L’INTER È INCEROTTATA. MA NON È MORTA

DI ALBERTO CRESPI

 

Dunque, negli ultimi giorni ho sentito e/ho letto:
1) prestigiosi opinionisti di radio romane secondo i quali la Roma doveva puntare dritta al secondo posto, “perché il Napoli è morto e poi ha l’Europa League, e le milanesi non contano”;
2) simpatici amici feisbucchiani milanisti (non tutti, per carità!) che ci facevano le corna alla Gassman dopo il sorpasso;
3) illustrissimi commentatori sportivi secondo i quali eravamo ormai implosi su noi stessi, perché Icardi e Wanda Nara ok, ma anche Marotta è un cretino e Spalletti è un pazzo e i cinesi forse non esistono.

Sono stato zitto perché, dovete darmene atto, prima delle partite io non parlo MAI. E ricordatevene, fratelli interisti che avevate data per morta la Juve dopo Madrid. Si parla a risultato acquisito. Prima, porta male.

Dopo, invece… Dopo la Roma perde, il Napoli vince, e il derby va come va. Gufi, avvoltoi e altri uccellacci possono – almeno per stasera – ritornare nei nidi.
Noi continuiamo a essere psicolabili e incerottati, e la foto di Gagliardini qui sotto è la più adatta a commentare una partita alla Enrico Toti. A stento ne avevamo 11 da mandare in campo, ma quegli 11 si sono fatti valere. E sono contento per De Vrij, oltre che per Lautaro che è un centravanti vero.

E’ ancora lunga, ma siamo vivi.

P.S. La sconfitta della Juve non significa nulla, ma è comunque una gustosa ciliegina su una bella torta di sport.