IL TERRORISMO ISLAMICO E QUELLO ITALIANO

DI EMILIO MOLA

Salvini ha detto che l’unico terrorismo che dovrebbe preoccupare gli italiani è quello di matrice islamica. Come dire che solo gli islamici, in Italia, sono capaci di atti terroristici. Non di certo gli italiani.

————-
ELENCO VITTIME DEL TERRORISMO ISLAMICO IN ITALIA:
– Nessuna vittima
————–

ELENCO VITTIME DEL TERRORISMO POLITICO IN ITALIA:

(per brevità nell’elenco non sono riportati i feriti e le vittime di stragi come Piazza Fontana – 17 morti – o di Bologna – 85 morti – o del Rapido 904 – 16 morti -, ecc. sono riportate in un unico rigo).

1969
27 febbraio: morte di Domenico Congedo
9 aprile: morte di Carmine Citro e Teresa Ricciardi
27 ottobre: morte di Cesare Pardini
19 novembre: morte di Antonio Annarumma
12 dicembre: strage di piazza Fontana (17 civili uccisi)

1970
1º maggio: morte di Ugo Venturini
22 luglio: strage di Gioia Tauro (6 civili uccisi)
Luglio 1970 – febbraio 1971: moti di Reggio (3 civili e 2 agenti uccisi).
12 dicembre: morte di Saverio Saltarelli

1971
7 gennaio: morte dell’operaio Gianfranco Carminati, nell’Incendio della Pirelli-Bicocca
16 gennaio: morte di Antonio Bellotti
4 febbraio: morte di Giuseppe Malacaria
26 marzo: morte di Alessandro Floris
7 aprile: morte di Domenico Centola
13 giugno: morte di Michele Guareschi

1972
21 gennaio: morte di Vincenzo De Waure
14 marzo: morte di Giuseppe Tavecchio
17 maggio: morte di Luigi Calabresi
31 maggio: strage di Peteano (3 carabinieri uccisi)
7 luglio: morte di Carlo Falvella
25 agosto: morte di Mariano Lupo
27 novembre: morte di Fiore Mete

1973
30 gennaio: morte di Roberto Franceschi
12 aprile: Giovedì nero di Milano: uccisione dell’agente di polizia Antonio Marino
16 aprile: rogo di Primavalle (2 civili uccisi)
17 maggio: strage della Questura di Milano (3 civili e 1 poliziotto uccisi)
8 luglio: morte di Adriano Salvini
2 agosto: morte di Giuseppe Santostefano

1974
10 maggio: rivolta del carcere di Alessandria (2 detenuti, 2 poliziotti, 1 medico del carcere e 1 assistente sociale uccisi).
19 maggio: morte di Silvio Ferrari
28 maggio: strage di piazza della Loggia (8 civili uccisi)
30 maggio: morte di Giancarlo Esposti
17 giugno: morte di Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola.
25 giugno: morte di Vittorio Ingria.
4 agosto: strage dell’Italicus (12 civili uccisi).
8 settembre: morte di Fabrizio Ceruso.
15 ottobre: morte di Felice Maritano
20 ottobre: morte di Sergio Adelchi Argada
29 ottobre: morte di Luca Mantini e Sergio Romeo
20 novembre: morte di Fanny Dallari
5 dicembre: morte di Andrea Lombardini
11 dicembre: morte di Zunno Minotti

1975
24 gennaio: morte di Giovanni Ceravolo e Leonardo Falco (2 agenti di polizia)
28 febbraio: morte di Miki Mantakas
11 marzo: morte di Carlo Saronio
16 aprile: morte di Claudio Varalli
17 aprile: morte di Giannino Zibecchi, Tonino Miccichè e Rodolfo Boschi
29 aprile: morte di Sergio Ramelli
17 maggio: morte di Gennaro Costantino
25 maggio: morte di Alberto Brasili
5 giugno: sequestro Gancia (morte dell’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e della brigatista Margherita Cagol)
12 giugno: morte di Alceste Campanile
21 giugno: morte di Iolanda Palladino
8 luglio: morte di Annamaria Mantini
4 settembre: morte di Antonio Niedda
22 ottobre: morte di Armando Femiano, Giuseppe Lombardi e Gianni Mussi
29 ottobre: morte di Mario Zicchieri
30 ottobre: morte di Antonio Corrado
2 novembre: morte di Pier Paolo Pasolini
22 novembre: morte di Pietro Bruno

1976
27 gennaio: strage di Alcamo Marina (2 carabinieri uccisi)
15 marzo: morte di Mario Marotta
7 aprile: morte di Mario Salvi
27 aprile: morte di Gaetano Amoroso
29 aprile: morte di Enrico Pedenovi
28 maggio: morte di Luigi Di Rosa
8 giugno: morte di Francesco Coco
10 luglio: morte di Vittorio Occorsio
1º settembre: morte di Francesco Cusano
5 settembre: morte di Pierantonio Castelnuovo
14 dicembre: morte di Prisco Palumbo e Martino Zichitella
15 dicembre: arresto di Walter Alasia (2 poliziotti e 1 terrorista uccisi)
16 dicembre: bomba di Piazzale Arnaldo (1 civile ucciso)

1977
19 febbraio: morte di Lino Ghedini
11 marzo: morte di Francesco Lorusso
12 marzo: morte di Giuseppe Ciotta
22 marzo: morte di Claudio Graziosi e Angelo Cerrai
21 aprile: morte di Settimio Passamonti
28 aprile: morte di Fulvio Croce
12 maggio: morte di Giorgiana Masi
14 maggio: morte di Antonio Custra
1º luglio: morte di Antonio Lo Muscio
8 luglio: morte di Mauro Amati
18 luglio: morte di Romano Tognini
4 agosto: morte di Attilio Alfredo Di Napoli e Aldo Marin Pinones
29 settembre: morte di Elena Pacinelli
30 settembre: morte di Walter Rossi
3 ottobre: morte di Roberto Crescenzio
28 novembre: morte di Benedetto Petrone
29 novembre: morte di Carlo Casalegno
28 dicembre: morte di Angelo Pistolesi

