L’ ITALIA HA IL PEGGIOR ANDAMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ NELLA UE PER COLPA DEL CAPITALE

DI GIORGIO CREMASCHI

La produttività in Italia non cresce da anni, a differenza di quella degli altri grandi paesi della UE. Lo dicono dati ufficiali, gli stessi che certificano che i lavoratori italiani hanno orari più alti e salari più bassi di quasi tutti i paesi UE. Un lavoratore italiano lavora in media duecento ore in più all’anno di uno tedesco e prende molto meno, ma la produttività tedesca è molto superiore.
Questo vuol dire che la produttività che manca non è quella del LAVORO ma quella del CAPITALE e delle imprese. Perché non è l’impresa che crea il lavoro ma il lavoro che crea l’impresa. E se mancano investimenti, domina l’austerità e si fanno profitti col super sfruttamento, si distruggono lavoro e produttività.
Questo dati registrano il fallimento della Confindustria e del sistema delle imprese e di tutte le politiche liberiste da loro pretese e attuate dai governi.
Negli anni settanta i lavoratori avevano il massimo dei diritti e dei salari, e la produttività era tra le più alte al mondo. Invece trent’anni di politiche per i bassi salari, per la precarietà e la disoccupazione, hanno distrutto la produttività. Guardate la tabella.
Bisogna mandare all’inferno il “partito del PIL”, aumentare i salari e cambiare radicalmente politiche economiche e sociali.