L’ATTENTATO IN NUOVA ZELANDA LO DIMOSTRA: L’ESTREMA DESTRA NEL MONDO SPARGE ODIO. ED E’ PERICOLOSISSIMA

DI LUCIO GIORDANO

Si poteva liquidare la strage di venerdì scorso  a  Christchurch, in Nuova Zelanda, dicendo che Brenton Tarrant, il ventottenne attentatore australiano originario dello Stato di New South Wales,  fosse semplicemente un pazzo esaltato. Lui e il probabile  commando che ha seminato morte in due moschee islamiche della tranquilla cittadina neozelandese, la terza per  importanza dell’isola .

Allora però lo stesso discorso si sarebbe potuto  fare per  la strage di Nizza  o per quella del Bataclan a Parigi o  per l’attentatore del camion che travolse decine di persone nel mercatino di Natale di Monaco di Baviera  Tutti  pazzi o tutti criminali.  Non ci sono mezze misure, appare evidente.   Le dinamiche in effetti si somigliano un po’ tutte.  Si poteva parlare di pazzia in tutti i casi citati, appunto. Ma non si può, perchè più passano i giorni e più si capisce che Tarrant è un giovane lucidissimo, deciso finanche  a difendersi intribunale da solo. Pieno d’odio, questo sì, condizionato dai movimenti suprematisti al punto da scrivere un documento di ottantasette pagine fitte fitte prima di compiere l’attentato. Pieno d’odio, ma lucido. E a questo punto, negare la gravità della strage di giorni fa,   vorrebbe dire minimizzare un problema che si sta facendo enorme : quello degli attentati terroristici dei suprematisti di estrema destra.

E’ ovvio ed evidente a  molti analisti,  che alle spalle di questi attentatori  che agiscono da soli o  in piccoli gruppi, ci sia una  organizzazione ben oliata che molti identificano nel movimento neonazista e suprematista  dell’alt right, nato negli Stati Uniti, ma che grazie all’attivismo del   guru della campagna elettorale di Trump, Steve Bannon, si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il mondo. Bannon, il fondatore del movimento trasnazionale The Movement, sostiene infatti  molti partiti della   destra europea come il Raggruppamento Nazionale francese di Marine Le Pen, il Partito per la Libertà olandese di Geert Wilders, l’Alternativa per la Germania, la Lega italiana di Matteo Salvini, il Partito della Libertà Austriaco.   Li sostiene convinto che  stia per esplodere un sommovimento nazional-populista mondiale da assecondare e incoraggiare in tutte le maniere possibili .  Quello che è capitato in Nuova Zelanda, per molti,  sarebbe  insomma semplicemente un altro tassello di questa strategia, volta ad  alimentare l’indispensabile odio e far crescere la miserevole  narrazione della sostituzione delle popolazioni bianche in favore di neri e islamisti.

Sono in molti, anche,  a fare dei paralleli con la strage di utoya . Esistono pero delle differenze sostanziali. Diverse sono ad esempio  le condizioni storiche dei due attentati.  Quando breivik , il neonazista norvegese autore della   strage del duemilaundici,  in cui morirono un centinaio di  giovani norvegesi, entrò in azione,  il suprematismo e il clima d’odio che si respira  oggi in tutta Europa e nel mondo da qualche anno a questa parte ,non era ancora esploso. Si viveva insomma in un pianeta che iniziava  solo da poco ad essere contaminato dei germi azzisti.  Ora invece questa malapianta ha attecchito negli strati più deboli ed esaltati della popolazione mondiale. Inoltre l’attacco a Breivik era rivolto ad un gruppo di norvegesi politicizzati, Tarrant ha agito invece  contro gli islamici riuniti in preghiera.  Certo, sia l’uno che l’altro attentatore  hanno accompagnato i loro attentati con dei manifesti ideologici apparentemente  farneticanti. Uno in difesa del cristianesimo, l’altro contro l’invasione musulmana. “finché un uomo bianco vive ancora, non conquisteranno mai le nostre terre e non sostituiranno culturalmente  il nostro popolo bianco. Per salvarci  bisogna creare un’atmosfera di paura ed incitare alla violenza’.  Ecco, questo il clima che si respira. E c’è da aver davvero paura.

Ad istinto si può  però  dire che la strage in Nuova Zelanda sia stata forse l’espressione massima è più feroce compiuta dai suprematisti. E’ vero,  l’attenzione mediatica è stata enorme, ma i neonazisti sì attendevano anche uno schierarsi compatto della popolazione bianca in loro favore.  Invece  proprio le reazioni indignate della gente comune,o della ferma presa di posizione del premier Jacinda Ardern,  potrebbero aver arrestato il loro progetto: quello di una feroce escalation per alimentare il clima d’odio insolente .  E’ come Insomma se le persone avessero preso coscienza del gravissimo pericolo a cui rischiamo di andare incontro . Secondo gli analisti più attenti,quello neonazista e  stato un tentativo   per sondare il terreno . E’ andato male.  Se semini odio è automatico che poi ci siano Cani sciolti più o meno organizzati pronti a far fuoco contro inermi persone. Ed è altrettanto’  chiaro che il compito di tutta la società civile dei 5 continenti sia quello di rispondere con decisione a  questi attentati alla pace, che i neonazisti stanno provocando. E’ davvero una condizione indispensabile.

Qualcuno intanto  vede un pericolo attentati anche in Italia. Almeno al momento è  da escludere . E’ vero,  quello italiano è  il governo piu di estrema destra tra i grandi paesi occidentali e anche se i servizi segreti italiani hanno allertato il Viminale su eventuali attentati di suprematisti italiani,  è difficile che si arrivi a pianificare attentati simili a quello messo in atto  da Luca Traini a Macerata, poco più di un anno fa.

È ovvio che per scongiurare il pericolo  i nostri politici con la ruspa in mano devono smettere di alimentare olio e  provocare continuamente. Altrimenti ci troveremo anche noi in una situazione analoga a quella neozelandese. Conforta la reazione della società civile che invece di voltarsi dall’altra parte ha mostrato tutto proprio sdegno per un episodio raccapricciante. Il terrorismo di estrema destra, come quello islamico,  si ferma solo con risposte decise, ferme.

E forse dopo anni di sbandamento anche da noi in Italia si ècapito che solo vivendo in pace con il mondo e accogliendo invece di respingere, si può puntare al benessere economico e sociale di un intero Paese.  Ma, giusto ribadirlo ancora,  è indispensabile fermare ora e per sempre gli odiatori di professione. Che attaccano I migranti i gay le donne gli ebrei e in genere chi non la pensa come  gli estremisti di destra. Sì, non c’è che dire:  i suprematisti fanno davvero una brutta vita. Odiano il prossimo ma un poco, in fondo, odiano anche loro stessi.