1978
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Persone uccise negli anni di piombo (1978).
4 gennaio: morte di Carmine De Rosa, dirigente dello stabilimento Fiat di Cassino
7 gennaio: strage di Acca Larentia (2 militanti uccisi) e morte di Stefano Recchioni (durante gli scontri immediatamente successivi)
20 gennaio: morte di Fausto Dionisi
7 febbraio: morte di Gianfranco Spighi
14 febbraio: morte di Riccardo Palma e Franco Battagliarin
28 febbraio: morte di Roberto Scialabba
6 marzo: morte di Franco Anselmi
10 marzo: morte di Rosario Berardi
16 marzo: agguato di via Fani (5 agenti della scorta di Aldo Moro uccisi).
18 marzo: morte di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci
11 aprile: morte di Lorenzo Cotugno
20 aprile: morte di Francesco Di Cataldo
4 maggio: morte di Roberto Rigobello
9 maggio: morte di Aldo Moro[1] e Peppino Impastato
6 giugno: morte di Antonio Santoro
21 giugno: morte di Antonio Esposito
28 settembre: morte di Pietro Coggiola, capo officina nello Stabilimento Lancia di Chivasso e Ivo Zini
6 ottobre: morte di Claudio Miccoli
10 ottobre: morte di Girolamo Tartaglione
11 ottobre: morte di Alfredo Paolella
4 novembre: morte di Maurizio Tucci
8 novembre: strage di Patrica (uccisi il magistrato Fedele Calvosa, il suo autista, un agente di scorta e un terrorista)[54] e morte di Giampietro Grandi
27 novembre: morte di Saaudi Vaturi
15 dicembre: morte di Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu, agenti di Pubblica Sicurezza, e di Enrico Donati, ucciso per un errore di persona.

1979
10 gennaio: morte di Alberto Giaquinto e Stefano Cecchetti
19 gennaio: morte di Giuseppe Lorusso
24 gennaio: morte di Guido Rossa
29 gennaio: morte di Emilio Alessandrini
16 febbraio: morte di Lino Sabbadin e Pierluigi Torregiani
23 febbraio: morte di Rosario Scalia
28 febbraio: scontro a fuoco del bar dell’Angelo (2 terroristi uccisi)
9 marzo: morte di Emanuele Iurilli
13 marzo: morte di Giuseppe Gurrieri
20 marzo: morte di Mino Pecorelli
29 marzo: morte di Italo Schettini
19 aprile: morte di Andrea Campagna e Ciro Principessa
3 maggio: attacco alla sede regionale DC di piazza Nicosia (2 poliziotti uccisi)
16 giugno: morte di Francesco Cecchin
11 luglio: morte di Giorgio Ambrosoli
13 luglio: morte di Bartolomeo Mana e Antonio Varisco
18 luglio: morte di Carmine Civitate
21 settembre: morte di Carlo Ghiglieno
9 ottobre: morte di Roberto Cavallaro
9 novembre: morte di Michele Granato
21 novembre: morte di Vittorio Battaglini e Mario Tosa
27 novembre: morte di Domenico Taverna
7 dicembre: morte di Mariano Romiti
14 dicembre: morte di Roberto Pautasso
17 dicembre: morte di Antonio Leandri

1980
6 gennaio: morte di Piersanti Mattarella
8 gennaio: strage di Via Schievano (3 poliziotti uccisi)
25 gennaio: strage di Via Riboli (2 carabinieri uccisi)
29 gennaio: morte di Sergio Gori
31 gennaio: morte di Carlo Ala
5 febbraio: morte di Paolo Paoletti
6 febbraio: morte di Maurizio Arnesano
7 febbraio: morte di William Waccher
12 febbraio: morte di Vittorio Bachelet
22 febbraio: morte di Valerio Verbano
25 febbraio: morte di Iolanda Rozzi
10 marzo: morte di Luigi Allegretti
12 marzo: morte di Angelo Mancia e Martino Traversa
16 marzo: morte di Nicola Giacumbi
18 marzo: morte di Girolamo Minervini
19 marzo: omicidio di Guido Galli
28 marzo: irruzione di via Fracchia (4 terroristi uccisi)
10 aprile: morte di Giuseppe Pisciuneri
12 maggio: morte di Alfredo Albanese
19 maggio: morte di Pino Amato
28 maggio: morte di Francesco Evangelista e Walter Tobagi
3 giugno: morte di Antonio Chionna
19 giugno: morte di Pasquale Viele
23 giugno: morte di Mario Amato
2 luglio: morte di Ugo Benazzi
2 agosto: strage di Bologna (85 civili uccisi)
11 agosto: morte di Ippolito Cortellessa e Pietro Cuzzoli.
2 settembre: morte di Maurizio Di Leo.
9 settembre: morte di Francesco Mangiameli.
24 settembre: morte di Alberto Contestabile.
27 ottobre: rivolta del supercarcere di Nuoro (2 detenuti uccisi).
12 novembre: morte di Renato Brian.
13 novembre: morte di Arnaldo Genoino e Claudio Pallone.
26 novembre: morte di Ezio Lucarelli.
28 novembre: morte di Filippo Giuseppe e Manfredo Mazzanti.
1º dicembre: morte di Giuseppe Furci.
11 dicembre: morte di Walter Pezzoli e Roberto Serafini.
18 dicembre: morte di Alfio Zappalà.
31 dicembre: morte di Enrico Riziero Galvaligi.

1981
10 gennaio: morte di Luca Perucci
5 febbraio: morte di Enea Codotto e Luigi Maronese.
17 febbraio: morte di Luigi Marangoni.
7 aprile: morte di Raffaele Cinotti.
13 aprile: morte di Ermanno Buzzi.
27 aprile: rapimento di Ciro Cirillo (1 autista e 1 poliziotto uccisi).
3 giugno: morte di Antonino Frasca.
10 giugno: morte di Nicola Zidda.
19 giugno: morte di Sebastiano Vinci.
5 luglio: morte di Luigi Carluccio e Giuseppe Taliercio.
31 luglio: morte di Giuseppe De Luca.
3 agosto: morte di Roberto Peci.
6 agosto: morte di Santo Lanzafame.
18 settembre: morte di Francesco Rucci.
30 settembre: morte di Marco Pizzari.
21 ottobre: morte di Ciriaco Di Roma e Francesco Straullu.
13 novembre: morte di Eleno Viscardi.
5 dicembre: ferimento di Ciro Capobianco, agente di Polizia, che morirà dopo due giorni.
5 dicembre: morte di Alessandro Alibrandi.
6 dicembre: morte di Romano Radici.
7 dicembre: morte di Ciro Capobianco.
10 dicembre: morte di Giorgio Soldat.

