FACEBOOK E LA CENSURA. SE L’ALGORITMO NON RICONOSCE LA BELLEZZA

DI MARINA NERI

“Di recente hai pubblicato un contenuto che non rispetta le normative di Facebook, pertanto ti è stato impedito temporaneamente di usare questa funzione…”

Ecco l’incipit che statuisce una vera e propria condanna comminata allo sprovveduto fruitore del social che contravviene alle ferree regole della community.

Ai più verrebbe da pensare:_ sicuramente materiale da denunzia alla polizia postale, sul genere dei video intimi della povera parlamentare Sarti, divulgati sul web e oscurati poi per intervento della stessa autorità di pubblica sicurezza, dopo,però, che era stato già compiuto il loro devastante dovere di lesione dell’immagine e della privacy.

Poi, invece, si scopre che il provvedimento sanzionatorio riguardava una poesia dedicata a Salome’ la principessa figlia di Erodiade e figliastra di Erode ispirata dal bellissimo omonimo dipinto di Roberto Ferri.

L’autrice della poesia aveva affiancato i suoi versi al magnifico dipinto.

Pochi secondi dopo la pubblicazione il blocco del post e la comunicazione della vigilanza Facebook, con il comunicato in merito alla sospensione della ” licenza a postare su fb per 24 ore”

Cosa turbava la community? I versi in cui si esaltava la danza di una donna che per ogni velo caduto rivendicava la sua femminilità, la sua energia di un vivere non stereotipato per giungere nuda ad affermare la sua dignità o il dipinto del grande pittore tarantino?

Un seno nudo naturale, orgogliosamente splendente nel quadro. Un seno nudo ad attestare la rivendicazione di un’ essenza nei versi.

Pornografia! Solo questo legittimerebbe un giudizio avente per esito la censura.

La pornografia (dal greco πόρνη, porne, “prostituta” e γραφή, graphè, “disegno” e “scritto, documento”e quindi letteralmente “scrivere riguardo” o “disegnare” prostitute) è la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali effettuata in diverse forme…Ogni essere umano ha normalmente delle fantasie erotiche, cioè usa l’immaginazione per rappresentarsi delle scene eccitanti eroticamente, senza altro scopo che l’eccitazione in sé: la pornografia è la concretizzazione di queste fantasie in immagini, disegni, scritti, oggetti o altre produzioni”( cfr. Wikipedia).

La linea di demarcazione fra morale e immorale spesso è molto sottile, in particolar modo quando è il ” nudo” ad essere attenzionato.

Generalmente un’immagine è da definirsi pornografica quando offende il buon gusto di chi la osserva.

Non basta perché ci sia offesa alla dignità di chi guarda la presenza di erotismo, occorre che promanino da quella immagine sensazioni di degrado della femminilità o degli esseri che vi interagiscono.

Il nudo è pornografico, quindi, quando “sfrutta”, piuttosto che esaltare, le qualità erotiche e umane di un soggetto.

Sebbene la pornografia sia spesso collegata alla visione di un corpo umano esibito nella sua nudità , un dipinto, una fotografia di nudo realizzata con magistrale perizia, con sensibilità ed integrità divengono esaltazione di quel corpo, non la sua mortificazione e ciò si colloca immediatamente agli antipodi del concetto di osceno.

Eppure Facebook indefessamente continua a censurare, comminando blocchi, sospensioni e, in ipotesi più gravi, eliminazione di account.

A farne le spese lo stesso Roberto Ferri, grande pittore tarantino che più volte ha visto il suo account bloccato. Uomini e donne, angeli e demoni le sue creature che celebrano la Vita nel pendolo costante fra purezza e impudicizia, fra terra e aspirazione al cielo, perennemente sospesi fra la spiritualità e la carnalita’ ma sempre e inequivocabilmente, opere d’arte.

Addirittura incaricato di eseguire il ritratto ufficiale di Papa Francesco.

Stessa sorte toccata qualche anno fa a Vittorio Sgarbi. Era stato immortalato mentre contemplava un’opera d’arte tanto celebre quanto discussa”L’Origine del Mondo” di Coubert.

” L’origine du monde raffigura, con immediatezza quasi fotografica, un primo piano di una vulva femminile coronata da riccioli lunghi e neri. Il corpo della donna, adagiata lascivamente su un letto e parzialmente ricoperta da un lenzuolo bianco, è visibile solo dalle cosce (che, divaricandosi delicatamente) consentono la visione intima fino al seno.
L’origine du monde è realizzato con un’audacia e un realismo tali da conferire alla tela una forte carica seduttiva. L’erotismo del dipinto, tuttavia, non sfocia nella pornografia, grazie alla grande abilità tecnica di Courbet e all’adozione di una sofisticata gamma di tonalità ambrate”(cfr. Wimipedia).

