CASO IMANE, GRECO CONFERMA: “NEL SANGUE VALORI ANOMALI”

DI MARINA POMANTE

 

 

“Dagli esami sui liquidi biologici effettuati sono stati trovati livelli superiori rispetto alla norma di antimonio e cadmio”, lo ha dichiarato il Procuratore di Milano Francesco Greco aggiungendo che prima di esprimere pronuncia sulla vicenda della morte della testimone chiave dell’inchiesta Ruby Ter, sarà necessario attendere l’esito degli esami autoptici.

Greco ha dato conferma che la presenza di antimonio è stata rilevata con un valore pari a quasi 3 volte la norma e anche la presenza di cadmio urinario presenta valori prossimi a 7 volte la norma.

Nel corso della sua permanenza in ospedale Fadil fu sottoposta a diverse trasfusioni. Oltre a cadmio e antimonio è stata riscontrata la presenza di molibdeno, cobalto, cromo urinario e cromo del sangue.

Poi il procuratore capo ha spiegato che all’autopsia ci sarà l’intervento dei Vigili del fuoco “perché hanno un addestramento specifico e strumentazione adeguata per il rischio di radiazioni. Si procederà prima con l’estrazione di alcuni campioni per le prime analisi”. In pratica i test saranno su fegato e reni.
L’autopsia è prevista tra giovedi e venerdi, non appena giungeranno alla procura di Milano gli esiti delle analisi sulla presenza di eventuale radioattività.

Il procuratore Greco ha inoltre dichiarato che dall’Humanitas non è mai giunta comunicazione ai pm o alla polizia giudiziaria, prima della morte della modella, come confermato dalla testimonianza di Michele Lagioia, il direttore sanitario dell’Humanitas, resa al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e al pm Luca Gaglio, titolari anche dell’inchiesta Ruby Ter. Imane Fadil il 12 febbraio aveva manifestato ai medici la sua preoccupazione per un possibile avvelenamento. Lo stesso giorno infatti si procedette alle analisi (che dettero esito negativo) per rilevare eventuale presenza di arsenico. Dopo la risposta negativa arrivata il 22 febbraio, circa l’arsenico, i medici disposero le analisi sui metalli.

Greco ha poi continuato, spiegando che prenderebbe corpo quindi l’ipotesi di avvelenamento, anche se non si esclude che possa essere stata una malattia rara a causare la morte di Fadil e che infatti è questa la priorità della Procura, “i medici dell’Humanitas hanno cercato di seguire tutte le ipotesi possibili in base alla scienza medica e ad una ad una le hanno scartate trovandosi davanti ad una situazione complessa che non sono riusciti a comprendere”.

Intanto in questi giorni prosegue l’attività istruttoria e sono in programma molte audizioni di testimoni: infermieri, medici e il personale della clinica di Rozzano dove è morta Fadil. Saranno poi ascoltati parenti e amici e anche alcune delle ragazze che hanno frequentato Arcore, oltre ai personaggi che la modella ha nominato nei verbali e che sono già stati convocati in aula nei processi con al centro le feste hot nella residenza di Silvio Berlusconi.