1982
3 gennaio: morte di Angelo Furlan.
21 gennaio: scontro di Monteroni d’Arbia (2 carabinieri e 1 terrorista uccisi).
5 marzo: morte di Alessandro Caravillani.
1º aprile: morte di Aldo Semerari.
27 aprile: morte di Danilo Abbruciati.
27 aprile: morte di Raffaele Delcogliano e Aldo Iermano.
6 maggio: morte di Giuseppe Rapesta.
24 maggio: morte di Umberto Catabiani.
24 giugno: morte di Antonio Galluzzo.
8 luglio: morte di Mauro Mennucci.
15 luglio: morte di Antonio Ammaturo e Pasquale Paola.
16 luglio: morte di Valerio Renzi.
20 luglio: morte di Frate Gabriele Pigato e Frate Giuseppe Lovato.
23 luglio: morte di Stefano Ferrari.
27 luglio: morte di Ennio Di Rocco.
10 agosto: morte di Carmine Palladino.
26 agosto: strage di Salerno (2 poliziotti e 1 militare uccisi).
8 settembre: morte di Benito Atzei.
9 ottobre: morte di Stefano Gaj Taché.
21 ottobre: morte di Sebastiano D’Alleo e Antonio Pedio.

1983
28 gennaio: morte di Germana Stefanini.
9 febbraio: morte di Paolo Di Nella.
17 settembre: morte di Gaetano Sava.

1984
15 febbraio: morte di Leamon Hunt.
28 settembre: morte di Antonio Chichiarelli.
14 dicembre: morte di Antonio Gustini e Laura Bartolini.
23 dicembre: strage del Rapido 904 (16 civili uccisi).

1985
9 gennaio: morte di Ottavio Conte.
27 marzo: morte di Ezio Tarantelli
1 maggio: morte Giovanni di Leonardo

1986-88
10 febbraio ’86: morte di Lando Conti
14 febbraio ’87: morte di Rolando Lanari
14 febbraio ’87: morte di Giuseppe Scravaglieri
20 marzo ’87: morte di Licio Giorgieri.
16 aprile ’88: morte di Roberto Ruffilli
’90 e 2000
20 maggio ’99: morte di Massimo D’Antona
19 marzo 2002: morte di Marco Biagi
2 marzo 2003: morte di Emanuele Petri

———–
ELENCO VITTIME TERRORISMO ITALIANO DI MATRICE RAZZISTA

– 13 dicembre 2011: due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, vengono uccisi da Gianluca Casseri, un estremista di destra sostenitore e attivista del gruppo politico neofascista CasaPound.
– 3 febbraio 2018: sei immigrati di origini africane vengono feriti a colpi di pistola dal 28enne Luca Traini, che al momento dell’arresto indossa una bandiera tricolore per sottolineare la matrice xenofoba dell’attentato.

———
ELENCO ATTENTATI DI MATRICE NAZIONALISTA PALESTINESE:

27 dicembre 1985: assalto all’Aeroporto di Fiumicino presso gli sportelli della compagnia aerea nazionale israeliana El Al e dell’americana Twa, 13 morti.

———
ELENCO VITTIME DEL TERRORISMO MAFIOSO IN ITALIA / COSA NOSTRA:
(l’elenco comprende solo vittime innocenti non colluse con la mafia: bambini, donne anche incinte, giornalisti, preti, imprenditori, commercianti, ecc.).

Anni 1970
– Mauro De Mauro (16 settembre 1970), giornalista. sequestrato da un gruppo di mafiosi a causa dei suoi articoli giornalistici, il suo corpo non è mai stato ritrovato.
– Pietro Scaglione (5 maggio 1971), procuratore capo di Palermo.
– Antonino Lo Russo (5 maggio 1971), autista di Pietro Scaglione.
– Giovanni Spampinato (27 ottobre 1972), giornalista de “L’Ora” e de “L’Unità”.
– Gaetano Cappiello (2 luglio 1975), agente di pubblica sicurezza.
– Giuseppe Russo (20 agosto 1977), tenente colonnello dei carabinieri. Insieme a lui viene ucciso l’insegnante Filippo Costa, 57 anni, che stava passeggiando con lui.
– Carlo Napolitano (21 novembre 1977), presunto guardaspalle del boss di Riesi, Giuseppe di Cristina.
– Giuseppe di Fede (21 novembre 1977), presunto guardaspalle del boss di Riesi, Giuseppe di Cristina.
– Ugo Triolo (26 gennaio 1978), Vice-pretore onorario di Prizzi, assassinato su mandato di Bernardo Provenzano.
– Peppino Impastato (9 maggio 1978), giovane attivista politico e speaker radiofonico di Cinisi, in provincia di Palermo.
– Salvatore Castelbuono (26 settembre 1978), Vigile Urbano Comune di Bolognetta (PA).
– Carmelo Di Giorgio (5 gennaio 1979), operaio.
– Filadelfio Aparo (11 gennaio 1979), vice Brigadiere della squadra mobile di Palermo.
– Mario Francese (26 gennaio 1979), giornalista.
– Michele Reina (9 marzo 1979), segretario provinciale della Democrazia Cristiana.
– Carmine Pecorelli (20 marzo 1979), giornalista.
– Giorgio Ambrosoli (12 luglio 1979), avvocato milanese liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona.
– Boris Giuliano (21 luglio 1979), capo della squadra mobile di Palermo.
– Calogero Di Bona (28 agosto 1979), maresciallo ordinario in servizio presso il Carcere dell’Ucciardone di Palermo
– Cesare Terranova (25 settembre 1979), magistrato.
– Lenin Mancuso (25 settembre 1979), maresciallo morto insieme a Cesare Terranova.
– Agguato a San Gregorio (CT) (10 novembre 1979), carabinieri Giovanni Bellissima, Salvatore Bologna e Domenico Marrara.

