MACRON E LA MERKEL INCONTRANO XI

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI

 

Il premier Xi Jinping deve essere furibondo, a dir poco.
Il principale obiettivo militare (dato che di guerra si tratta, anche se -per il momento- si tratta soltanto di guerra commerciale) è fallito miseramente.
Anche i tanti generali al seguito devono essere inviperiti.

L’obiettivo della diplomazia cinese (tanto abile quanto antica e colta) consisteva nel chiarire la propria posizione e scelta nei rapporti con l’Europa: venire nel Vecchio Continente “rifiutandosi” di riconoscere l’esistenza della Ue, approfittando del trend nazional-populista di cui l’Italia è avanguardia dichiarata. Venire in Italia alla grande, poi andare a Parigi per incontrare Macron e, infine, recarsi a Monaco di Baviera per incontrare in quella città la confindustria tedesca senza avere in agenda un viaggio a Berlino, considerandola -con disprezzo- una tappa inutile, chiarendo quindi che il programma consiste nello spezzettare l’Europa facendo accordi con ogni paese che conta one by one, one on one.
E invece gli è andata male.
Perchè poche ore fa, la segreteria di Emmanuelle Macron ha inviato all’ambasciatore cinese a Parigi un messaggio nel quale il presidente francese, nel dichiarare la propria felicità nell’incontrare un grande amico come Xi Jingping, ha sottolineato un particolare decisivo e fondamentale, che è il seguente:
Emmanuelle Macron ci ha tenuto a specificare che ha invitato “formalmente” come suo “ospite gradito” la signora Angela Merkel, la quale per l’occasione addirittura soggiornerà e dormirà all’Eliseo, mostrando quindi di essere considerata più di un interlocutore, più di un alleato, una vera amica di famiglia.
E in Politica, come è noto, il formalismo -in quanto simbolico- è sempre sostanza.
Quando il premier cinese arriverà a Parigi e avvierà il primo discorso privato con Macron, si troverà pure la Merkel con la sua personale delegazione, in modo tale che il messaggio sia forte e chiaro, come a dire: l’Europa, dopo la scelta pentaleghista di chiamar fuori l’Italia dall’Europa per sistemarsi per conto proprio bypassando la Ue, sceglie di spiegare a Xi Jing Ping che il potere che conta nel Vecchio Continente è fondamentalmente l’asse franco-tedesco, basato su un’alleanza inossidabile che comporta l’impossibilità da parte cinese di stipulare accordi con le singole nazioni.
Perchè dovrà fare i conti con l’Europa, e quindi il divide et impera non funziona.
L’Italia ha scelto di starne fuori.
E’ il più grande e grave errore geo-politico che il nostro paese abbia compiuto negli ultimi 25 anni.
Ma questa è la scelta che è stata fatta.
Anche se gli italiani non l’hanno capito, perchè nessuno lo ha spiegato loro.
Quando Xi Jingping arriverà a Monaco di Baviera, avrà già incontrato Angela Merkel a Parigi, il che trasforma il viaggio cinese in Germania in una trasferta inutile. Beffato.
Così stanno le cose oggi.