“GIVE ZINGA A CHANCE”

DI MARIO PIAZZA

Proviamo, e occorre sforzarsi, ad immaginare il Partito Democratico di domani come una grande forza popolare che provi a sostenere le istanze di giustizia sociale e le strategie economiche e del lavoro orientate in una direzione opposta al neoliberismo americaneggiante di Monti e all’austerità neoborbonica della Fornero.

Immaginiamo che sappia farlo tenendo conto delle dinamiche mondialiste ed europeiste a cui è impossibile sottrarsi, e che sappia trovare una sintesi praticabile a cavallo tra le antiche battaglie operaiste contro i padroni affamatori e gli affamatori di oggi nelle ormai conclamate sembianze delle multinazionali e della finanza.

Tentiamo, e questa è la parte più difficile, di azzerare l’immagine di un partito capace solo di generare correnti che generano personalismi che generano poltrone e poltroncine a disposizione di chi prima intuisce da che parte tira il vento e che, a dispetto di zuffe e scandali che non mancheranno, ricominci a pensare al bene collettivo partendo da quello dei più deboli.

Occorre farlo questo sforzo, ma non per votare PD turandosi il naso.
Occorre farlo perchè dovremo giudicare con obiettività.
Occorre farlo perchè la previsione di Renzi che non riuscendo a staccarsi dal suo congenito leaderismo immagina un futuro bipolarista che vedrà Salvini contro Zingaretti non è campata per aria, e per vincere ad opporsi non dovranno essere i personaggi ma le idee.

Troppo poco, troppo fumoso e troppo socialdemocratico?
Di sicuro, ma sembra che la Sinistra con la esse maiuscola oggi non abbia molto altro in cui sperare.