Anni 1980
– Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980), presidente della Regione Siciliana.
– Emanuele Basile (4 maggio 1980), capitano dei Carabinieri.
– Gaetano Costa (6 agosto 1980), procuratore capo di Palermo.
– Vito Lipari (13 agosto 1980), sindaco DC di Castelvetrano (TP).
– Carmelo Iannì (28 agosto 1980), imprenditore. Ucciso come rappresaglia per aver permesso ad alcuni poliziotti di infiltrarsi nel suo albergo ed arrestare il boss Gerlando Alberti.
– Giuseppe Inzerillo (12 giugno 1981), figlio diciassettenne del boss Salvatore Inzerillo mutilato e ucciso.
– Vito Jevolella (10 ottobre 1981), maresciallo dei carabinieri di Palermo
– Sebastiano Bosio (6 novembre 1981), medico, docente universitario.
– Alfredo Agosta (18 marzo 1982), maresciallo dei carabinieri di Catania del Nucleo di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri del Tribunale di Catania. Molto noto nella città dove operava per essere un investigatore scrupoloso e preparato.
– Pio La Torre (30 aprile 1982), segretario del PCI siciliano.
– Rosario Di Salvo (30 aprile 1982), autista e uomo di fiducia di Pio La Torre.
– Gennaro Musella (3 maggio 1982), imprenditore.
– Strage della circonvallazione (16 giugno 1982): Salvatore Raiti, Silvano Franzolin, Luigi Di Barca e Giuseppe Di Lavore, carabinieri, e Alfio Ferlito, boss di Catania, uccisi a colpi di fucile AK-47 dai killer del boss Nitto Santapaola, che mirava a prendere il posto di Ferlito.
Antonino Burrafato (29 giugno 1982), Vice Brigadiere di Polizia, si stava apprestando ad andare al lavoro. Giunto a piazza Sant’Antonio alle ore 15.30 a poche decine di metri dal carcere, un commando di quattro uomini lo uccise usando esclusivamente armi corte.
– Paolo Giaccone (11 agosto 1982), medico legale.
– Vincenzo Spinelli (30 agosto 1982), imprenditore tessile ucciso per essersi rifiutato di pagare il pizzo.
– Strage di via Carini (3 settembre 1982): Carlo Alberto dalla Chiesa, generale dei Carabinieri e prefetto del capoluogo siciliano; Emanuela Setti Carraro, moglie di dalla Chiesa, e Domenico Russo, agente di polizia, uccisi brutalmente mentre andavano a cena a Mondello.
– Benedetto Buscetta e Antonio Buscetta (11 settembre 1982), figli del pentito Tommaso Buscetta di 34 e 32 anni. I due giovani vennero rapiti poi torturati e strangolati da Pippo Calò, Salvatore Cancemi e altri mafiosi che volevano scoprire dove si fosse rifugiato il boss; i cadaveri furono poi bruciati e mai più ritrovati.
– Calogero Zucchetto (14 novembre 1982), agente di polizia della squadra mobile di Palermo.
– Giuseppe Genova e Orazio D’Amico (26 dicembre 1982), cognato e nipote di Buscetta.
– Vincenzo Buscetta (29 dicembre 1982), fratello del pentito Tommaso.
– Giangiacomo Ciaccio Montalto (26 gennaio 1983), magistrato di punta di Trapani.
– Mario D’Aleo (13 giugno 1983), capitano dei carabinieri.
– Pietro Morici (13 giugno 1983), carabiniere.
– Giuseppe Bommarito (13 giugno 1983), carabiniere.
– Strage di via Pipitone Federico (29 luglio 1983): Rocco Chinnici, capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, Mario Trapassi, maresciallo dei carabinieri; Salvatore Bartolotta, carabiniere; Stefano Li Sacchi, portinaio di casa Chinnici, uccisi dallo scoppio di un’autobomba, che provocò anche gravi danni alla facciata del palazzo adiacente.
– Salvatore Zangara (8 ottobre 1983), analista.
– Giuseppe Fava, (5 gennaio 1984), giornalista.
– Mario Coniglio, (14 novembre 1984), macellaio, Coniglio aveva 55 anni quando fu massacrato dentro la sua bottega di via degli Emiri alla Zisa, a sparare contro l’ambulante furono due sicari con il volto coperto, a bordo di un vespone. Testimone uno dei figli che si trovava accanto a lui mentre veniva ucciso. La sentenza ha riconosciuto la colpevolezza del padre di Ganci, Raffaele, boss del quartiere della Noce, e di Domenico Guglielmini, entrambi condannati a 30 anni di reclusione; confermata anche la condanna a 10 anni per il pentito Antonio Galliano, che aveva sempre negato il proprio coinvolgimento.
– Pietro Busetta (7 dicembre 1984), imprenditore e maestro decoratore, vittima innocente. – Ucciso solo per essere cognato di Buscetta. Il cognome simile è solo un gioco del destino.
– Roberto Parisi (23 febbraio 1985), imprenditore e presidente del Palermo calcio, assieme al suo autista Giuseppe Mangano.
– Pietro Patti (28 febbraio 1985), imprenditore. Rimase ferita anche la figlia Gaia di nove anni.
– Strage di Pizzolungo (2 aprile 1985): Barbara Rizzo in Asta, signora morta nell’attentato con autobomba contro il sostituto procuratore Carlo Palermo, salvatosi miracolosamente; morti anche Giuseppe e Salvatore Asta, i due figli gemelli di 6 anni della donna.
– Giuseppe Spada (14 giugno 1985), imprenditore.
– Beppe Montana (28 luglio 1985), capo della Catturandi della Questura di Palermo.
– Ninni Cassarà (6 agosto 1985), dirigente della squadra mobile di Palermo, e il suo collega Roberto Antiochia, agente di polizia.
– Graziella Campagna (12 dicembre 1985), diciassettenne di Saponara (ME) che aveva riconosciuto due latitanti.
– Claudio Domino (7 ottobre 1986), bambino di 11 anni che stava passeggiando davanti al negozio dei suoi genitori in via Fattori, nel quartiere di San Lorenzo a Palermo. Un giovane a bordo di una motocicletta lo chiamò per nome. Claudio si avvicinò, l’uomo premette il grilletto ed un proiettile lo raggiunse in fronte, tra gli occhi. Morì all’istante.
– Giuseppe Insalaco (12 gennaio 1988), ex sindaco di Palermo.
– Natale Mondo, (14 gennaio 1988), agente di polizia scampato all’attentato in cui persero la vita Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, venne ucciso perché si era infiltrato nelle cosche mafiose.
– Alberto Giacomelli (14 settembre 1988), ex magistrato in pensione.
– Antonino Saetta (25 settembre 1988), giudice ucciso con il figlio Stefano Saetta.
– Mauro Rostagno (26 settembre 1988), leader della comunità Saman per il recupero dei tossicodipendenti e giornalista, dai microfoni di una televisione locale faceva i nomi di capi mafia e di politici corrotti. Venne assassinato a Valderice (TP).
– Giuseppe Montalbano (18 novembre 1988) medico, Camporeale, provincia di Palermo; ucciso perché il suo comportamento corretto dava “fastidio” ad un gregario di Giovanni Brusca che lavorava presso il comune di Camporeale
– Pietro Polara (27 febbraio 1989), commerciante di macchine agricole. Venne assassinato a Gela (CL).
– Antonio D’Onufrio (16 marzo 1989), proprietario terriero a Ciaculli, allenatore di pallacanestro, marito e padre.
– Gianluigi Barletta (21 aprile 1989), bambino di 10 anni. Venne ferito alla gola durante una sparatoria da un appartenente al clan Cappello.
– Antonino Agostino (5 agosto 1989), agente di polizia, e la moglie Ida Castelluccio, incinta di due mesi

