CESARE BATTISTI AMMETTE LE SUE RESPONSABILITÀ DAVANTI AL PM

DI MARINA POMANTE

 

Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac ( Proletari armati per il comunismo) arrestato a gennaio a Santa Cruz in Bolivia dopo poco meno di 40 anni di latitanza, per la prima volta ieri sera dopo un lungo interrogatorio ha ammesso la sua responsabilità sui 4 omicidi per i quali è condannato. La sua ammissione è stata resa al Pm di Milano, Alberto Nobili.

Francesco Greco, procuratore di Milano ha dichiarato: “la sua ammissione fa giustizia delle tante polemiche di questi anni, rende onore alle Forze dell’Ordine e alla magistratura di Milano e fa chiarezza sui Pac che hanno agito in modo efferato dalla fine degli anni ’70”.
Greco ha poi aggiunto che gli anni di piombo hanno ucciso il ’68, mentre il Pm Alberto Nobili ha detto che “la lotta armata ha impedito lo sviluppo della rivoluzione culturale, sociale e politica nata nel ’68.

Nell’interrogatorio nel carcere di Oristano Cesare Battisti ha sostenuto che era una guerra giusta quella che lui abbracciava quando aveva 22 anni, adesso dopo 37 anni di latitanza ha chiesto scusa per il dolore arrecato ai familiari.

Nobili riassumendo le ammissioni di Battisti ha spiegato che quello che è stato ricostruito nelle sentenze, è tutto vero: i quattro omicidi, i tre ferimenti, una serie di rapine e furti per autofinanziamento.

Battisti è stato condannato in via definitiva per 4 omicidi, due commessi materialmente e due in concorso.
FInora si era sempre dichiarato innocente. Il suo legale l’avvocato Davide Steccanella ha spiegato che le ammissioni di Battisti non sono state fatte per eventuali benefici e che la speranza è di restituire una immagine giusta: “che non è quel mostro che può colpire ancora, è una persona che da 40 anni non ha commesso più delitti…”.

La collaborazione e le ammissioni potranno incidere sul regime detentivo, potrebbe così evitare il regime del 41bis e incidere sui benefici penitenziari, ad esempio i permessi.

In ogni caso ha precisato l’avvocato Staccanella che a Battisti ciò che importa di più è far crollare “quell’alone di pericolosità che non ha più”. Il legale poi concludendo ha spiegato come Battisti non si sia mai considerato “un irriducibile” e agli inizi degli anni ’80 sapeva già che “la lotta armata era finita”.

Nella ricostruzione di quanto ha vissuto 40 anni fa, Cesare Battisti ha spiegato che queste cose sono accadute a tantissime altre persone, in quella guerra civile che molti ritenevano giusta.