di assistere ad un incontro di un altro sport. Ci fosse stato almeno “l’audio assist” come nella Nba (cioè il microfono messo sulla maglietta di uno dei giocatori in campo) forse ci si sarebbe potuti divertire con la coppia Ceccherini-Pavoletti, venuti a contatto più volte, che avrebbero potuto dare qualche soddisfazione agli spettatori in dialetto labronico. Anche se per la verità entrambi sembrano dei gran bravi ragazzi e quindi lontani dal “trash-talking” dei fossi del quartiere Venezia.

Ad ogni modo almeno una partita equilibrata nella prima frazione. Nella seconda invece molto semplicemente c’è stata una sola squadra in campo: quella di casa.  Joao Pedro e Ceppitelli i nomi dei “carnefici” della squadra viola, ma avrebbero potuti essere altri. Molti altri. Veramente incredibile la quantità di occasioni create dal Cagliari, compreso un immaginifico gol di Cigarini su punizione dalla propria metà campo, annullato solo perché la punizione era di seconda (e molti nell’occasione avranno scoperto che le punizioni per fuori gioco sono di seconda…). Insomma roba da lancio della spugna. Una Fiorentina inguardabile in stagione c’era già stata nel pre-Muriel, però forse mai si era vista una tale assenza di tenuta fisica. Roba preoccupante. Ah, poi nel finale Chiesa ha segnato il 2-1 con un colpo fantastico dei suoi e poi, rivitalizzato e tignoso, ha creato anche un paio di mezze occasioni per un pareggio che sarebbe stato praticamente un furto con destrezza.

Ora arrivano ben diciassette giorni di pausa prima della prossima partita. Normalmente roba quasi da suicidio per il tifoso viola medio. Invece stavolta si tratta di uno stacco benedetto. Lo abbiamo detto in tutte le salse in queste ultime settimane: per la Fiorentina l’unica partita che abbia un senso è quella della fine di aprile con l’Atalanta. Il resto è “fuffa pelosa”. E dunque la speranza è che adesso inizi un lungo ritiro in vista di quell’incontro, dove la partite di campionato equivarranno alle amichevoli estive con le selezioni di boscaioli. Spiace per la regolarità di questo meraviglioso torneo (che tanto ci invidiano in ogni parte di Europa…) però la Fiorentina si chiama fuori. Checché ne dica Pioli, il quale ci sembra ormai già lontano da Firenze, se non fisicamente sicuramente nell’animo. Servirà anche a lui questa pausa, sempre che la società non prenda qualche decisione clamorosa. Cosa che ci sentiremmo decisamente di escludere per le solite motivazioni… diciamo economiche. Due stipendi a due allenatori i Della Valle? No, ragazzi. Non scherziamo.