QUANDO TORNI A CASA DAI UNO SCHIAFFO A TUA MOGLIE…

DI PAOLO VARESE

“Quando torni a casa dai uno schiaffo a tua moglie. Tu non sai perchè ma lei lo sa benissimo”. Questo antico ed infelice proverbio, secondo alcuni di origine cinese mentre secondo altri di provenienza araba, rappresenta perfettamente la concezione della donna che hanno molti uomini. Non un essere umano uguale, non una persona, non qualcuno come loro, i maschietti, ma qualcuno inferiore, di cui detenere il possesso. Poco pìù di un figlio nella scala gerarchica famigliare, molto più di una figlia. Un proverbio, anzi, una considerazione che ai giorni nostri dovrebbe essere solo un ricordo, spregevole, di tempi pessimi per il genere umano, perchè noi siamo le persone civile, noi siamo il futuro. Anzi, eravamo. Sembra infatti, stando alle ultime notizie, di essere piombati in un medioevo culturale e sociale, in cui la barbarie predomina. Barbarie nel senso vero della parola, una macelleria cerebrale che non lascia spazio a dubbi. Già la notizia di poco tempo fà, relativa alla diminuzione della pena per un femminicida, dovuta ad una tempesta emotiva sopportata dall’uomo, aveva scatenato la giustissima dose di polemiche. Poi venne pubblicato un chiarimento del giudicante, che smentiva assolutamente quanto pubblicato, e quindi la gente indignata si rilassò, pensando che i tempi oscuri non erano arrivati. Ma poi ci ha pensato una dichiarazione di un politico, l’Assessore alla Cultura di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, a darci conferma sui nostri timori. Infatti la perla intellettuale e filosofica, prodotta durante un convegno tenutosi il giorno prima dell’8 marzo, è arrivata così ai padiglioni auricolari dei presenti “ O si nasce donne fertili o si nasce donne inutili”. Ovviamente non poteva essere un pensiero isolato, un attimo di ottenebramento mentale, pertanto l’uomo ha aggiunto “ E ancora: «O si nasce uomini o si nasce eunuchi». Su questo concetto c’è ancora indecisione, tra chi lo ha preso per una catalanata, una delle massime lapalissiane del compianto Massimo Catalano, come la celebre “È meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretino e senza una lira”, e chi invece si è indignato per ciò che sottende, anche se, essendo stato utilizzato il termine uomo anziché maschio, si è preferito lasciar correre. Tanto non è che mancasse materiale per sentirsi offesi come genere umano, anzi, la frase sulla donna ha bruciato secoli di evoluzione e di progresso, una pira funeraria sull’intelligenza e la capacità cognitiva del genere umano. Ma per fortuna altre notizie possono rallegrarci, gettare acqua sul fuoco e lasciar ben sperare. Di certo non ci rallegra sapere che un giudice ha diminuito la pena richiesta da un P.M., nei confronti di un uxoricida, un assassino, uno nato uomo e quindi non eunuco secondo l’assessore di cui sopra, che ha ucciso sua moglie con diverse coltellate. Il giudice infatti ha sentenziato che la persona di sesso maschile ha privato la donna della propria vita perché deluso, in quanto lei non aveva lasciato l’amante. Si, proprio così. Si giustifica un atto orribile, il peggiore, come se fosse stata una reazione emotiva. Non si è tenuto minimamente in conto il fatto che ha ucciso una persona. Come se avesse detto una parolaccia, anzi, come se avesse bestemmiato, punito si, ma non con 30 anni di detenzione, come era stato richiesto, bensì con 16. Un assurdo concretizzato, l’impossibile divenuto realizzabile, il sempre temuto che è ritornato. La donna sminuita di valore, di persona, di concetto. E chi se ne importa di chi, come Oscar Wilde disse “una donna è una donna sempre, un uomo è tale solo finchè riesce ad esserlo”, anzi, secondo me molti ancora non hanno capito cosa significhi quella frase. Forse, a questo punto qualche personaggio istituzionale di spicco forse dovrebbe rimettere mano al concetto di parità dei diritti, di dignità. Ma può anche darsi che non si tratti di ritorno al passato, non è arrivato Voldemort a corrompere gli animi, ed in realtà stiamo solo dormendo, siamo addormentati, abbiamo spento la nostra parte cognitiva E si sa che il sonno della ragione genera mostri. Perciò cari uomini, quando tornate a casa, non provate a dare uno schiaffo a vostra moglie, in primis perchè si spera che ve lo renda più forte, e poi perchè se proprio non riuscite ad abbracciarla, andatevene, o lasciatela andare, e fate che la vita riprenda il suo corso per tutti e due. Se non solo per lei.