A Sgarbi era stata sospesa la pagina per 24 ore perché in essa era stata postata la foto del critico al Musee d’Orsay di Parigi davanti al quadro celeberrimo. Per l’avvocato di Sgarbi che mandò una diffida al social per lesione di danno all’ immagine ” non esistevano nella specie i presupposti per rimuovere l’immagine di Sgarbi e del capolavoro di Courbet, perché si tratta di pubblicazione di nudi pittorici “.
Anche il Codacons in quella circostanza era insorto contro il social network dichiarando che avrebbe denunciato la questione all’Autorità Garante delle Comunicazioni in quanto l’opera non aveva alcun nesso col mondo della pornografia né poteva ledere gli utenti di Facebook .

In un museo delle Fiandre addirittura era stata realizzata una candid camera per ridicolizzare in realtà un increscioso modus operandi. Finte guardie museali con tanto di tesserino Facebook, avvicinavano i visitatori del museo e a coloro che stazionavano davanti a quadri di nudo di Rubens facevano la domanda di rito:” Ha un profilo Facebook?”Alle risposte affermative i finti agenti inducevano i visitatori a non guardare più il dipinto col nudo.
” Si deve spostare, dobbiamo tutelarla dalla nudità” questo sarebbe stato il tormentone del video. Facebook infatti non aveva gradito i seni e glutei delle donne dei quadri di Rubens e i cherubini nudi che popolano le sue composizioni: così, l’intelligenza artificiale del social senza far distinzione tra nudo artistico e nudo pornografico, aveva in precedenza classificato come indecorose le foto delle opere del grande pittore”( cfr. Finestre sull’ Arte).

Gli standard della Community di Facebook
tendono a ” limitare la visualizzazione di immagini di nudo o atti sessuali perché alcune persone della nostra community sono particolarmente/ sensibili a questo tipo di contenuti. Inoltre,tendono a rimuovere per impostazione predefinita immagini di carattere sessuale per impedire la condivisione di contenuti non consensuali o con minorenni. Le restrizioni relative alla visualizzazione di atti sessuali si applicano anche ai contenuti creati digitalmente a meno che non vengano pubblicati a fini educativi, umoristici o satirici.
Le norme sui contenuti di nudo si sono maggiormente differenziate nel tempo. Sappiamo che immagini di nudo possono essere condivise per diversi motivi, anche come forma di protesta, per sensibilizzare su una causa o a scopo educativo o medico. Qualora tali intenti siano chiari, facciamo concessioni sul contenuto. Ad esempio, se da una parte limitiamo alcune immagini di seni femminili in cui i capezzoli sono visibili, possiamo consentire altre immagini, tra cui quelle che ritraggono atti di protesta, donne che allattano e foto di cicatrici causate da una mastectomia. È permessa anche la pubblicazione di fotografie di dipinti, sculture o altre forme d’arte che ritraggono figure nude.”

Riusciranno gli esperti di Facebook ad insegnare a un algoritmo a riconoscere la bellezza? Riusciranno a distinguere nei loro standard la differenza fra nudo artistico e nudo pornografico? Fra arte e volgarità?

Facebook come Daniele da Volterra detto “il Braghettone”, pittore scultore chiamato in piena Controriforma a rendere decenti le nudità dipinte da Michelangelo nella Cappella Sistina?

Il Rinascimento era stato il simbolo della vita e della rinascita in cui l’uomo, con la sua fisicità era al centro della Storia, con la Controriforma, invece, il paradiso si acquista con l’ortodossia religiosa, con la censura e la mortificazione dell’esaltazione dell’uomo.

E oggi nel terzo millennio? Una donna col linguaggio del suo corpo è ancora una strega da bruciare sul rogo o una ribelle contro cui scagliare la prima pietra?

Figli della Controriforma, del Concilio Vaticano II, della generazione che fece delle sovrastrutture degli inutili orpelli, noi ci poniamo ancora il problema se un nudo integrale dipinto in una chiesa sia da elogiare oppure no!

Qualcuno aveva detto all’autrice della poesia:” ma se sai che censurano, perché pubblichi le immagini delle opere di Ferri su Facebook? Non potevi mettere un’altra foto a corredo della tua poesia? ”
Ha risposto di no e veemente ha dichiarato: “Quelle opere parlano all’anima come le creature senza tempo di Caravaggio o Michelangelo. E mi ha parlato ” quella” immagine non tante altre Salome’. Quella Salome’, perché nella postura, nello sguardo, nell’ incedere della staticità del dipinto, era fiera e indomita, come ogni donna deve essere.
Su Facebook passano inosservati svastiche, insulti sui gruppi segreti e non, post inneggianti al fascismo e alla intolleranza, spesso non vengono immediatamente rimossi i post pericolosi ma poi si censura con una velocità record una immagine di nudo artistico o una poesia dai versi che di ingiurioso o diffamatorio non hanno nulla anche a volere seguire le direttive e i parametri della community.”

Cosa teme Fb ? L’ autodeterminazione della donna?
L’uomo stupra proprio quando la debolezza della donna viene stigmatizzata dal mondo e avallata dall’ignoranza travestita da perbenismo becero.