“TEKOSER” E “CAPPUCCIO ROSSO” HANNO SORRISO ANCHE PER NOI

DI VANNI CAPOCCIA

“Cappuccio rosso” è il nome che in Kobane Calling (il fumetto nel quale racconta il suo viaggio nel curdistan siriano) Zero Calcare aveva trovato per la giovane turca perseguitata da Erdogan e combattente per la libertà dei curdi in Siria.

Nelle foto è sempre ritratta sorridente ed è morta combattendo, come morto combattendo è Lorenzo Orsetti che s’era scelto “Tekoser” come nome di battaglia.

Non avevano le armi in pugno per istinto guerriero né per furore anti islamico, ma per gli ideali di uguaglianza, giustizia e libertà che li animavano e vedevano realizzarsi nel Rojava, il fazzoletto di terra curda in Siria dove i curdi stanno costruendo una società più giusta e più equa.

Il babbo di Lorenzo pur abbattuto dal dolore ha detto d’essere orgoglioso di suo figlio. Ma tutti, in Italia e in Europa, dovremmo essere orgogliosi di Lorenzo. Ha lasciato una lettera testamento nella quale scrive di non aver rimpianti perché morto per difendere i più deboli fedele agli ideali di giustizia, uguaglianza e libertà, concludendo con “sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio”.

“Cappuccio rosso” e “Tekoser” due idealisti e due umanisti morti anche per noi. L’umanità dovrebbe essere piena di gente come loro che ha degli ideali per i quali sente che vale la pena spendere, a volte perdere, la vita.

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