Anni 1990
– Vincenzo Miceli (23 gennaio 1990), geometra e imprenditore di Monreale, ucciso per non aver voluto pagare il pizzo.
– Giovanni Trecroci (7 febbraio 1990), vicesindaco di Villa San Giovanni.
– Emanuele Piazza (16 marzo 1990), agente di polizia strangolato e sciolto nell’acido.
– Giuseppe Miano (18 marzo 1990), mafioso pentito.
– Nicola Gioitta (21 marzo 1990), gioielliere.
– Gaetano Genova (30 marzo 1990), vigile del fuoco sequestrato e ucciso perché ritenuto un confidente della polizia. Il suo corpo verrà ritrovato 8 anni dopo in seguito alle dichiarazioni del pentito Enzo Salvatore Brusca.
– Giovanni Bonsignore, (9 maggio 1990), funzionario della Regione Siciliana.
– Calogero La Piana (31 Luglio 1990), ucciso perché testimone di un omicidio.
– Rosario Livatino (21 settembre 1990), giudice di Canicattì (AG).
– Giovanni Salamone (12 gennaio 1991), geometra, imprenditore edile e consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto.
– Nicolò Di Marco (21 febbraio 1991), geometra del comune di Misterbianco (CT).
– Sergio Compagnini (5 marzo 1991), imprenditore.
– Giuseppe Sceusa e Salvatore Sceusa (19 giugno 1991), due fratelli imprenditori edili strangolati e sciolti nell’acido in una villetta a Capaci per aver edificato un terreno senza il permesso di cosa nostra. Gli esecutori del delitto furono Nino Giuffrè, Salvatore Biondino e Francesco Onorato.
– Antonino Scopelliti (9 agosto 1991), giudice.
– Libero Grassi (29 agosto 1991), imprenditore attivo nella lotta contro le tangenti alle cosche e il racket.
– Serafino Ogliastro (12 ottobre 1991), ex agente della polizia di Stato.
– Salvatore Colletta e Mariano Farina (31 marzo 1992), due ragazzi di 15 e 12 anni scomparsi che si ritiene siano stati vittime di “lupara bianca”.
– Giuliano Guazzelli (4 aprile 1992), maresciallo dei carabinieri.
– Paolo Borsellino (21 aprile 1992), imprenditore ed omonimo del giudice Paolo Borsellino.
– Strage di Capaci (23 maggio 1992): Giovanni Falcone, magistrato; Francesca Morvillo, magistrato, moglie di Giovanni Falcone; Antonio Montinaro, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone; Rocco Dicillo, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone; Vito Schifani, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone.
– Vincenzo Napolitano (23 maggio 1992), uomo politico democristiano, sindaco di Riesi.
– Vincenzo Milazzo (15 luglio 1992), boss di Alcamo (Trapani) torturato e ucciso con un colpo di pistola; il giorno dopo anche la sua convivente Antonella Bonomo, 23 anni incinta dell’uomo venne strangolata. Gli esecutori materiali dei delitti furono Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Matteo Messina Denaro.
– Strage di via d’Amelio (19 luglio 1992): Paolo Borsellino, magistrato; Emanuela Loi, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino (prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio); Walter Cosina, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Vincenzo Li Muli, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Claudio Traina, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Agostino Catalano, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino.
– Rita Atria (27 luglio 1992), figlia di un mafioso, muore suicida dopo la morte di Paolo Borsellino, con il quale aveva iniziato a collaborare.
– Giovanni Lizzio (27 luglio 1992), ispettore della squadra mobile.
– Ignazio Salvo (17 settembre 1992), esattore, condannato per associazione mafiosa e ucciso su ordine di Totò Riina per non aver saputo modificare in Cassazione la sentenza del maxiprocesso che condannò Riina all’ergastolo.
– Paolo Ficalora (28 settembre 1992), proprietario di un villaggio turistico.
– Gaetano Giordano (10 dicembre 1992), commerciante.
– Giuseppe Borsellino (17 dicembre 1992), imprenditore, padre dell’imprenditore Paolo Borsellino ucciso otto mesi prima, quest’ultimo omonimo del giudice Paolo Borsellino.
– Beppe Alfano (8 gennaio 1993), giornalista.
– Angelo Gullo (22 gennaio 1993), ragazzo di 26 anni ucciso da Calogero Ganci e Salvatore Cancemi perché responsabile di essersi introdotto nella villa in cui risiedeva Salvatore Riina al momento del suo arresto. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.
– Strage di via dei Georgofili a Firenze (27 maggio 1993): Caterina Nencioni, bambina di 50 giorni; Nadia Nencioni, bambina di 9 anni; Angela Fiume, custode dell’Accademia dei Georgofili, 36 anni; Fabrizio Nencioni, 39 anni; Dario Capolicchio, studente di architettura, 22 anni.
– Strage di via Palestro a Milano (27 luglio 1993): Carlo La Catena, Sergio Pasotto, Stefano Picerno (vigili del fuoco); Alessandro Ferrari (agente di polizia municipale); Moussafir Driss (extracomunitario).
– Pino Puglisi (15 settembre 1993), sacerdote, impegnato nel recupero dei giovani reclutati da Cosa Nostra nel quartiere Brancaccio a Palermo, controllato dalla famiglia Graviano. Viene beatificato il 25 maggio 2013.
– Cosimo Fabio Mazzola (5 aprile 1994), ucciso perché ex fidanzato della moglie del mafioso Giuseppe Monticciolo.
– Liliana Caruso (10 luglio 1994), moglie di Riccardo Messina, pentito.
– Agata Zucchero (10 luglio 1994), suocera di Riccardo Messina, pentito.
– Calogero Panepinto (19 settembre 1994), fratello di Ignazio Panepinto, assassinato il 30 maggio dello stesso anno.
– Pietro Sanua (Corsico, 4 febbraio 1995)
– Marcello Grado (2 marzo 1995), 23 anni, nipote del pentito Salvatore Contorno ucciso a colpi di pistola da due killer in motocicletta.
– Luigi Vullo (2 marzo 1995), 22 anni incensurato, ucciso insieme a Marcello Grado.
– Domenico Buscetta (6 marzo 1995), nipote del pentito Tommaso Buscetta, ucciso da Leoluca Bagarella.
– Gianmatteo Sole (22 marzo 1995), geometra di 24 anni. Torturato e bruciato vivo perché stava indagando sull’omicidio di Marcello Grado, in quanto fidanzato di sua sorella Angela.
– Gaetano Buscemi (28 aprile 1995), pregiudicato di 29 anni, nipote del boss Pietro Aglieri, strangolato da Leoluca Bagarella.
– Carmela Minniti (1º settembre 1995), moglie di Benedetto Santapaola, detto Nitto, boss catanese.
– Pierantonio Sandri (3 settembre 1995), giovane di Niscemi, sequestrato e ucciso perché testimone di atti intimidatori, il corpo occultato è stato recuperato 14 anni dopo, in seguito alle rivelazioni di un pentito.
– Paolo De Montis (21 settembre 1995), Finanziere Mare, originario di Santa Giusta (OR), venne ucciso e il suo corpo abbandonato presso la discarica di Bellolampo, poco fuori Palermo.
– Serafino Famà (9 novembre 1995), avvocato penalista catanese, ucciso a pochi passi dal suo studio perché era un esempio di onestà intellettuale e professionale.
– Giuseppe Montalto (23 dicembre 1995) Poliziotto Penitenziario in servizio all’Ucciardone di Palermo, ucciso per ordine del boss Vincenzo Virga.
– Giuseppe Di Matteo (11 gennaio 1996), figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, ucciso e disciolto in una vasca di acido nitrico.
– Luigi Ilardo (10 maggio 1996), cugino del boss Giuseppe Madonia, ucciso poco prima di divenire un collaboratore di giustizia.
– Santa Puglisi (27 agosto 1996), giovane vedova ventiduenne di un affiliato a un clan mafioso, picchiata e uccisa nel cimitero di Catania insieme al nipote Salvatore Botta di 14 anni.
– Antonio Barbera (7 settembre 1996), giovane di Biancavilla (CT), massacrato a diciotto anni con una decina di colpi di pistola in testa, in un agguato in “contrada Sgarro” (Catania).
– Giuseppe La Franca (4 gennaio 1997), avvocato, assassinato perché non voleva cedere le sue terre ai fratelli Vitale.
– Giulio Giuseppe Castellino (25 febbraio 1997), dirigente del Servizio d’igiene pubblica presso la Usl di Agrigento.
– Gaspare Stellino (12 settembre 1997), commerciante, morto suicida per non deporre contro i suoi estorsori
– Giuseppe Lo Nigro (1º dicembre 1997), imprenditore edile, scomparso da Altofonte, in provincia di Palermo ancor’oggi di lui nessuna traccia.
– Domenico Geraci (8 ottobre 1998), sindacalista di Caccamo, in provincia di Palermo, la cui morte è, ancor’oggi, ignota.
– Stefano Pompeo (22 aprile 1999), ragazzo ucciso per errore al posto di un potente boss locale.
– Filippo Basile (5 luglio 1999), funzionario della Regione Siciliana.
– Sultano Salvatore Antonio (21 luglio 1999), ragazzo ucciso per sbaglio dentro una sala da barba nel quartiere San Giacomo a Gela in provincia di Caltanissetta.
– Hiso Telaray (8 settembre 1999), stagionale nelle terre di Cerignola proveniente dall’Albania, ucciso per ribellione dai caporali di Capitanata, in provincia di Foggia.
– Vincenzo Vaccaro Notte (3 novembre 1999), imprenditore di Sant’Angelo Muxaro (AG), assassinato perché non accettava i condizionamenti mafiosi.

