ARTE ITALIANA, QUELLA COMPLESSA SFIDA DELLA POLITICA

L’arte italiana è una ricchezza inestimabile apprezzata da tutto il mondo. Il turismo è un asset economico agevolato da questa ricchezza culturale; c’è ammirazione nei visitatori quando arrivano nel Paese perché la storia, la cultura, l’arte, l’architettura sono testimonianze da ammirare. La politica non riesce a promuovere la cultura in maniera progettuale. Non può sfuggire all’osservatore attento quel piccolo abbandono dell’arte italiana, annullando di conseguenza qualsiasi azione da mettere in campo per una opportuna valorizzazione. La potenzialità economica del turismo si legge nei numeri: «Nel 2017 il fatturato è stato di 92 miliardi di euro. Questa cifra corrisponde al 6,1% della ricchezza totale prodotta in Italia, percentuale che salirebbe ancora di più se si sfruttassero tutte le risorse disponibili». Questi dati sono contenuti nel rapporto “Io sono cultura”, realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, presentato recentemente al Touring Club di Milano. Ed è proprio da questo quadro economico che emerge con chiarezza l’importanza di prendere in esame un progetto di medio e lungo periodo, per riportare al centro degli investimenti economici la valorizzazione dell’arte e della cultura, perché rappresentano il patrimonio italiano. Stefano Armellin, artista italiano, commenta il rapporto tra arte e politica, soffermando la riflessione sul ruolo strategico della cultura per l’Italia.

L’arte italiana è valorizzata come dovrebbe?

‘Studio e faccio arte in Italia da 45 anni, impegnato in una composizione difficile chiamata “The Opera Collection dal 1983”. C’è sempre da imparare perché l’arte è un universo. L’input per la valorizzazione del patrimonio culturale è di competenza del Ministro. L’inizio è stato ottimo. Giovanni Spadolini il 24 gennaio 1975 a Strasburgo, in occasione del Consiglio d’Europa, parlò subito dopo quando il Parlamento italiano aveva votato il nuovo Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, voluto e fondato da Giovanni Spadolini. Fu proprio in quell’occasione che il Ministro disse: «… il Ministero riceve dal Consiglio d’Europa il suo battesimo, il sigillo della sua volontà di integrazione con l’Europa per la difesa di quel patrimonio storico e artistico della Repubblica Italiana che é inseparabile dalla sua tradizione e vocazione europea…»’.

Pompei, Matera, Roma, Verona, Milano, Firenze sono soltanto alcuni luoghi dove ammirare le straordinarie testimonianze artistiche e storiche. La politica italiana non sembra particolarmente attenta a queste realtà da conservare e promuovere. C’è un motivo specifico?

‘È assente una visione chiara d’insieme che Dario Franceschini percepiva come necessaria, senza però risolvere alcunché. Tutta l’Italia è un brand da promuovere collegando l’esistente. Per esempio a Pompei sono anni che suggerisco la necessità di un Protocollo d’intesa fra Scavi-Santuario e città, per dare più possibilità sia alla popolazione residente sia a quella dell’area vesuviana (a rischio eruzione), senza tralasciare i turisti. Ma le vecchie mentalità impediscono la crescita ovunque. Roma è la Capitale ma il Comune esprime politici di basso profilo, è comunque difficile amministrare Roma e il Vaticano. Se si gioca bene la carta del Giubileo 2025 può fare la differenza non solo a Roma ma anche nel resto del mondo’.

Trasformare l’Italia in un distretto turistico, realizzare alcuni poli culturali ben studiati. In che modo, mediante questi interventi, si potrebbe agevolare il turismo?

‘Sono scettico, i beni culturali non sono disgiunti da quelli ambientali e come trattiamo l’ambiente non è certo esemplare. I poli di riferimento sono i grandi attrattori di massa, ed è proprio che il turismo trova la sua collocazione naturale: pensiamo al Pantheon, al Canal Grande, alle Dolomiti, al mare pulito. Sono contrario alle agenzie seriali per il turista, tutte uguali con un linguaggio standard, mentre deve essere ripensata completamente l’Idea del Museo’.

Si parla molto del turismo esperienziale come nuova proposta culturale italiana. Che ruolo può giocare l’Arte?

‘L’arte è immagine, spettacolo perché costituisce una forma di espressione principalmente visiva. L’immagine del turismo è diversa per ogni persona che la vive ma ci sono dei punti di incontro comuni: teatro, cinema, museo, sito archeologico. È la magia della grande arte quella di far esclamare dallo stupore chiunque con la parola “bello” anche se la rappresentazione è tragica. Questo accade a patto che l’arte sia autentica, sincera, onesta quasi a toccare con mano la santità. E allora tutto il Paese e l’Europa ricevono un grande benessere permanente. È necessaria una rinnovata fiducia nelle persone e nei politici più impegnati che sono capaci di essere ricordati come statisti: i padri fondatori dell’Europa sono un esempio sempre presente’.

Siamo il Paese più ricco di arte, storia, cultura eppure non abbiamo specifici interventi su questo settore che potrebbe assicurare ricchezza e crescita economica. Questo approccio sicuramente negativo da cosa dipende?

‘Ad onore del vero qualcosa si fa ma non è sufficiente. A Pompei i finanziamenti dell’Unione europea sono arrivati ma i progetti sono rimasti slegati fra loro e con degli inserimenti discutibili come la mostra permanente per l’evento dei Pink Floyd in anfiteatro, mentre sono state temporanee le mostre sugli Egizi, i Greci e gli Etruschi (ancora in corso), sicuramente superiori e più legate al contesto. È palese la mancata trazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che si muove a velocità ridotta con una classe politica inadeguata. Puoi avere funzionari esperti e capaci ma se sono lasciati a se stessi non rendono come potrebbero. C’è la volontà di fare ma la direzione è troppo fiacca’.

Quanto influisce la conoscenza dell’Arte e della cultura più in generale alle persone che operano in questo settore?

‘L’arte, prima di essere studio quotidiano, è sensibilità e amore per la vita; la conoscenza è una sorgente di energia vitale, le opere non sono passive, trasmettono e comunicano messaggi segreti e lontani, capaci di cambiare in meglio la vita. È importante avere educazione permanente, rispetto per quello che abbiamo ricevuto dal passato con la volontà di essere a tutti i livelli un esempio per tutti. Questo a mio avviso è il giusto atteggiamento che gli esseri umani devono avere verso il prossimo, con una profonda responsabilità per l’ambiente. La nostra atmosfera permette di respirare ed è unica, non abbiamo un’altra di riserva. L’arte è il suo contenuto eterno, è respiro, aria, soffio vitale e divino. Per questo motivo i capolavori vengono definiti immortali’.

Francesco Fravolini