LISTA GARIBALDI. L’ARTE È MERAVIGLIOSAMENTE INDECOROSA

DI EMILIANO RUBBI

In nome dello stramaledetto “decoro urbano” qualche imbianchino un po’ troppo zelante cancella la storica scritta “VOTA LISTA GARIBALDI”, risalente alle elezioni del 1948, da un muro della Garbatella, a Roma.

Nel 1992, l’amministrazione Carraro fece cancellare addirittura i murales di Keith Haring, uno dei simboli della Pop Art, dal palazzo delle esposizioni.

Nel 2001, sempre Keith Haring fu cancellato dalle pareti trasparenti del Ponte sul Tevere della Metro A.
Era un murale di 6 metri per 2.

Non conto neanche le centinaia di murales di importanti artisti italiani inopinatamente cancellati, negli anni, dai paladini del ”decoro”.

Ma volevo dirvi una cosa: l’Arte non è “decorosa”. L’Arte va oltre il semplicistico, banale e tranquillizzante concetto borghese di “decoro”.
L’Arte colpisce, emoziona, spesso provoca.
Caravaggio non era “decoroso”, Picasso e Dalì non erano decorosi, Warhol, Basquiat, Haring, non avevano nulla di tranquillizzante e decoroso.

Le villette a schiera sono “decorose”.
Il paesino della bassa senza una cartaccia a terra dove ci sono solo la chiesa, il benzinaio e la “fabbrichetta” è “decoroso”.

Il concetto di “decoro” è lo stesso che, nella Minniti/Orlando, ha dato potere ai sindaci di allontanare dai centri storici i senzatetto, gli “indesiderabili”, i “diversi”.

L’Arte è indecorosa, perché la vita stessa è indecorosa.
Tenetevelo voi, il vostro “decoro”, io preferisco vivere.