I SOVRANISTI HANNO MESSO VIA MANGANELLI E OLIO DI RICINO. ORA BASTONANO SUL WEB

DI LUCIO GIORDANO

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci
.M. GANDHI

Magari molti di voi non se ne saranno accorti, ma in politica i sovranisti hanno fatto partire in queste settimane   la macchina del fango, in vista delle  elezioni europee. Sotto attacco giornali e giornalisti, politici, gente comune che non rinuncia a difendere il prossimo con amore, di quasiasi razza e religione sia. Gente che non prova rabbia, che non insulta, che cerca di capire le ragioni di tutti. Ma che inevitabilmente è finita sotto scacco.

Gli altri, invece, gli odiatori di professione, non si fanno scrupoli. Ne sa qualcosa il quotidiano  La repubblica a cui per ‘scherzo’ hanno cambiato la prima pagina sul  sequestro   di cinquantuno adolescenti avvenuto a San Donato milanese. Tutto per screditare il giornale.   E il quotidiano romano, che sull’episodio   ha già presentato denuncia alla polizia postale, non è l’unico a subire gli assalti squadristi di questi arditi da tastiera.

Il gioco è semplice. Un influencer su facebook o twitter chiama a raccolta un gruppo di haters più o meno professionisti e, stravolgendo i fatti, capovolgendo la verità, inizia a bastonare sulle lettere del pc. Insulti, calunnie, opinioni distorte. Prima uno, poi l’altro poi un altro ancora, come api attorno al miele arrivano sulle pagine del malcapitato e colpiscono, dileggiano, deridano, calunniano, insultano .

Cento contro uno. La bestia in azione , con gli occhi iniettati d’odio verbale , fa esattamente  questo. Complicato difendersi.  Se non hai carattere,  se non hai personalità, rischi di affogare nella melma violenta delle parole.  Impossibile poi  arginare le condivisioni virali,  pochi giorni e ci si ritrova involontariamente al centro dell’universo degli odiatori. Metodo Boffo, lo chiamano: dal nome dell’ex direttore dell’Avvenire, una decina di anni fa, calunniato e costretto a lasciare il giornale che dirigeva.

Il metodo, oggi,  sul web si è affinato.  Spesso quella che agisce  è un’organizzazione  semplicemente perfetta, bravissima a sputtanare utenti definiti, con disprezzo, buonisti radical chic. Del resto se in cento attaccano  e montano la polemica,  anche gli ignari che capitano nella pagina di pinco pallino si lasciano condizionare e finiscono per pensare che se così tante persone dicono che pallino pinco è un tossico, terrrorista, venduto al Vaticano o a Soros, qualcosa di vero ci sarà. Anche se la logica dice che no, non è vero niente.  I troll tra l’altro  hanno vita facile perchè ad un hater a quanto pare  bastano poche centinaia di euro per acquistre da hacker russi , numerosi account falsi.

Niente di nuovo, in fondo. Capitava già cento anni fa con i fasci da combattimento. Gli squadristi all’epoca entravano fisicamente in azione, radunandosi nelle sedi fasciste, salivano spesso su un camion militare e arrivavano a destinazione: di solito  davanti  casa del capo sindacale, o del capo operaio.

Giacomo Matteotti, in un discorso parlamentare del 10 marzo 1921, descriveva cosi le “spedizioni punitive” squadriste nel suo collegio elettorale:

«Mentre i galantuomini sono nelle loro case a dormire, arrivano i camions di fascisti nei paeselli, nelle campagne, nelle frazioni composte di poche centinaia di abitanti; arrivano accompagnati naturalmente dai capi dell’agraria locale, sempre guidati da essi, perché altrimenti non sarebbe possibile conoscere nell’oscurità in mezzo alla campagna sperduta la casetta del capolega o il povero miserello ufficio di collocamento, si presentano davanti alla casetta e si sente l’ordine: “Circondate la casa!” Sono venti, sono cento persone armate di fucili e rivoltelle. Si chiama il capolega e gli si intima di scendere; se il capolega non discende, gli si dice: “Se non scendi ti bruciamo la casa, tua moglie, i tuoi figlioli”. Il capolega discende: se apre la porta lo pigliano, lo legano, lo portano sul camion, gli fanno passare le torture più inenarrabili, fingendo di ammazzarlo, di annegarlo, poi lo abbandonano in mezzo alla campagna, nudo, legato ad un albero. Se il capolega è un uomo di fegato e non apre e adopera le armi per la sua difesa, allora è l’assassinio immeditato che si consuma nel cuore della notte. Cento contro uno. Questo è il sistema del Polesine.»

Solo che i bastoni e l’olio di ricino adesso  sono stati sostituiti dalle tastiere intrise di odio dei troll o di persone che ormai hanno preso una posizione netta, da tifoso senza incertezze. Una posizione da bullo, per intimidire, ridurre al silenzio le tante voci fuori dal coro. E’  dunque questo il polso della situazione di come sia ridotta la nostra Italia al tempo del no ai migranti e, se proprio li volete, ospitateli a casa cosa vostra.

Le persone civili, però, hanno deciso di reagire e  non vogliono più farsi intimidire da questo gioco sporco sulla pelle della gente, che coinvolge tutti coloro i quali non condividono il rumoroso  attteggiamento di quest’ ultimo anno, imposto dagli haters. Haters   il cui solo scopo è quello di guadagnare consensi e inculcare nell’opinione pubblica il pensiero unico. 


Avanti senza paura e a testa alta, allora. Si vince con il sorriso , distribuendo fiori. A piegarsi, alla fine,  saranno  proprio  gli odiatori di professione. L’olio di ricino quatttro. zero lo berranno loro. Garantito. Un consiglio: non credete a quello che scrivono e dicono gli haters di tutta Italia. La calunnia è un venticello, è vero, ma se nessuno gli crederà,  presto gli verrà un travaso di bile. E comunque una cosa è certa; costoro, per arrivare  a tali livelli di cinismo, devono probabilmente  avere una brutta vita o   aver vissuto una pessima infanzia. Se non fossero senza cuore, verrebbe quasi da compatirli.