Anni 2000
– Salvatore Vaccaro Notte (5 febbraio 2000), caposquadra forestale e fratello di Vincenzo, ucciso per non essersi piegato ai condizionamenti di una cosca locale meglio conosciuta come “Cosca dei Pidocchi”.
– Attilio Manca (11 febbraio 2004), medico urologo, fu trovato morto nella sua casa di Viterbo. Dall’autopsia si riscontrò la presenza di sostanze stupefacenti nel suo corpo ed inizialmente si pensò che il suo fosse un caso di overdose. In realtà fu ucciso forse per coprire un intervento avuto dal boss Bernardo Provenzano a Marsiglia.
– Giuseppe D’Angelo (22 agosto 2006), pensionato, ucciso per sbaglio davanti a un fruttivendolo del quartiere Sferracavallo di Palermo perché scambiato per il boss Bartolomeo Spatola.
Enzo Fragalà (26 febbraio 2010), avvocato e politico, ucciso perché indirizzava i suoi clienti all’apertura verso la magistratura.

———
ELENCO VITTIME DEL TERRORISMO MAFIOSO IN ITALIA / CAMORRA:
(l’elenco comprende solo vittime innocenti non colluse con la mafia: bambini, donne anche incinte, giornalisti, preti, imprenditori, commercianti, ecc.).

