EUROPEE: PER I MOLTI (LEU) ADERISCE A EUROPEAN SPRING DI VAROUFAKIS

DI CARLO PATRIGNANI

L’associazione Per i molti, nata dalla rete dei comitati autoconvocati di Leu, ha aderito a European Spring, la Primavera europea del movimento trasnazionale Diem25 dell’ex-ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, per le elezioni europee di fine maggio con l’ambizioso programma del Green New Deal messo a punto da Varoufakis e dal candidato alle presidenziali Usa del 2020, il socialista democratico Bernie Sanders.

Più che ai contenitori pensiamo ai contenuti: per salvare l’Europa c’è bisogno che l’Europa cambi radicalmente, ha spiegato il senatore di Leu Francesco Laforgia in una conferenza svoltasi stamane alla Camera dei Deputati insieme al co-fondatore di Diem25, Lorenzo Marsili.

L’incontro è un importante passo verso la costituzione di una lista a sinistra del Pd: ci proveremo fino alla fine, il leit motiv della conferenza stampa, sperando che altre formazioni politiche (come Prc, Si) e altre associazioni, diano la loro adesione.

In questi anni il nostro Continente non si è accorto delle trasformazioni demografiche e climatiche – ha aggiunto Laforgia – Ci troviamo oggi a pagare il conto di flussi migratori che non riusciamo a gestire e di diseguaglianze che sono esplose. Pensiamo che si debba ripartire da qui: facciamo per questo riferimento al Green New Deal che è un progetto partito dagli Usa e che investe l’Ue, mettendo al centro proprio la questione climatica e il contrasto alle diseguaglianze.

La grande sfida culturale e politica del Green New Deal che sta conquistando gli Usa per il protagonismo di Alexandria Ocasio-Cortez, ha due protagonisti: Sanders e Varoufakis.

Tra le innovative proposte in esso contenute per l’Europa: un grande piano di investimenti in riconversione ecologica e industriale del valore di 500 miliardi di euro l’anno, un nuovo Statuto Europeo dei Lavoratori incluso un salario minimo, un reddito di base europeo e l’immediata chiusura dei paradisi fiscali europei.

Quelli del Green New Deal sono, insomma, temi, ha precisato Laforgia, che si possono coniugare anche in chiave nazionale: una patrimoniale sulle grandi ricchezze per fare una grossa operazione di redistribuzione del reddito, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, investimenti pubblici sull’ambiente e manutenzione del territorio.

C’è uno spazio oltre i populismi e l’europeismo dell’elite che vogliamo coltivare facendo appello alle forze di sinistra, ha sottolineato Laforgia. Le famiglie politiche europee sono state superate dalla storia, i confini sono fortemente cambiati in questi anni.

Quindi è tempo di cambiare anche e soprattutto a sinistra: sarebbe da irresponsabili non coltivare un terzo spazio ecologista riformatore laico inserito  nel contesto europeo per cambiare radicalmente la traballante Unione europea delle elite.