ZINGARETTI A POTENZA. PRIME PROVE DI DIALOGO TRA PD E ARTICOLO UNO

DI MONICA TRIGLIA

Sarà per le primarie, sarà perché il nuovo segretario Nicola Zingaretti dà segno di voler davvero “cambiare tutto” ma pare che nel Pd qualcosa si stia davvero muovendo. Anzi, (leggermente) rianimando. Lo confermano i dati di un sondaggio Swg per La7 in vista delle Europee, secondo i quali il Partito Democratico avrebbe superato i 5 Stelle. Di pochissimo certo, (21,1% contro 21%) ma il dato era quasi impensabile solo un anno fa. Questo ovviamente non toglie nulla alla forza della Lega di Matteo Salvini, primo partito – conferma il sondaggio – con il 33,9%.

Però…

Oggi parecchi quotidiani sottolineano la scelta di Zingaretti di andare a Potenza a “mettere la faccia” nella campagna elettorale in Basilicata, dove – salvo sorprese clamorose – la competizione del Pd con il centro destra sembra persa in partenza (anche se il neo segretario è ottimista: «Si può vincere e salvare la Basilicata da chi vuole portarne via l’anima» ha detto).

Ciò che i commentatori mettono in evidenza non è però la sorte della consultazione elettorale per le regionali del 24 marzo, quanto il fatto che in Basilicata il centrosinistra sia riuscito, anche se a fatica, a ricompattarsi con un candidato condiviso (Carlo Trerontola) e si presenti agli elettori con un’alleanza larga, che è ciò che Zingaretti, e altri, ritengono indispensabile per evitare di “regalare” Comuni e Regioni a Salvini e Di Maio.

Ma non è tutto. Il ricompattamento a cui Zingaretti lavora varrebbe anche (forse) per le Europee.

Così a Potenza è accaduto che il neo segretario abbia incrociato Roberto Speranza, leader di Articolo Uno (il partito dei bersaniani che se ne sono andati dal Pd). Speranza e Zingaretti hanno parlato chiaro, ciascuno per proprio conto, in attesa di un incontro che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, escludendo innanzitutto qualsiasi “ricomposizione”.

Speranza ha detto: «Se la condizione per fare una lista insieme è rientrare nel Partito Democratico, allora non se ne fa niente». Ma ha anche aggiunto: «Abbiamo già proposto che alle elezioni europee si costruisca una lista capace di tenere assieme tutte le forze politiche che si riconoscono nella famiglia socialista. In nessun Paese europeo i socialisti vanno con liste separate».

Zingaretti ha ribattuto: «Non è questione di rientrare in uno stesso partito, che non è all’ordine del giorno: non creiamo mostri che non esistono. Chiederò però ad Articolo Uno di essere insieme in tutta Italia, compresi Comuni importanti come Firenze, Prato e Livorno. E discuterò con loro anche di Europee». Per le quali l’obiettivo è «rendere competitive le liste per non perdere nessuno voto. C’è l’urgenza democratica di fermare questa destra».

Resta che i renziani pare non abbiano preso benissimo l’apertura del nuovo segretario nei confronti di quelli che Renzi & C. considerano “traditori scissionisti”. E non è cosa da poco.

Ma Zingaretti lo ha promesso: «Cambieremo tutto». Vedremo tra qualche tempo come andrà.