SANSONETTI DEFENESTRATO DA IL DUBBIO

DI VINCENZO VASILE

“Garantismo” vorrebbe dire rispetto, direi religioso, delle regole. E mi fa orrore che nel vaniloquio globale dei talk show e dei social si sia persa in questo fine settimana la notizia delle notizie. Che il direttore di un giornale che ha issato la bandiera del “garantismo” sia stato defenestrato dall’editore senza alcun rispetto per le regole. Si tratta del mio amico ed ex-collega dell’Unità Piero Sansonetti, al quale ho spesso contestato il fatto di aver confuso quella bandiera con campagne innocentiste, il Dubbio (come da testata) con la certezza dell’innocenza, specie nelle indagini sui rapporti tra politica corruzione e criminalità. Ma bisogna oggi esprimergli la più piena solidarietà perché è stato fatto fuori dalla direzione di quel giornale per cause politiche, per aver troppo attaccato il governo in carica: il ministro Bonafede chiamato in causa come sospetto mandante del licenziamento ha fatto sapere di cadere dalle nuvole, e ancor peggio a questo punto ci sentiamo al posto del segretario dell’associazione di avvocati – il Consiglio nazionale forense- al quale il giornale appartiene e che finanzia con gli abbonamenti Avrebbe agito “sua sponte” per interpretare i desiderata del governo? Alla faccia della terzietà e dell’autonomia della professione. Al mio Ordine professionale (che è inzeppato di avvocati negli organi direttivi tra i facenti parte dell’elenco dei pubblicisti) un altro scottante argomento di riflessione