UN MODELLO DI SVILUPPO CHE UCCIDE LA NATURA E CHE VA RICONVERTITO

DI STEFANO SYLOS LABINI

Il riscaldamento globale è un tema su cui bisogna essere cauti se pensiamo che 125.000 anni fa il livello del mare era più alto di 7 metri rispetto all’attuale e nel Mediterraneo si era diffusa la fauna senegalese. In più l’attuale picco caldo si è stabilizzato circa 10.000 anni fa e per questo non è da escludere che il pianeta stia andando verso un’altra glaciazione. Quello che è sicuro è che l’impatto ambientale dell’attività umana ha raggiunto livelli mai visti prima: bruciamo combustibili fossili che fanno aumentare l’anidride carbonica e le sostanze inquinanti nell’atmosfera, produciamo quantità enormi di polveri sottili e stiamo distruggendo il pianeta con la plastica che deriva dal petrolio. Servono investimenti giganteschi per riconvertire un modello di sviluppo obsoleto.

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