– Antonio Esposito Ferraioli (30 agosto 1978), cuoco della mensa della FATME di Pagani e sindacalista italiano, ucciso per le sue indagini sull’uso di carne di provenienza sospetta all’interno della mensa
– 5 gennaio 1976: ad Afragola in provincia di Napoli, la camorra uccide il maresciallo dei Carabinieri Gerardo D’Arminio.
– Domenico Beneventano, (7 novembre 1980), consigliere comunale del PCI di Ottaviano
– Ciro Rossetti (11 ottobre 1980) operaio dell’Alfa Sud ucciso per un errore a S. Giovanni a Teduccio Napoli a seguito di una sparatoria fra clan rivali lascia la moglie Antonietta Lamberti e due figli piccoli Gennaro e Cristina
– Marcello Torre (11 dicembre 1980), sindaco di Pagani
– Filomena Morlando (17 dicembre 1980), insegnante, uccisa per errore durante una sparatoria per strada
– Mariano Mellone (12 marzo 1981), padre di un bambino di appena 1 anno, ucciso per errore a seguito di sparatoria fra clan rivali
– Dino Gassani (27 marzo 1981), avvocato penalista, ucciso nel suo studio per non aver voluto rinunciare alla difesa
– Giuseppe Grimaldi (27 marzo 1981), segretario dell’Avv. Dino Gassani
– Giuseppe Salvia (14 aprile 1981), vice direttore del carcere di Napoli-Poggioreale
– Simonetta Cantarella (29 maggio 1982), figlia del giudice Lamberti di Cava de’ Tirreni. Uccisa durante un attentato al padre. In sua memoria sono intitolati lo stadio di Cava dei Tirreni e la Biblioteca “Museo del Mare” di Bagnoli
– Salvatore Nuvoletta (2 luglio 1982), carabiniere ventenne, ucciso perché accusato a torto dalla camorra di aver partecipato allo scontro a fuoco in cui morì un loro affiliato
– Antonio Ammaturo (15 luglio 1982), vicequestore della Polizia di Stato a Napoli
– Pasquale Paola (15 luglio 1982), agente che accompagnava Antonio Ammaturo
– Andrea Mormile (3 settembre 1982) maresciallo dei falchi
– Elio Di Mella (7 ottobre 1982), carabiniere trentenne, ucciso mentre conduceva il detenuto Mario Cuomo, uomo della Nuova Camorra Organizzata, in tribunale
– Gennaro De Agelis (15 ottobre 1982),lavorava nel carcere di Poggioreale,ucciso da 2 camorristi perché si opponeva a lavorare per loro.
– Franco Imposimato (11 ottobre 1983), Maddaloni, ucciso per ritorsione nei confronti del fratello, il giudice Ferdinando Imposimato, e per il suo impegno sul territorio
– Giancarlo Siani (23 settembre 1985), giornalista ucciso per degli articoli che aveva scritto
– Mario Ferrillo (5 novembre 1986), impresario teatrale assassinato a Licola scambiato con noto camorrista locale lascia moglie e quattro figli di cui la più piccola Marianna di 10 anni
– Rosa Visone (8 novembre 1986), di 16 anni uccisa a Torre Annunziata, per errore a seguito di sparatoria tra carabinieri e pregiudicati camorristi
– Luigi D’Alessio (8 novembre 1986), maresciallo dei carabinieri, ucciso a Torre Annunziata in seguito a conflitto a fuoco con pregiudicati camorristi
– Gennaro Galano (12 novembre 1986), segretario della X municipalità di Napoli della Democrazia cristiana, titolare insieme con il fratello dell’omonimo Bar “Galano”, situato in una delle piazze più importanti della città. Deciso a non piegarsi al racket della camorra, fu assassinato all’uscita del suo bar mentre era in compagnia della figlia.
– Prof. Franco Salzano, 39 anni, consigliere comunale del comune di Afragola (NA), ucciso dalla camorra il 10 marzo del 1988.
– Cipriano Licenza 1983, nativo di San Cipriano d’Aversa (CE) e residente in Casapesenna (CE), ucciso per scambio di persona.
– Pasquale Feliciello, (5 maggio 1990), impiegato della ASL, ucciso barbaramente per uno scambio di persona, si puntava all’uccisione di un pregiudicato.
– Nunzio Pandolfi (18 maggio 1990), ucciso a due anni nel rione Sanità, mentre era tra le braccia della zia, nella stessa stanza dove c’era il padre vero obiettivo dell’agguato, anch’esso ucciso.
– Tobia Andreozzi (30 agosto 1990), un ragioniere incensurato, estraneo alla camorra fu eliminato per il solo fatto di trovarsi in compagnia del vero obiettivo dei sicari.
– Fabio De Pandi, 21 luglio 1991, bambino di undici anni. Ucciso da un proiettile vagante indirizzato ad uno spacciatore.
– Angelo Riccardo, (21 luglio 1991), giovane di Casapesenna (Caserta) – 21 anni. Testimone di Geova, stava andando alla sala del Regno con degli amici. Ucciso durante un conflitto a fuoco tra clan avversari dei casalesi.
– Alberto Varone, 24 luglio 1991, ucciso dal clan di Sessa Aurunca (CE) per non aver voluto cedere la sua attività. Storia raccontata nel libro “La Bestia”, di Raffaele Sardo
– Nunziante Scibelli (30 ottobre 1991, Lauro, AV), prima vittima innocente della faida Cava-Graziano. Ha 26 anni, è di Taurano e fa l’operaio. Ucciso per errore a causa della sua auto, un’Alfetta marrone, la stessa del vero obiettivo dei killer. Succede a Ima, frazione di Lauro.
– Gennaro Falco (31 ottobre 1993), medico. Fu ucciso a Parete, suo paese natale, per via di essere ritenuto “colpevole” di aver curato non adeguatamente la moglie di Francesco Bidognetti
– Giuseppe Diana (19 marzo 1994), parroco di Casal di Principe
– Palma Scamardella (12 dicembre 1994) Nipote della vittima designata, Domenico Di Fusco. Palma, madre di una bimba di 15 mesi, è sulle scale della sua abitazione a Pianura (Napoli). Nascosta dal fogliame, i sicari le sparano vedendo la sua sagoma che si muove, colpendola alla testa.
– Gioacchino Costanzo (15 ottobre 1995), bimbo di due anni, viene ucciso in auto con lo zio, pregiudicato, venditore di sigarette di contrabbando, che il “commando” di sicari aveva deciso di eliminare
– Cesare Boschin, (Silvelle, 8 ottobre 1914 – Borgo Montello, 29 marzo 1995) è stato un presbitero italiano misteriosamente assassinato.Il suo omicidio è tuttora irrisolto. Associazioni locali e movimenti nazionali come Libera ritengono che sia stato ucciso perché si oppose alle infiltrazioni della camorra nel Lazio.
– Romano Luigi (15 ottobre 1996) falegname, inseguito e freddato nella sua macchina a Pollena (NA)
– Luigia Esposito (14 novembre 1996), ragazza uccisa perché alcuni giorni prima aveva assistito all’omicidio di Ciro Rispoli, delitto commesso nell’ambito della faida tra i clan della zona orientale di Napoli
– Raffaele Pastore (23 novembre 1996), commerciante di Torre Annunziata, ucciso dalla camorra nel suo stesso negozio per aver denunciato un’estorsione e aver fatto arrestare un camorrista
– Anjo Arcella (18 dicembre 1996), Avvocato di Napoli, ucciso dalla camorra perché si temeva che la sua attività professionale di difensore del boss Luigi Giuliano potesse indurre questi al pentimento
– Ciro Zirpoli (26 gennaio 1997), 16 anni, ucciso a Ercolano perché figlio di un pentito
– Silvia Ruotolo (11 giugno 1997), madre di famiglia di 39 anni uccisa per errore in un conflitto a fuoco. Era cugina dei giornalisti Guido e Sandro.
– Alberto Vallefuoco, Salvatore De Falco e Rosario Flaminio (20 luglio 1998), operai, uccisi a Pomigliano d’Arco perché scambiati per componenti di una banda rivale [6]
– Giovanni Gargiulo (18 febbraio 1998), ucciso a 14 anni, forse per qualche parentela
– Giustino Perna, 30 aprile 1999, assicuratore, ucciso per una vendetta trasversale nell’ambito della faida di Pianura.
– Luigi Sequino e Paolo Castaldi (10 agosto 2000), ragazzi uccisi a 20 anni per errore, perché scambiati dai loro sicari (appartenenti al clan Marfella) per vedette del clan rivale dei Lago
– Valentina Terracciano (12 novembre 2000), uccisa a due anni[10]
– Francesco Antonio Santaniello (31 gennaio 2002), imprenditore, ucciso nella sua rivendita di materiale edile a Lauro (Av)
– Federico Del Prete (18 febbraio 2002), sindacalista
– Annalisa Durante (27 marzo 2004), ragazza uccisa a 14 anni per errore
– Gelsomina Verde (21 novembre 2004), uccisa a 22 anni nel pieno della prima faida di Scampia da un sicario del clan Di Lauro perché per un breve periodo era stata legata affettivamente ad un componente del clan degli Scissionisti.
– Antonio Landieri (6 novembre 2004), disabile venticinquenne ucciso per errore
– Dario Scherillo, 26 anni, ucciso il 6 dicembre 2004
– Francesco Rossi, 50 anni, ferito per errore a Sant’Anastasia (NA), il 28 dicembre 2004), morirà il 2 gennaio 2005 per le ferite riportate
– Carmela Attrice (15 gennaio 2005), 47 anni[12][13]
– Attilio Romanò (30 marzo 1975 – 24 gennaio 2005), 29 anni
– Nunzio Giuliano (21 marzo 2005)
– Enrico Amelio (10 ottobre 2006)
– Ciro Galotta (29 giugno 2007), ucciso per errore dai casalesi
– Giuseppe Veropalumbo ucciso il 31 dicembre 2007 la sera di fine anno da una pallottola vagante a Torre Annunziata
– Domenico Noviello (Baia Verde, 20 maggio 2008), imprenditore ribellatosi al pizzo impostogli dal clan dei casalesi diversi anni prima, già sotto protezione
– Umberto Bidognetti, ucciso il 2 maggio 2008 padre del pentito Domenico
– Raffaele Granata, ucciso l’11 luglio 2008, padre del sindaco di Calvizzano: ucciso per aver rifiutato di pagare il pizzo al clan dei casalesi
– Strage di Castelvolturno (18 settembre 2008)
– Nicola Nappo, 23 anni, ucciso per errore il 9 luglio 2009 a Poggiomarino.
– Petru Birladeanu (26 maggio 2009), cittadino rumeno, ucciso per errore in una sparatoria tra bande alla pigna secca nel centro di Napoli, colpito da vari proiettili cerca riparo e aiuto nella stazione della funicolare di Montesanto dove è poi deceduto.
– Angelo Vassallo (5 settembre 2010), sindaco di Pollica, ucciso in un attentato la cui sospetta matrice camorristica è ancora oggetto di indagini da parte della magistratura.
– Teresa Buonocore (20 settembre 2010), 51 anni, uccisa da due sicari per ordine di un camorrista pedofilo da lei denunciato.
– Luigi Formicola, (13 gennaio 2011), 56 anni, meccanico ucciso insieme al suo amico Vincenzo Liguori a San Giorgio a Cremano
– Vincenzo Liguori, (13 gennaio 2011), 57 anni, meccanico ucciso per errore in una sparatoria a San Giorgio a Cremano.
– Pasquale Romano (15 ottobre 2012), 30 anni, ucciso per errore da due sicari in sella ad una moto a Napoli, nel quartiere di Marianella, al confine con Scampia, perché scambiato per uno spacciatore (vero bersaglio dei killer) a cui assomigliava.
– Vincenzo Ferrante (26 febbraio 2014), 29 anni, ucciso per errore ad Arzano, all’interno di un solarium, perché ritenuto un guardaspalle di un boss, ucciso nello stesso agguato, ma in realtà il ragazzo era totalmente estraneo ad ambienti criminali[17]. La notizia di tale agguato suscitò scalpore perché ricalcava esattamente la scena iniziale del film Gomorra.
– Luigi Galletta (30 luglio 2015), 21 anni, meccanico ucciso con tre colpi di pistola al petto, all’interno dell’officina in cui lavorava nel quartiere napoletano di San Lorenzo, perché si era rifiutato di modificare le moto di alcuni camorristi.
– Gennaro Cesarano (6 settembre 2015), ragazzo di 17 anni, morto in Piazza San Vittorio nel quartiere napoletano della Sanità (dove abitava), ucciso da un proiettile vagante sparato da una paranza (ovvero un gruppo di fuoco composto da camorristi di giovanissima età) durante una stesa, ovvero un raid armato con cui le paranze cercano d’imporre il proprio dominio sul territorio.
– Maikol Giuseppe Russo (31 dicembre 2015), 26 anni, ucciso a Napoli all’interno di un bar di Piazza Calenda a Forcella da un proiettile vagante sparato durante una stesa.
– Vincenzo Amendola (4 febbraio 2016), ragazzo di 18 anni, ucciso a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio e ritrovato sepolto in un campo poco lontano da casa sua; la sua colpa era quella di aver stretto una relazione extraconiugale con la moglie di Antonio Formicola, boss della zona, detenuto al 41 bis; autore dell’omicidio è Gaetano Formicola, figlio ventunenne di Antonio e della donna con cui Amendola aveva instaurato tale relazione clandestina.
– Ciro Colonna (7 giugno 2016), 19 anni, ucciso assieme a Raffaele Cepparulo (ritenuto il vero obiettivo dei sicari) nel quartiere napoletano di Ponticelli.

———

Altre centinaia di attentati a danno di cittadini inermi recano la firma di altre organizzazioni mafiose e bande criminali italiane (‘Ndrangheta, Scu, Banda della Magliana, del Brenta, ecc.) e di lupi solitari (bomba davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi il 19 maggio 2012: uccisa Melissa Bassi e ferite gravemente diverse sue amiche).

Ma in tutto questo il problema dell’Italia è il terrorismo islamico.

L'immagine può contenere: 1 persona, testo